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Se amate i misteri e le leggende, forse questa rubrica non fa per voi… ma è stata un’idea che mi ha folgorato di notte!

Esistono tante storie che ancora oggi vengono spacciate per misteri, quando invece sono già state ampiamente sbufalate o non hanno alcun fondamento di verità.
Da oggi, con calma, è mia intenzione trattarle una alla volta…giusto perché non ha senso che su BUTAC manchi un archivio di questa fuffa vintage!

Partiamo da uno dei “misteri” più famosi, che fa da cavallo di battaglia in tante trasmissioni TV. È citato anche da complottari di ogni rango. Perfino la CNN giocava sul mistero del suddetto luogo in un articoletto di qualche anno fa.

Sto parlando del famoso

Triangolo delle Bermuda

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Cosa racconta la leggenda?

È dagli anni ’50 del secolo scorso che girano storie su questo triangolo di mare sito nell’Oceano Atlantico. I suoi vertici sarebbero:

  • a Nord – il punto più meridionale della costa dell’arcipelago delle Bermude;
  • a Sud – il punto più occidentale dell’isola di Porto Rico;
  • a Ovest – il punto più a Sud della penisola della Florida.

È un’area di mare abbastanza ristretta dove, si narra, siano svaniti un numero imprecisato di navi, battelli, zattere e perfino aerei.

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Il primo ad iniziare il mito si chiamava Edward Van Winkle Jones, “giornalista” presso Associated Press che nel 1950 fece pubblicare un articolo intitolato “The Sea of the Devil”. Jones sosteneva che in quel triangolo di mare fossero svaniti galeoni sin dalla fine dell’800 e in modi misteriosi. Aveva qualche prova di tutto ciò?

No, solo la sua fervida fantasia. Taaanta fantasia, a partire dal nome da lui coniato – il mare del diavolo!

Il soprannome “Triangolo delle Bermuda” pare invece derivare da un articolo di qualche tempo dopo, pubblicato su una testata di spiritismo e paranormale: The Deadly Bermuda Triangle, il mortale triangolo delle Bermuda, a firma di Vincent Gaddis.
L’articolo è del 1964, quattordici anni dopo il pezzo sull’Associated Press. In questi 14 anni, nulla di nuovo era successo nel “triangolo”. Ancora una volta si trattava di FUFFA, rimessa in circolazione. Un po’ come succede oggi!

Il pezzo di Gaddis aprì le danze, tra gli anni 60 e gli anni 70, a un caleidoscopio di romanzi, servizi giornalistici, documentari; tutti incentrati su quest’area misteriosa.

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Secondo questi autori e tanti altri che non vi sto a citare, in quell’area oltre alle navi sarebbero scomparsi i piloti del Volo 19. Si sa, il mito deve avere una storia forte a supportarlo, così i complottari del ’50 trovarono nel “mistero” di quella scomparsa una rampa di lancio per tutte le fandonie raccontate di lì in avanti.
In realtà i fatti della sparizione del Volo 19 risultano molto meno misteriosi di quanto si voglia far credere. I cinque aerosiluranti Grumman TBF Avengers si persero durante un’esercitazione, causa guasto del loro team leader. Nel riprendere la rotta di casa, i piloti terminarono il carburante, cadendo in un mare flagellato da condizioni di particolare agitazione.

Con la triangolazione si è permesso di stabilire il punto in cui gli aerei interruppero le comunicazioni precipitando, ma a causa delle condizioni meteo avverse, non fu possibile recuperare di più. Il punto in questione è molto più a Nord del triangolo delle Bermuda.

Ad oggi non c’è stata un’identificazione sicura dei relitti, che ora giacciono sotto il mare. Per farvi capire, sarebbe come trovare il classico ago nel pagliaio!

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Cosa ci suggerisce la razionalità?

Per cercare di fare chiarezza sul numero di sparizioni in quell’area di mare, nel 1975 Mary Margaret Fuller, direttrice di Fate, contattò i Lloyd’s di Londra. Chiese loro le statistiche di quanti mezzi fossero scomparsi in quell’area. La risposta fu laconica: né più né meno che nel resto del mondo.

