(Nota: per chiarire alcuni concetti ho deciso di mettere delle brevi spiegazioni molto semplificate, separandole in dei box. Se già sapete queste cose, potete saltarle.)

Questa non è esattamente una sbufalata, lo hanno già fatto in tanti. Più che altro, da studentessa di fisica, mi preoccupo del mio futuro. Sia mai che mi brucino sul rogo, non è esattamente il mio sogno, che sappiamo tutti essere lavorare al KFC fino ai cent’anni quando – si spera! – potrò andare in pensione.

Voglio aprire con la definizione di due particolari parole.

OSCURANTISMO s. m. [der. di oscurare, attrav. il part. pres. oscurante, sul modello dell’ingl. obscurantism, del ted. Obskurantismus e del fr. obscurantisme]. – Atteggiamento di opposizione sistematica al diffondersi dell’istruzione, al progresso, all’evoluzione sociale; nel sec. 19°, era termine polemico adoperato soprattutto in contrapp. a illuminismo o ad altri termini di valore più assoluto (progressociviltàlibertà, ecc.). (Fonte: Treccani)

Anti-intellettualismo: Anti-intellectualism is to put it simply, the glorification of stupidity and dissing of intelligence in favour of so called “common sense”. Anti-intellectuals believe that science, expertise and “book knowledge” are less valuable than “street smarts” and “common sense.” They also believe that they don’t have to read anything about a field of knowledge before dismissing it with their own “theories”.

L’anti-intellettualismo è, posta semplicemente, la glorificazione della stupidità e il disprezzo dell’intelligenza a favore di quello che viene chiamato “senso comune”. Gli anti-intellettuali credono che la Scienza, gli esperti e “la conoscenza da libro” abbiano meno valore dell’ “università della vita” e del “senso comune”. Credono anche di non dover leggere niente di un particolare argomento prima di demonizzarlo con le loro “teorie”. (Fonte: RationalWiki – con una piccola licenza poetica)

Oscurantismo e anti-intellettualismo. Due atteggiamenti molto simili, che provocano dei danni incalcolabili alla ricerca e all’umanità intera. Perché chiariamoci, finché l’oscurantista di turno si mette a fare i tarocchi in camera sua e a farneticare su un blog non succede niente. Quando però la politica inizia a mettere i bastoni fra le ruote di una delle poche cose che funzionano in Italia, ovvero la ricerca, un po’ mi girano. La ricerca funziona nonostante i tagli alle sue risorse economiche, nonostante il continuo disprezzo nei confronti degli scienziati, nonostante la cultura scientifica sia valutata meno di zero, gli stipendi da fame e le borse di studio imbarazzanti. Nonostante tutto. Quando invece lo fa per mero populismo allora mi viene voglia di fare immediatamente la valigia ed emigrare.

Perché chiariamo un’ultima cosa prima di partire nell’analisi dell’imbarazzante servizio, quello che è successo è vergognoso. Il gesto in sé è vergognoso. Perché qui non sono stati chiesti ulteriori controlli sulla sicurezza (che comunque avrei capito), ma il blocco di un esperimento. Nel momento in cui ho appreso la notizia mi sono cadute le braccia. Ed è per questo che ho citato la parola oscurantismo. Chi ha votato quella risoluzione è un oscurantista che dovrebbe prendere un autobus per il 1600. Nel 2017 questo tipo di comportamento non è e non deve essere accettabile. Non tanto perché la Scienza è intoccabile, ma perché al solo scopo di raccattare qualche voto sono stati scavalcati gli organi statali di controllo che invece l’autorizzazione l’avevano data. È stata scavalcata una collaborazione scientifica internazionale. E, come al solito, perché non cogliere al volo l’occasione di avere un atteggiamento allarmista, irrazionale e totalmente insensato?


Brevissima introduzione all’esperimento: SOX sta per Short Baseline in Borexino. L’esperimento serve a individuare un tipo di neutrino finora solo teorizzato. Il neutrino (come forse suggerisce la parola stessa) è un tipo di particella che ha una massa piccolissima e che difficilmente interagisce con la materia.

Ma ha voluto parlarne Nadia Toffa delle Iene. Le Iene sono proprio il tipo di programma che dovrebbe astenersi dal parlare di Scienza, e per un ovvio motivo: fanno danni. Esempio pratico: stamina. Stamina è stato uno dei punti più bassi nella storia della televisione italiana e della manipolazione del pubblico da parte di programmi come le Iene stesse.

Ma veniamo al dunque, cioè al servizio nello specifico, con gli appunti che ho preso mentre lo guardavo. Io ho segnato il tempo, ma vi informo che potrebbe variare di qualche secondo, abbiate pazienza.

