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Con questo titolone alcune testate nazionali hanno aperto articoli decisamente allarmistici basati su poco e niente. Rischiando l’effetto domino che si raggiunse con ebola.

Senegal, l’allarme del capo della polizia: “L’Isis vuole colpire sulle spiagge italiane con finti vu cumprà”

Ricorda tantissimo notizie come:

DECESSO SOSPETTO A SIRACUSA, DOVE è MORTO UN MIGRANTE SBARCATO CON IL CORPO PIENO DI PIAGHE: potrebbe trattarsi di Ebola

E i tanti che circolavano nel 2014, titoli allarmistici che causarono danno alle regioni che vivono sul turismo. Solo che all’epoca chi metteva in circolo quella fuffa (che era inventata o manipolata ad hoc) erano testate online di dubbio gusto. Mentre l’allarme su ISIS e i vu cumprà è circolato anche sulla stampa vera, quella che va anche in edicola. Quella che non vive solo di pubblicità ma anche di lettori che pagano per venire informati, tutti i giorni, lettori fidelizzati che si fidano di quanto trovano su quelle pagine, lettori che magri a questo giro potrebbero disdire la vacanza in riviera e optare per lo splendido Trentino.

Io non dico che se ci sono seri fondamenti di preoccupazione non si debba passare una notizia così, sono d’accordo che compito del giornalista è informare, ma che fonti abbiamo in questo caso?

L’unica citata è un capo della polizia del Senegal, peccato che la maggior parte delle testate si scordano di dirci che stiamo parlando del capo della polizia di Saly, paesino da 20mila abitanti. Meta turistica top dell’Africa occidentale, ma pur sempre il capo della polizia di un resort turistico. Non mi pare sia l’equivalente di un capo dei servizi segreti, o dell’esercito, o dell’antiterrorismo. Ma un funzionario pubblico, magari in gamba, ma sicuramente non una fonte su cui basare un allarme di quell’entità. Oltretutto Seck Pouye dirige la polizia di Saly, da pochissimo tempo, visto che ha lasciato il suo precedente incarico a Mbour a gennaio di quest’anno.

Sono tanti i punti che, purtroppo, non tornano nell’articolo del Giornale, ogni dichiarazione l’hanno rilasciata in quei termini evidentemente solo ai giornalisti della testata. Perché in altre interviste scovate dai colleghi  di bufale net si trovano dichiarazioni molto diverse.

Il 10 aprile difatti l’amministratore di una catena d’alberghi (e non il direttore d’albergo) si lamentava degli attentati jihadisti, non di ISIS, si lamentava del calo di turisti dovuto a quei fatti, legati quindi ad Al Qaeda,  da nessuna parte venivano nominati i terroristi Daesh, da nessuna parte. Strano che giusto pochi giorni dopo la cosa venga raccontata in maniera così differente dalle stesse persone, non trovate?

Non c’è conferma delle parole riportate dal Giornale, io non voglio mettere in dubbio la buona fede di chi le ha scritte, ma fossi in albergatori che a causa di questo allarmismo notassero un’inflessione nelle prenotazioni, forse inizierei a pensare di ritirare eventuali campagne pubblicitarie sulle testate del gruppo, unico segnale forte di lamentela (le denunce per procurato allarme sono un altro valido sistema).

maicolengel at butac.it

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