Francesco Borgonovo su La Verità titola:

A Bari nessuna epidemia di morbillo. E la presunta untrice non era No vax.

Nell’articolo viene riportato:

L’emittente pugliese Telenorba, il 13 novembre, ha riportato, con dovizia di particolari, i risultati dell’indagine interna effettuata dal Giovanni XXIII. Un approfondimento che ha fatto emergere alcuni fatti sorprendenti. Vediamo di ricostruire. Tutto inizia il 23 ottobre, quando all’Ospedaletto di Bari arriva una bimba di 8 anni. Si sospettava che la piccola avesse una non meglio identificata «patologia infettiva», motivo per cui l’hanno sottoposta a una serie di esami. La diagnosi di morbillo è arrivata il 5 novembre. Secondo l’indagine condotta dal Giovanni XIII con la supervisione dell’Asl di Bari, la bambina è stata contagiata all’interno dell’ospedale. Non solo: i suoi genitori non sono affatto No vax. Alla fanciulla mancava la protezione contro il morbillo, ma aveva fatto il vaccino esavalente.

Le fonti di Borgonovo non sono linkate, solo citate, bisogna cercarsele. Il video di TeleNorba lo trovate qui, ma la sua fonte è la Gazzetta del Mezzogiorno, che il 13 novembre non dava le stesse informazioni de La Verità:

Quella bimba, figlia di genitori convintamente no-vax, era invece malata di morbillo: l’ospedale lo ha scoperto solo il 30 ottobre, tre giorni dopo averla rimandata a casa. È questo il caso-indice da cui è nata la catena di contagi di Bari. Catena che non può dirsi interrotta e che ha coinvolto tre famiglie. Tutte imparentate. Tutte, evidentemente, anti-vaccini.

Onestamente poco m’importa se la bimba fosse figlia di novax o meno, non era vaccinata, come non erano vaccinati fratello, e altri due familiari, tutti invece hanno contratto il morbillo dopo la bimba. Non è minimamente importante se la famiglia, come Borgonovo ripete più volte, fosse o meno figlia di leghisti o 5stelle, ma è un dato di fatto che lei e i suoi familiari non fossero immuni alla malattia.

Non bisogna farne una questione politica, ma solo di corretta informazione. Su 8 contagiati 4 facevano parte dello stesso nucleo, nessuno di loro aveva immunità contro il morbillo, erano tutti contagi evitabili. Borgonovo nel suo articolo sostiene che la bimba sia stata contagiata all’interno dell’ospedale, purtroppo però non porta nessuna fonte e non riesco a trovare nulla che supporti la sua affermazione. Questo non significa che sia falsa, ma è importante? Nessuno nega che anche tra il personale ci possano essere soggetti che non si sono vaccinati e non ritengono di doverlo fare. Come già spiegato più volte su BUTAC, il problema è proprio la scarsa informazione sanitaria che viene fatta in merito. Scarsa informazione che colpisce in egual misura tutta la popolazione, anche chi lavora a contatto con i malati e dovrebbe essere più attento a queste problematiche.

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L’unico altro sito che sembra riportare le stesse cose de la verità è quello dell’Ordine dei Biologi (curiosità, ieri cercando di raggiungere il link più volte il mio antivirus mi ha segnalato minaccia rilevata e neutralizzata, cacchio, capisco su siti che sono ricolmi di pubblicità, ma l’ONB riceve soldini dai propri iscritti, non dovrebbe tenere sul proprio sito script di terze parti per raggranellarne ulteriormente – è un problema di link corrotto, quello che hanno usato per condividere l’articolo sui social).

Sul sito dell’ONB ci dicono che quello fatto a mezzo stampa sarebbe procurato allarme. Perché i numeri di casi registrati sono perfettamente in linea con una popolazione come quella di Bari e territori limitrofi. Ma questo significa capire poco delle informazioni ricevute: infatti non dobbiamo tenere conto di tutta l’area territoriale, ma dei casi avvenuti partendo dal primo episodio certificato. Quindi dovremmo far riferimento solo alla popolazione del Giovanni XXIII e a chi è stato in contatto con loro. Su quella popolazione, con 8 casi, si può incominciare a parlare di epidemia. Come spiega La Gazzetta del Mezzogiorno:

Nel frattempo si erano ammalati anche il fratellino di 11 anni del caso-indice e un loro cuginetto di due anni (ricoverati il 1° novembre), ed era stato infettato un bimbo di 11 mesi che si trovava in reparto per otite. Il 6 novembre, poi, è stato il turno dell’ultimo minore, un terzo cugino di 16 anni, tuttora ricoverato. I minori tra loro imparentati hanno cognomi diversi (sono della provincia), e nessuno di loro era vaccinato nonostante le numerose sollecitazioni fatte della Asl negli anni.

Tre dei cinque minori sono ancora ricoverati, in condizioni che non destano preoccupazione. Per quanto riguarda i tre adulti, una guardia giurata di 20 anni in servizio nel reparto Infettivi del Pediatrico, una mamma di 43 (una delle due figlie era stata ricoverata lì, entrambe vaccinate) e una donna di 37, si trovano al Policlinico alle prese con possibili complicanze del morbillo. Il laboratorio di Epidemiologia diretto dalla dottoressa Maria Chironna ieri ha confermato anche la diagnosi dell’ultimo caso (la mamma), mentre per la donna di 37 l’indagine epidemiologica dovrebbe aver escluso la correlazione con il Pediatrico.

È evidente che bimba, fratellino, cuginetto e bimbo di 11 mesi ricoverato nello stesso reparto siano collegati fra loro. Come anche la mamma di 43 anni con figlia ricoverata al policlinico, e la guardia giurata in servizio nello stesso reparto. Tutti collegati fra loro, tutti parte di una popolazione ristretta legata a un primo contagio. Non ha senso analizzare tutta la popolazione di Bari e limitrofi, è sciocco, è non aver colto il problema.

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Sulle pagine dell’ONB si cita anche il caso della Mongolia, riportando il link a un articolo di Bellavite, ma si fa disinformazione anche lì. Avevamo già parlato anche qui su BUTAC dell’epidemia di morbillo in Mongolia, spiegando, con fonti, le sue ragioni d’essere, anche a fronte di percentuali alte di vaccinati:

I risultati di laboratorio hanno evidenziato che il virus è lo stesso che aveva colpito la Cina, ed è arrivato d’importazione ad Ulan Bator. I primi a essere stati colpiti sono gli individui senza immunità al morbillo; nei primi quattro mesi del 2015 ci sono stati 105 morti tra i bambini che lo hanno contratto. Il 90% dei morti è tra i bambini al di sotto dei nove mesi.

Che la Verità diffonda pseudoscienza (oltretutto tramite un giornalista che di solito non si occupa di divulgazione) è davvero triste, specie su un argomento così serio come la salute dei bambini. Che lo faccia l’Ordine Nazionale dei Biologi è gravissimo.

maicolengel at butac punto it

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