Il servizio si apre (00:02) con la sigla dei telegiornali che parlano dell’incidente di Fukushima, in Giappone, in seguito al devastante terremoto del 2011. Io non ho né le competenze, né il tempo e tanto meno la voglia di spiegare nel dettaglio cosa sia successo a Fukushima: è irrilevante. (Comunque se vi interessa abbiamo scritto cose a riguardo: come qui, qui, qui e altri mille articoli, il cui sottotitolo però è sempre “disinformazione” o “allarmismo”). Ora, come verrà rivelato in seguito (fra l’altro manipolando abilmente la realtà dei fatti: Toffa fa credere che questa sostanza radioattiva sia libera, quando in realtà non lo è) si parla di 40g di cerio-144, un isotopo radioattivo del cerio. Questo nucleo è circondato da 19 centimetri di lega di tungsteno, ferro e nickel, in modo da schermare le radiazioni.

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Come tutti sanno, un atomo è composto da protoni, elettroni e neutroni. Gli elementi vengono distinti in base alla quantità di protoni che possiedono. L’elemento più piccolo, l’idrogeno, ha solo un protone e un elettrone. Un isotopo invece è un atomo che ha un numero diverso di neutroni rispetto all’elemento considerato. Il “144” dopo “cerio” indica la somma di protoni e neutroni che l’elemento in questione possiede. L’isotopo di cerio più comune ha 58 protoni e 82 neutroni e viene chiamato cerio-140. Il cerio-144 ha sempre 58 protoni, ma 86 neutroni. Gli isotopi non sono necessariamente dannosi per l’uomo, radioattivi o artificiali che siano. Esistono, fanno parte della Natura come i gattini pucciosetti, le zanzare e i complottari. E le banane, che sono leggermente più radioattive della maggior parte delle cose, tant’è che per sensibilizzare l’opinione pubblica si è inventato il BED, ovvero il Banana Equivalent Dose, un’unità di misura informale utilizzata per mostrare che qualsiasi cosa (anche il cibo) ha una naturale radioattività.

Ma cos’è la radioattività di cui tanto si parla?

Si parla di radioattività quando un nucleo instabile, nel tentativo di stabilizzarsi, cede particelle e/o energia. Il decadimento radioattivo in genere è di tre tipi: alfa, beta o gamma. Nei decadimenti alfa e beta vengono perlopiù rilasciate particelle, mentre nei decadimenti gamma vengono rilasciate radiazioni ad alta frequenza. Queste radiazioni vengono chiamate “ionizzanti” per il modo in cui alterano la materia che colpiscono. Anche qui bisogna specificare che la radioattività non è “cattiva”. “Cattivo” in fisica non esiste, la radioattività è un fenomeno naturale che può portare anche significativi vantaggi quando lo si utilizza in maniera controllata, come nella radioterapia.

Torniamo al servizio. Un reattore nucleare ha scopi totalmente differenti rispetto all’esperimento e al nucleo in questione. È mettere a confronto mele e pere e pretendere che siano la stessa cosa, abbiano lo stesso sapore e che abbiano lo stesso effetto. È un atto di terrorismo psicologico del tutto ingiustificato. Come spiega uno dei ricercatori coinvolti, Marco Pallavicini, professore all’Università degli studi di Genova in questa intervista, che vi consiglio di leggere:

Se parliamo di SOX in particolare mi metto a ridere: la sorgente è alta 40 cm, è un cilindro di 50 cm di lato, che pesa 2 tonnellate perché è piena di tungsteno. All’interno c’è un buchetto e quel buchetto è pieno di cerio, ma è un blocco che è indistruttibile per qualunque immaginabile terremoto. Non esiste un terremoto che distrugge quel contenitore, e se arrivasse un terremoto di tale intensità, verrebbe spazzata via l’Italia intera. Stiamo parlando di ipotesi ridicole […]

Si tratta di decadimenti naturali, che per nessuna ragione possono essere accelerati o rallentati o cambiati e una volta che uno ha – come nel caso di SOX – sigillato completamente la fonte radioattiva e schermato con del materiale passivo, che quindi non si può guastare, non si può rompere, non si può aprire in nessun caso, non esiste alcun pericolo.

Nei minuti successivi si parla di acqua contaminata e altre cose irrilevanti, tant’è che al minuto 02.45 ho annotato un “mio cuggino” derivante dall’intervista a un abitante del posto.

Al minuto 04.00 circa, Toffa ripropone l’intervista a Stefano Ragazzi. Premettendo che non c’è nessun modo per cui lui avrebbe potuto avere la meglio contro di lei (fosse anche solo per il fatto che l’intervista è registrata: a rimontarla come si preferisce non ci vuole nulla), anche io ho trovato le risposte del direttore insufficienti. Ma c’è un “ma”, come al solito. A parte che è evidente che Ragazzi non sia un divulgatore (e non è necessario che lo sia, dopotutto fa il fisico) viene bombardato di domande irrilevanti nella sua posizione, come al minuto 04.49 dove Toffa chiede: “Ma lei erogherebbe l’acqua alla popolazione?”, riferendosi all’acqua della falda acquifera dentro il Gran Sasso. Ma Ragazzi è un fisico, cosa ne potrà mai sapere di acqua contaminata? Inoltre, che senso ha fare a lui questa domanda quando lui non ha competenze riguardo alle falde acquifere? Mistero della fede.