Il triangolo delle Bermuda non è una zona più pericolosa di altre per la navigazione, e il numero di navi naufragate era lo stesso che in qualsiasi altro tratto di mare con lo stesso tipo di traffico.

In contemporanea, Lawrence David Kusche stava scrivendo un libro, The Bermuda Triangle Mistery. Con esso, Kusche cercava di fare luce sulla storia, ma tristemente, come ai giorni nostri, i teorici del mistero spesero i mesi successivi all’uscita a denigrare il suo lavoro. Voglio dire, mica vorreste rubare al vicino la gallina dalle uova d’oro… o no? Così storia e leggenda proseguirono.

Al giorno d’oggi la rete aiuterebbe a fare luce sul mistero, per sbugiardarlo definitivamente. Purtroppo, per ogni sito che cerca di far luce su un mistero, ne nascono mille a cui quel mistero fa comodo. Che si tratti di soldi o supporto a bislacche teorie da film di fantascienza, l’importante è tenerlo vivo.

Su Factoids esiste in inglese una bella pagina dove, punto per punto, vengono trattate tutte le segnalazioni di misteriose sparizioni nella zona. La spiegazione dimostra che le sparizioni non sono né più né meno che in qualsiasi altro tratto di mare. La lista è lunga, si parte da velieri dei primi dell’800 e si arriva ai giorni nostri; tradurvela tutta non mi è possibile, ma la trovate qui.

Come illustrato dal sito, di tutte le sparizioni che sarebbero avvenute nel famigerato triangolo, tante non sono nemmeno avvenute lì. La cosa più bella? Le più misteriose non hanno alcuna fonte!

Un esempio? La storia di Carolyn (o Helen?) Cascio. Ella sarebbe svanita nel nulla insieme ad aereo e passeggero… Carolyn/Helen compare solo nei racconti e nei libri sul Triangolo delle Bermuda. A Grand Turk non esistono registrazioni né testimoni di ciò che in seguito è stato riportato; negli elenchi ufficiali dei voli dispersi negli anni, non risulta traccia del volo da lei pilotato. Ciò non toglie che qualche genio del complotto si diletti a portare avanti il mito.

 

 

Vi rendete conto che questo video si basa sul nulla, e lo racconta come se vi fossero documenti a supporto della cosa? Tutta la citazione delle parole alla radio non ha alcuna fonte; non l’ha mai avuta dalla sua prima comparsa… pardon, scomparsa nella mitologia del Triangolo. Gli anni sono passati e la gente continua a cascarci. Un mistero fa vendere: pensate ai libri, ai film, ai documentari! Eppure, continuare a spacciare per mistero qualcosa che di misterioso ha davvero poco, nonché sfruttarlo per racconti totalmente inventati, dovrebbe esser vietato dalla legge!

Be’, vi ho annoiato abbastanza. Il prosieguo della rubrica dipende un po’ anche da voi… 😉

Attendo commenti e suggerimenti sui prossimi argomenti da trattare!

Qualche link per coloro fossero interessati ad approfondire:

Bermuda Triangle Debunked
La pagina wiki dedicata al mistero
La pagina wiki dedicata al volo 19
Un lungo ed interessante articolo su How STuff Works

Nel corso della mia ricerca sono anche incappato, tra le altre cose, in un film del 1978. Tra gli attori figurano John Huston – mica l’ultimo arrivato – e una splendida vecchia conoscenza del cinema italiano.

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Oh sì! Perfino la bella, bellissima Gloria Guida ha guadagnato qualcosa dal triangolo misterioso… anche se il film fu un micidiale flop. Però dai, a vederla qui, in tutto lo splendore dei suoi vent’anni, mi ha commosso! 😉

L’unico triangolo misterioso che io conosca, e di cui sia pronto ad ammettere l’esistenza, rimarrà sempre questo:

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