AGGIORNAMENTO:

Anche Snopes è entrato nel dibattito sulla questione di cui parliamo qui sotto. E l’ha fatto come noi, cercando di spiegare i fatti. Trump denigra il giornalista disabile? Sì, sicuramente, ma lo fa perché disabile? Non ci sembra affatto.

Snopes riporta:

that Trump was mocking Kovaleski was undeniable, but whether he was specifically mocking Kovaleski’s appearance and disability was a subject of debate

Questo non significa che giustifichiamo Donald Trump per il suo atteggiamento denigratorio, ma solo che in quest’occasione particolare si è scelto di cavalcare il fatto che Kovaleski sia un disabile, per fare sensazionalismo politico. Trump finora non ha dimostrato di esser particolarmente elegante nei suoi modi, ma è il suo personaggio da sempre. Sbeffeggia e denigra tutti alla stessa maniera, anche il giornalista disabile.

Trump dal suo canto si difende così:

I merely mimicked what I thought would be a flustered reporter trying to get out of a statement he made long ago.

Esattamente come fa spesso e volentieri ogni volta che denigra qualcuno, mima quello che ritiene sia il modo di fare di persone colte in fallo, che cercano giustificazioni al proprio operato.


Da qui in poi l’articolo di Nicolas Micheletti:

Il giornalismo americano ha mostrato un chiaro interesse ad attaccare il neo-eletto presidente Donald Trump, e noi non staremo qui a discuterne riguardo a pareri personali sul personaggio. E’ stato accusato di razzismo, omofobia, e molto altro… ma molte di queste accuse si sono rivelate costruzioni mediatiche.

Mi è sembrato il caso quindi, per onestà intellettuale, di riportare il debunking di una di queste bufale, doveroso soprattutto dopo la viralità del famoso discorso di Meryl Streep alla premiazione del Golden Globe, che ha riportato la bufala confermandola come verità assodata nella mente delle persone disinformate sulla questione.

L’accusa che viene fatta nello specifico al magnate americano è che abbia pubblicamente e volontariamente preso in giro un reporter disabile che lo stava intervistando. Questa affermazione viene riportata nelle parole dell’attrice Streep con le seguenti parole:

C’è stata una cosa quest’anno che mi ha stordito. Colpito al cuore. […] E’ stato il momento in cui la persona che chiedeva di sedersi sulla poltrona più rispettata del nostro Paese ha imitato un giornalista disabile, che superava per privilegi, potere e per capacità di reagire. Vedere questa scena mi ha spezzato il cuore e ancora non riesco a togliermela dalla testa. Perché non era un film. Era vita reale.

In realtà no. Non era vita reale Meryl, per due motivi:

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1) Trump non era a conoscenza della condizione del disabile, quindi non avrebbe potuto volontariamente prenderlo in giro. AGGIORNAMENTO delle ore 16:30: L’intervista non era di persona, quindi Trump non ha potuto vedere chi fosse il suo intervistatore. Snopes riporta che il giornalista avrebbe intervistato di persona il magnate per il Daily News, ma ciò sarebbe accaduto oltre 23 anni prima. Dare per scontato che Trump stesse intenzionalmente offendendo la disabilità del giornalista vuol dire giudicare aprioristicamente Trump di menzogna, senza alcun onere della prova.

2) Il gesto che ha fatto Trump, di muovere le braccia come un dissennato, è un gesto simpatico scherzoso (no neppure noi lo troviamo divertente, ma viste le innumerevoli volte che Donald lo ripete è evidente che a lui piace usarlo e ritiene sia divertente) che Trump usa molto spesso nelle interviste, per scherzare, anche per prendere in giro se stesso. Esistono molti video in cui ha già fatto questo gesto in passato.

 

Detto ciò, Meryl Streep è stata un’accesa sostenitore della Clinton, quella del giornalista non è l’unica bufala presente nelle sue parole di quella sera.

Ne erano presenti altri due:

1) Nella prima parte del discorso ha detto che la maggior parte degli attori di Hollywood sono immigrati, e che

se li cacciassimo tutti a calci non ci rimarrebbe nulla da guardare se non il footbal e le arti marziali. Che non sono arti.

Premesso: personalmente non capisco l’attacco gratuito alle arti marziali.

L’attrice fa un discorso contro la discriminazione delle diversità, discriminando lo sport che più di tutti rappresenta la diversità e il multiculturalismo in America, le arti marziali miste che tra l’altro sono insieme al football lo sport più seguito. Inoltre, molte arti marziali, ad esempio quella shaolin, sono riconosciute dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Comunque, questa affermazione contiene una fallacia.

Non mi riferisco al fatto che Hollywood sia composta esclusivamente da immigrati (anche questo opinabile) ma al fatto che Trump non sia contrario all’immigrazione. Trump è contro l’immigrazione clandestina, e nessuno degli attori di Hollywood è un immigrato clandestino.

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Un’affermazione costruita su una base errata cade di fronte all’analisi logica.

2)  Streep ha aggiunto che «questo istinto di umiliare gli altri, quando è usato da qualcuno che ha una grande visibilità, da parte di qualcuno di potente, si trasmette nella vita di tutti» implicando che lei sia contraria a sostenere qualcuno che abusi dei più deboli.

Ma anche questo non trova dimostrazione nella realtà. La Streep infatti ha difeso a spada tratta il suo amico e regista Roman Polański, oltre ad avergli dedicato una standing ovation agli Oscar 2003, il quale, fece ubriacare, stuprò e probabilmente drogò una ragazzina di 13 anni.

E che dire del marito della sua beniamina, Bill Clinton? Alcuni nomi? Monica Lewinsky, Kathleen Willey, Paula Jones, Juanita Broaddrick. Quest’ultima ha dichiarato: «Bill Clinton mi ha stuprata, e Hillary mi ha minacciato.»

Tutto questo per dire cosa?

 Semplice. Al di là delle vostre ideologie politiche e i vostri gusti personali in campi artistici, dovreste valutare delle informazioni che ricevete solo in base ai dati oggettivi che ritrovate, e non fidandovi ciecamente alle persone a cui date stima e fiducia.
Chi vi scrive è un appassionato di cinema, attore teatrale fin da bambino e che studia regia cinematografica all’università, e vi posso dire in base alle mie conoscenze che gli attori non sono intellettuali superiori ma sono persone come altre, semplicemente portate per realizzare un tipo di arte, quella della recitazione.
Ma anche fossero intellettuali, politilogi, o altro, ciò non dovrebbe avere alcuna importanza.
Analizzate i fatti.
Sempre.
Al di là di ideologia o altro, perché i bias di conferma sono sempre dietro l’angolo.
In aggiunta a tutto quanto detto da Nicolas vorrei vi andaste a vedere le polemiche successive, tra battaglie di tweet e comparsate illustri (Ron Howard). Qui un bell’articolo su Snopes.
maicolengel
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