E in più, la tiritera sull’acqua contaminata da sostanze chimiche cosa c’entra con un esperimento che utilizza un cilindro di metallo, nel quale c’è sì una sorgente radioattiva, ma sigillata? Aspettate, sì. Forse una c’è. Quando bisogna fare allarmismo insensato è utile infilarci dentro qualsiasi cosa, come l’acqua inquinata o i terremoti, che vengono anch’essi citati nel video, e che il professor Pallavicini ha commentato sopra. Un’altra cosa che mi colpisce molto è la falsa dicotomia fra “parco giochi” e “bomba a orologeria” che viene presentata. Senza entrare nel merito dell’affermazione che il laboratorio è “una bomba a orologeria” (lo fa bene il professor Pallavicini nell’intervista), si esaspera la discussione, e quello che lo spettatore capisce è che il laboratorio è pericoloso. Ma non è vero.

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Nella seconda parte del servizio vengono intervistati il Ministro per l’Ambiente e alcuni attivisti per lo “stop alle sostanze pericolose”, che fanno affermazioni del tipo “fanno sempre quello che gli pare” (07.09) e “si vengono a scoprire queste cose sempre dopo che vengono organizzate”.

Ora, per qualche motivo dei comuni cittadini senza la minima competenza in materia dovrebbero per caso avere voce in capitolo su quello che dei fisici possono o non possono fare? Esatto, no, non dovrebbero. Commenti irrazionali e senza alcun senso, dettati puramente dal terrorismo psicologico che si è fatto in questi anni intorno alle parole “radioattivo” e “nucleare”. Tra l’altro, il sito dell’INFN è pubblico, chiunque vi può accedere e capire cosa stanno facendo. E qui il “tenuto segreto” crolla.

Bisognerebbe smetterla di aver paura delle parole, “radioattivo” e “nucleare” non sono parolacce, non sono formule magiche per invocare Satana o chi per lui.

Ultimo appunto e poi mi fermo: come è possibile che venga sostenuta la tesi (insensata, almeno a livello logico) che il laboratorio sia “illegale” o che quello che fa è illegale, se ha le dovute autorizzazioni? Perché chiariamoci, non funziona che vai su Aliexpress e ordini un cilindro contenente cerio. Servono le autorizzazioni dai vari Ministeri e organi competenti, autorizzazioni che sia secondo Nadia Toffa (che si rivela qui incoerente con se stessa), sia secondo i rappresentanti del laboratorio stesso ci sono.

Se ci sono questo tipo di autorizzazioni le alternative possibili sono:

  • i ministeri coinvolti e l’ISPRA non sanno quello che fanno, o peggio, danno autorizzazioni a fare cose che non dovrebbero essere fatte (ed è un’accusa gravissima);
  • l’esperimento è sicuro, i Ministeri hanno fatto il loro lavoro da Ministeri, e si sta montando un caso sul nulla, facendo la solita figura da (prendo in prestito il termine ai romani) peracottari oscurantisti?

Io dico la seconda. E se state per postare un commento di mille parole su come in Italia le cose non funzionano come dovrebbero (suggerendo irregolarità nelle procedure), rispondo: “Le prove?” Ci sono prove di queste irregolarità? Ci sono prove che per qualche motivo o per un altro in questo specifico caso gli organi di vigilanza non abbiano fatto il loro lavoro?

E con questo non sto negando che in passato ci siano stati degli incidenti, sulla cui gravità (e nemmeno sulle responsabilità) non ho le competenze per discutere, sto dicendo che il servizio in questione è un mischione di cose slegate dall’esperimento stesso, di affermazioni dubbie e populiste. Perché non venitemi a dire che “fanno sempre quello che gli pare” è un’argomentazione sensata: non lo è. È come se andassi a chiedere al mio vicino di farmi sapere quando guarda Games of Thrones, perché ho l’impressione che guardando quel programma lui abbia voglia di cucinare del fritto misto, appestando il condominio. Può essere successo che qualche tempo prima abbia effettivamente appestato il condominio, ma non c’è alcuna correlazione con la visione di Games of Thrones.

Sinceramente sono davvero preoccupata per la piega che ha preso questa storia. Perché finché ci si è limitati a un servizio insensato e pseudoscientifico andava anche bene, niente di più niente di meno di quello che propone la tv commerciale da anni. Ma quando ho letto della mozione, e che è stata approvata all’unanimità (segno che l’anti-intellettualismo non è appannaggio solo di un dato partito), beh, quello è un passo indietro. Di qualche secolo. E fa schifo.

Lista di link utili:
Perché l’esperimento SOX è sicuro, Silvia Kuna Ballero (Wired)
Laboratori del Gran Sasso come Fukushima, Le iene fanno il bis, Juanne Pili (Redazione Montaigne), che tocca punti che io non ho toccato
L’intervista al professor Marco Pallavicini (Startmag)
Il paper che parla dell’esperimento (è in inglese ed è piuttosto complicato)
Anti-Intellectualism su Rational Wiki (in inglese)
L’articolo di Paolo Attivissimo sull’argomento, che cita la risposta dei laboratori
La risposta dei laboratori a una cittadina preoccupata
La pagina sul Borexino sul sito dell’INFN