L’assalto alla democrazia in Europa – la versione americana

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Quanto segue non è un articolo di BUTAC, ma il sunto, tradotto, di un documento pubblicato il 10 gennaio 2018 sul sito che si occupa di politiche estere del governo americano. Si tratta di un report dal titolo:

PUTIN’S ASYMMETRIC ASSAULT ON DEMOCRACY IN RUSSIA AND EUROPE

Il documento è tutto da leggere, ma si tratta di circa 200 pagine, non vi sto dicendo che sia tutto da prendere come oro colato. La commissione che l’ha redatto è bipartisan, ci sono democratici e repubblicani insieme, il quadro che ne emerge, se verificabile, è desolante. Per noi purtroppo in molti casi si tratta di cose note, che denunciamo da tempo qui su BUTAC, ma evidentemente gli interessi in gioco sono altissimi.

Ve ne riporto parti tradotte anche con l’aiuto di Google Translator, ma qui potete trovare tutte le 200 pagine (e da pagina 141 nel PDF -137 sul testo- si parla solo del nostro Paese).

Negli ultimi anni, l’Italia ha visto una crescita di partiti populisti anti establishment che hanno raccolto consensi tra la popolazione e raggiunto un certo successo elettorale. Alcuni di queste partiti sono forti sostenitori delle politiche estere del Cremlino e hanno fatto ampio uso di notizie false e teorie cospirazioniste nelle loro campagne mediatiche, spesso usando come fonti media russi di proprietà statale. Con le elezioni nazionali in arrivo nel 2018, l’Italia potrebbe essere un obiettivo per l’interferenza elettorale del Cremlino, che probabilmente cercherà di promuovere partiti contrari al rinnovo delle sanzioni UE per l’aggressione russa in Ucraina.

(…)
Secondo l’ambasciatore degli Stati Uniti, ora confermato in Italia, Lewis Eisenberg, l’Italia è a conoscenza delle tattiche del Cremlino in Italia e il Paese “condivide le nostre preoccupazioni sull’aggressione russa in Europa, comprese le campagne di disinformazione e le attività che possono avere un’influenza negativa.” Durante la sua udienza di conferma, Eisenberg ha detto alla Commissione per le relazioni estere del Senato degli Stati Uniti che lavorerà per rafforzare il nostro coordinamento con i partner italiani, tramite agenzie di rilievo, per riconoscere e contrastare queste attività che cercano di minare le istituzioni e i principi democratici” e ”fare sì che questo tema sia prioritario per la cooperazione U.S.- Italia, soprattutto in previsione delle elezioni nazionali italiane che si terranno in Italia nel 2018″.

Il governo degli Stati Uniti deve perseguire questi impegni e aiutare l’Italia ad assicurare il suo processo democratico contro le interferenze straniere. L’Italia è un alleato NATO essenziale e un membro chiave dell’UE, che voterà nel 2018 se sostenere le sanzioni connesse alle attività del governo russo in Ucraina. L’Italia a suo tempo fu scettica sull’imporre e rafforzare le sanzioni dell’UE sulla Russia, e nel 2015 ha rinviato la decisione di rinnovo delle sanzioni,  argomentando che era necessario discuterne più a fondo.
(…)
Concetti appresi:
  • L’Italia potrebbe essere un bersaglio opportuno per il Cremlino: data l’opportunità di promuovere un risultato che potrebbe indebolire la posizione unita dell’UE sulle sanzioni, il governo russo potrebbe cercare di interferire nelle elezioni italiane all’inizio del 2018. Insieme ad altre importanti elezioni in Europa, gli Stati Uniti e i nostri partner e alleati devono mantenere i più alti livelli di vigilanza e cooperazione per garantire che i nostri processi elettorali rimangano liberi da indebita influenza straniera.
  • La disinformazione proviene anche da fonti interne: il Cremlino non è l’unica fonte di disinformazione e teorie cospirazioniste che cercano di minare le istituzioni europee come UE e NATO. Anche i partiti politici interni, specialmente quelli populisti, possono fare un uso efficace delle stesse tattiche che impiega il Cremlino. Come anche l’Italia mostra, educando la popolazione all’alfabetizzazione mediatica e su come distinguere le notizie false può essere un passo importante verso il rafforzamento della resilienza del processo democratico.
Fini qui il sunto, ho appositamente evitato ogni menzione a partiti politici italiani e politici stessi, nel documento originale ci sono, ma so che i più curiosi di voi andranno a leggersi l’originale americano, tutte e 200 le pagine.  Sia chiaro, nulla di quanto viene riportato è roba nuova, anzi, citano moltissimo l’inchiesta del Washington Post e BuzzFeed che partiva anche da articoli nostri risalenti a dicembre 2016. Non ho molto da aggiungere, solo un appunto: in chiusura danno come vincente la strategia educativa per insegnare a difendersi da questa possibile (e probabile) manipolazione. Io rientro tra quelli che, già tre anni prima che l’istituzione dicesse questo, sosteneva che il problema risiedeva proprio in un’educazione carente. Perdonatemi, ma a parte i grandi “lanci” non ho visto nessun corso partire materialmente, non ho visto come vengono effettuati questi corsi, chi li tiene. La strategia sulla carta è vincente, non ho dubbi, ma sul lungo periodo.
Le elezioni sono da qui a due mesi…
Detto questo, BUTAC continuerà a essere qui, prima e dopo le elezioni, da dilettanti, nel nome di quella corretta informazione di cui tanti oggi si riempiono la bocca ma che non hanno la più pallida idea di cosa significhi. Lo ammetto, prima di appassionarmi alla ricerca delle fonti, quelle valide e verificate, ho votato anche io spinto da passione e umore, ma oggi, più di un tempo, scegliere per chi votare senza avere approfondito a dovere la verifica delle fonti è grave. La capillarità della rete permette una tale diffusione di disinformazione celata dietro “la verità che non ci dicono” da essere difficile da controllare. Se le testate registrate, i giornalisti iscritti all’ordine per primi, non cominciano ad informare davvero il lettore la strada sarà sempre più in salita…
Ovviamente se uscirà una versione russa del report sarò pronto a pubblicare stralci della stessa. Par condicio, no?
maicolengel at butac punto it
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Non vi lascio così, stavolta però non un video musicale, ma un video curioso, in inglese con sottotitoli (in inglese).