Le scorie radioattive/nucleari in Italia

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Le iene informano tanto, o meglio fanno infotainment, ben due volte alla settimana, lo fanno senza preoccuparsi mai delle conseguenze che può avere un loro servizio, come nel caso del drammatico racconto sulle scorie sensibili nel nostro paese.
Per puro caso mentre andava in onda il servizio ero in chat con un amico, ingegnere nucleare, che ha potuto aiutarmi nel raccogliere qualche dato per fare chiarezza.
Il servizio tratta alla stessa maniera rifiuti tossici (chimici) e rifiuti nucleari, non fanno distinzione, non spiegano le differenze, evidentemente ritengono che non sia importante, mentre sarebbe fondamentale per fare informazione nella maniera corretta.
Come ci spiega Wiki in lingua inglese:
Radioactive waste typically comprises a number of radionuclides: unstable configurations of elements that decay, emitting ionizing radiation which can be harmful to humans and the environment. Those isotopes emit different types and levels of radiation, which last for different periods of time.
Sempre su Wiki in lingua italiana stavolta:
In ingegneria nucleare si definisce scoria radioattiva lo scarto di combustibile nucleare esausto derivante dalla fissione nucleare nel nocciolo o nucleo del reattore nucleare a fissione. Questa definizione però è incompleta:il combustibile esausto è infatti considerato scoria nucleare di III categoria, cioè scorie di alta radiotossicità e di grande persistenza nell’ambiente. Si classificano come scorie di I e II categoria invece i prodotti contaminati o rifiuti radiologici da ambito nucleare, industriale e radioterapico; per esempio le tute antiradiazioni usate da chi lavora nelle centrali hanno una radioattività bassissima e sono classificate come scorie nucleari di I categoria.
Quindi esistono scorie radioattive di diverso genere, quelle pericolosissime sono quelle di III categoria, definite ad “alta attività”, e sono il combustibile esausto derivante dalla fissione nucleare. Le altre scorie rientrano nella I e II categoria, e sono considerate di “medio-bassa attività”. Le scorie radioattive ad alta attività sono composte da barre lunghe oltre 4 metri. Non entrano nei fusti che vengono mostrati nel servizio, e non possono venire trasportate se non con schermature decisamente importanti, quindi in quei fusti ci sono scorie non ad alta attività.
Sia chiaro, questo non significa che non ci sia da preoccuparsi, ed è sicuramente vero che per anni su questo genere di scorie ci sia stata una gestione “allegra”, ma è da tempo che la coscienza e le normative sull’argomento sono cambiate. Un’informazione che le Iene non mi sembra abbiano dato è che al momento è in progettazione un deposito nazionale che deve venire costruito entro il 2025, il progetto è in mano a Sogin S.p.a., sarà un deposito fatto ad hoc per tutte le scorie prodotte sul territorio. Qui potete trovare informazioni aggiuntive in merito. Qualche accenno:
Il Deposito Nazionale sarà costituito da 90 costruzioni in calcestruzzo armato, dette celle, all’interno delle quali verranno collocati grandi contenitori in calcestruzzo speciale, i moduli, che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con i rifiuti radioattivi già condizionati, detti manufatti. Nelle celle verranno sistemati definitivamente circa 75.000 metri cubi di rifiuti a bassa e media attività. Una volta completato il riempimento, le celle saranno ricoperte da una collina artificiale di materiali inerti e impermeabili, un’ulteriore protezione anche da eventuali infiltrazioni d’acqua. 
In un’apposita area del deposito, sarà realizzato un complesso di edifici idoneo allo stoccaggio di circa 15.000 metri cubi di rifiuti ad alta attività, che resteranno al Deposito per un massimo di 50 anni per poi essere sistemati definitivamente in un deposito geologico di profondità.
Le barriere ingegneristiche del Deposito Nazionale e le caratteristiche del sito dove sarà realizzato garantiranno l’isolamento dei rifiuti radioattivi dall’ambiente per oltre 300 anni, fino al loro decadimento a livelli tali da risultare trascurabili per la salute dell’uomo e l’ambiente. Il Deposito Nazionale è progettato sulla base delle migliori esperienze internazionali e secondo i più recenti standard della IAEA (International Atomic Energy Agency dell’ONU.
