L’attentato a Tina Anselmi

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ARTICOLO AGGIORNATO

GRAZIE ALLA SEGNALAZIONE DI UNA NIPOTE DELLA STESSA TINA ANSELMI

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa mail (correggendo la parte interessata):

Buonasera,

Mi chiamo Valentina Magrin e sono la nipote di Tina Anselmi. Vorrei ringrazialrLa per l’articolo sulla bufala riguardante mia zia, la tangente da 35 miliardi e l’attentato. Sulla pagina fb che gestisco, “in memoria di Tina Anselmi”, ho provato più volte a chiarire questo concetto, ma invano.
Solo una precisazione: l’altro attentato, quello in casa, è avvenuto veramente. Per fortuna però il tritolo non è esploso.
Grazie ancora

Sempre bello vedere come le notizie passano di bocca in bocca, o meglio di bacheca in bacheca. Oggi parliamo di Tina Anselmi che fu vittima di un tentativo di corruzione, e secondo alcuni blog scampò a un tentato omicidio.

Ne parliamo perché ritengo sia interessante vedere chi verifica le proprie informazioni e chi invece se ne infischia della pupù che vi dà da leggere. L’immagine che circola sulle bacheche italiane è questa (segnalatami da Mayta85, che ringrazio):

La storia che viene raccontata in quest’immagine trova riscontro su svariati blog presenti in Black List. Il racconto affonda le radici in narrative uscite sulla stampa italiana nei primi anni Ottanta. Ma i fatti che vengono raccontati non sono corretti.

Vediamo di capirci.

Tina Anselmi è stata Ministro della salute per circa un anno e mezzo, durante i governi Andreotti IV e V. Nel 1978 con la Legge 23 del 28 dicembre 1978 scrisse le linee guida per il Servizio Sanitario Nazionale, linee che portarono al ritiro di molti farmaci fino a quel momento in vendita, ritenuti pericolosi o inefficaci.

Ma davvero ricevette un’offerta da 35 miliardi per ritornare sui propri passi su quei farmaci?

In realtà no. È vero che la Anselmi parlò di corruzione, ma come riportava Repubblica proprio negli anni Ottanta (grazie di aver riportato buona parte dei vecchi articoli online):

“Ho parlato di come lo Stato si deve difendere dalla corruzione – ha detto l’Anselmi ai cronisti di Montecitorio – e poiché non basta parlare genericamente ho fatto un esempio personale, ricordando tentativi di corruzione fatti non direttamente ma attraverso segnali ripetutisi nel tempo durante la mia permanenza al ministero della Sanità.

Quindi Tina Anselmi non ha detto che le hanno offerto 35 miliardi per far restare quei farmaci in vendita. Il caso venne fuori parlando di corruzione nello Stato italiano. Tina Anselmi stava spiegando quanto lo Stato dovrebbe difendersi proprio dalla corruzione, e come esempio ha portato quanto visto mentre era ministro della Sanità. Non offerte dirette, non tangenti e bustarelle, ma segnali che facevano capire che ci sarebbe stata la possibilità. Perché è purtroppo abbastanza comune che sia così. Avesse ricevuto offerte dirette sarebbe stato suo compito denunciarle. Cosa che invece non fu fatta.

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Corruzione e tangenti

Chi diffonde la storia dei 35 miliardi di tangente sono gli stessi che cercano in tutti i modi di denigrare le case farmaceutiche. Sono gli stessi dei No ai vaccini, del Sì al metodo Stamina e Di Bella. Sono probabilmente gli stessi che a suo tempo avrebbero lamentato che Anselmi eliminava dai farmaci prodotti che loro usavano. Perché tra i prodotti inefficaci e pericolosi che Anselmi toglieva ce ne erano tanti che erano l’equivalente dell’olio di serpente che tanto piace ai ciarlatani della medicina.

Ma andiamo oltre, abbiamo visto che la tangente non era proprio come viene raccontata. E l’auto saltata in aria? Non esiste. L’unica traccia di un possibile atto intimidatorio è legata a una cassa di tritolo, di cui sulla stampa si parla pochissimo. L’8 marzo 1980 (quando Anselmi non era già più Ministro della Salute ma presidente della commissione sulla P2) sembra che una cassa con del tritolo inesploso sia stata trovata nel giardino di casa di Anselmi. Dico sembra perché sono poche le testate, di quelle affidabili, che ne parlano. E le tracce di questa cassa di tritolo inesploso si perdono negli archivi dei giornali. 

La nipote dell’ex ministro ci ha scritto per confermare la cassa di tritolo trovata in giardino e ringraziarci per il resto dell’articolo.

Nessuna auto esplosa

Nessuna auto esplosa, nessuna certezza dei fatti. L’unico a sostenere che ci sia stato un vero attentato è tal Hans Ruesch, pilota d’auto, romanziere e attivista contro la sperimentazione animale (…è noto quanto un romanziere pilota d’auto ne sappia sulla scienza e la ricerca). Hans nella sua carriera ha scritto due libri “noti”, curiosamente i due libri hanno lo stesso titolo in due delle versioni che circolano, generando confusione in chi li cita o volesse leggerli. Ma Hans non era un giornalista investigativo, non aveva fonti e dati extra rispetto ai giornalisti. Non ho intenzione di acquistare i suoi volumi per verificare cosa abbia veramente affermato. Mi basta aver letto la biografia di Tina Anselmi, dove si parla di tritolo, non si parla di tangenti da 35 miliardi e neppure di auto saltata in aria.

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Se davvero Ruesch cita in questo modo l’episodio, questo dovrebbe aprirvi gli occhi su quanto poco verificato sia quello che ha scritto. E allo stesso modo dovrebbe aprirvi gli occhi su chi i libri di Ruesch li pubblica (in Italia guarda caso sono gli stessi legati ad antivaccinismo, cure fai da te per il cancro et similari). Infine dovreste svegliarvi sui siti che visitate.

Narrative copia e incolla

Chiunque abbia riportato la notizia della tangente da 35 miliardi e dell’auto saltata in aria sta solo copiando e incollando narrative che ritiene adatte al proprio pubblico. Senza minimamente verificare alcunché. Siti come Informare Per Resistere, Il Fastidioso, JedaNews per citarne alcuni. Tutti che riportano le stesse identiche frasi, ricopiandole uno dall’altro. Facendo capire al lettore più malizioso che dietro queste facciate di indipendenti si celano in realtà gruppi omogenei di persone con precisi interessi economici, legati alla diffusione di cialtronate pseudomediche. Sette, che si nascondo bene agli occhi del lettore pigro. Sette che sanno perfettamente come raccogliere consensi tra chi è più suggestionabile.

Perché per loro siete solo un portafoglio a cui attingere. Vendendovi oggi il libro di medicina olistica e domani l’alga che vi farà dimagrire.

E voi pagate, ringraziando pure.

maicolengel at butac punto it

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