Inoltre oggi si studiano anche modi di riqualificazione delle scorie stesse. Infatti utilizzando dei bombardamenti con neutroni si può spaccare ulteriormente il nucleo degli elementi più pericolosi, riducendone la radioattività. In pratica, se in un campione di scorie nucleari ci sono elementi ad alta radioattività, bombardandoli con i neutroni si inducono delle ulteriori fissioni che, spaccando i nuclei degli isotopi più pesanti, li trasformano in isotopi di elementi più leggeri che sono meno radioattivi, o la cui radioattività si esaurisce in un tempo più veloce. Infine non tutte le scorie sono da buttare. Esistono dei reattori nucleari che sono stati convertiti in centri di produzione di isotopi molto rari in natura, che sono però necessari per alcune attività scientifiche: quindi sono “scorie” buone! Ricordiamo inoltre che l’unica centrale l’ultima centrale in Italia era quella di Caorso, in esercizio fino al 1986 e chiusa definitivamente nel 1990. Un lettore particolarmente attento mi segnala che esistono anche centrali di ricerca che producono rifiuti anche oggi.
Come ci racconta la wiki italiana:
In base al decreto del Ministero delle Attività Produttive 2 dicembre 2004 pubblicato a pag. 22 della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Serie Generale n. 10 del 14 gennaio 2005 (il cosiddetto “decreto Marzano” che, fra le altre cose, ha abrogato il “decreto Letta” di cui sopra)[9], all’accordo inter-governativo fra Italia e Francia sottoscritto il 24 novembre 2006 a Lucca e al contratto firmato successivamente tra SOGIN S.p.A. e Areva[10], le barre di combustibile irraggiato (1 032 elementi) sono state inserite in appositi cask e trasportate via ferrovia all’impianto di riprocessamento di La Hague in Francia di proprietà di Areva, con l’ultimo carico partito nella giornata del 20 giugno 2010. Nel giugno 2010 SOGIN ha, pertanto, concluso le attività di allontanamento in Francia degli elementi di combustibile irraggiato che erano stoccati nella piscina dell’edificio reattore, iniziate nel dicembre 2007. La centrale è dotata di depositi per i rifiuti prodotti dall’esercizio dell’impianto e per quelli derivanti dalle operazioni di bonifica ambientale della centrale.
 Quindi da quella centrale le scorie sono andate in Francia, e dal 2010 non ce ne sono più da allontanare. Le uniche scorie che il nostro paese oggi produce sono quelle a media-bassa attività. Tutte cose che nel servizio andato in onda non vengono mai dette.
Un piccolo appunto, quando inquadrano i fusti noi ci immaginiamo che dentro siano pieni di liquami radioattivi, ma nessuno nel servizio delle Iene (o in altri che ho visto) spiega mai che gli stessi fusti sono una prima barriera contro i materiali contenuti , all’interno difatti, se fatti secondo legge, dovrebbero esser strutturati così:
  
Il parere dell’ingegnere nucleare con cui abbiamo parlato è molto chiaro, l’obbligo di controlli che c’è da sempre nelle centrali rende molto improbabile che le scorie radioattive mostrate nel servizio possano venire da quei siti, anche quelle a bassa attività. È molto più facile che si tratti di scorie a bassa attività provenienti da impianti industriali e ospedali, che in passato hanno “goduto” appunto di una cattiva gestione. La colpa quindi ricade sui gestori di quegli impianti e in chi avrebbe dovuto controllarli all’epoca, parlarne oggi è corretto, denunciare la mala gestione pure. Ma farlo senza dare tutte le informazioni all’utente finale è fare un servizio a metà.
Credo di aver detto tutto quanto fosse necessario aggiungere. Non sono un ingegnere nucleare, ma mi sono avvalso della consulenza professionale per l’articolo.
maicolengel at butac punto it
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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.