L’Unione Europea e le critiche alla scuola italiana

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È una bellissima giornata di sole a Bologna, mentre i miei due nani riposano da una mattinata intensa di giochi e corse all’aria aperta mi sono messo a leggere le segnalazioni su BUTAC, e una ha subito attirato la mia attenzione.

scuola
Il Parlamento Europeo condanna la Buona Scuola: “Italia indgena di stare nell’UE, Renzi ha rinnegato i docenti”

Clikkando sull’articolo si arriva sul blog OggiScuola, che in realtà titola in maniera lievemente differente sulle sue pagine:

Precari scuola oltre 36mesi, Bruxelles: “Italia non degna di essere nell’Unione Europea”

L’articolo è di pochissime righe, non riporta fonti, ve lo riporto per analizzarlo insieme:

Precariato, ancora una piaga. Bruxelles afferma che l’Italia non è degna di essere nell’Unione Europa poiché il Bel paese si rifiuta di applicare i trattati e la direttiva 1999/70 per tutti i precari pubblici.

Mentre a Roma si festeggiano i 60 anni della fondazione dell’UE, nessuna replica arriva dal governo italiano alla pesante affermazione del Parlamento UE che intende aprire una seduta plenaria tematica in autunno. Sul banco ci sono le petizioni sul precariato pubblico sanitario, scolastico, dei docenti Afam e degli enti enti locali siciliani. Il presidente svedese della Commissione ha stigmatizzato in maniera durissima la negligenza della Commissione nel controllare il rispetto da parte dell’Italia dell’impegno di stabilizzare i contratti a termine nel pubblico impiego dopo 36 mesi di servizio, assunto dal Governo Letta nel settembre 2013 e rinnegato dal Governo Renzi. Pesantissimo il giudizio sul comportamento dello Stato italiano, giudicato non degno di uno Stato dell’Unione europea.

Ho cercato in rete un’affermazione che corrispondesse a quanto riportano, senza grande successo. La data di pubblicazione dell’articolo è il 25 marzo 2017. Dovrebbe trattarsi quindi di notizia molto fresca, ma senza una fonte, senza un risultato sui motori di ricerca che confermi la cosa mi è impossibile verificare la frase; sia chiaro, magari un redattore di OggiScuola era a sentire parlare Tibor Navracsics in occasione delle celebrazioni dell’Unione, poiché sono i primi a riportare la notizia, però non lo specificano.

Cercando in rete però è possibile trovare l’ultimo documento europeo in merito alla scuola italiana, è dell’anno scorso, e valuta già in parte gli effetti della riforma della “buona scuola”, potete leggerlo tutto qui, ma vi riporto gli highlights d’inizio rapporto:

Highlights

  • The 2015 school reform and the national system for the evaluation of schools are being implemented and could improve school outcomes.
  •  Although still above the EU average, the early school leaving rate is steadily declining. Participation in early childhood education is high for four- to six-year-olds.
  •  More attention is being paid to the quality of higher education and the framework for allocating public funding to universities has significantly improved in recent years.
  •  Italy has the lowest tertiary educational attainment rate in the EU for 30- to 34-yearolds. The higher education system is underfunded and faces the problem of ageing and declining teaching staff.
  •  Transition from education to work is difficult, even for highly qualified people. This is causing a ‘brain drain’.

Che tradotti sono:

  • La riforma della scuola del 2015 e il sistema nazionale per la valutazione della scuola sono stati implementati e possono migliorare i rendimenti delle scuole.
  • Anche se ancora sopra la media europea, la percentuale di ragazzi che abbandonano presto il percorso di studi è in diminuzione. La partecipazione alla scuola dell’infanzia è alta dai 4 ai 6 anni.
  • È impiegata maggior attenzione alla qualità dell’educazione di livello superiore il sistema di allocazione dei fondi pubblici alle università è migliorato in maniera significativa negli anni recenti.
  • Il sistema di istruzione superiore è sottofinanziato e affronta il problema di invecchiamento e calo del personale docente.
  • L’Italia ha il più basso tasso di conseguimento di istruzione terziaria nell’UE nella fascia 30-34 anni. La transizione dalla scuola al lavoro è difficile, anche per persone altamente qualificate. Questo causa la fuga dei cervelli.

Direi che ci siano cinque punti in evidenza, di cui tre positivi e due meno, ma il giudizio è di miglioramento, non così tragico e grave come riportato all’inizio. Sia chiaro, questo non significa che le cose vadano bene, tutt’altro, mia moglie lavora nel sistema scolastico come lettrice d’inglese al liceo ed è la prima a raccontarmi dei mille problemi, inclusi quelli di tipo contrattuale, che deve affrontare ogni anno.

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Le cose vanno male, ma stanno migliorando, guarda caso sembra che lo stiano facendo (secondo il rapporto della commissione guidata proprio da Tibor Navracsics) proprio dalla riforma che invece ScuolaOggi mette sul banco degli imputati. Di citazioni del Presidente della commissione sull’educazione dove venga nominato Renzi non ne ho trovata nessuna, sarebbe interessante sapere quale fosse la fonte di ScuolaOggi, o se per caso non fosse solo una svista per antipatia personale nei confronti dell’ex premier italiano.


Giusto per rimarcare che il sistema non funziona, una professoressa di quelle che dovrebbero affiancare mia moglie è (da anni) più assente che presente, ma non manca mai quando invece che lezione normale si tratta di accompagnare i ragazzi in viaggio in località di grido. In pratica su un anno scolastico ne salta la metà costringendo la scuola a pagare per una supplente o lasciando i ragazzi affidati solo ai lettori e alle lettrici, ma quando è possibile unire l’utile al dilettevole c’è sempre.

Credete che qualcuno abbia il coraggio di dire qualcosa?

No, qualche timida lamentela la fanno i lettori/trici (che in quanto stranieri non sono abituati a questo tipo di atteggiamento nei loro paesi), perché sanno che non potrebbero avere la responsabilità della classe, ma i colleghi, quelli con contratti a tempo indeterminato, la coprono, questo è a mio avviso specchio di come siano anche le nostre teste a dover cambiare perché il sistema migliori. Soggetti come questa prof dovrebbero venire allontanati dalla scuola e rimpiazzati da chi magari sarebbe più presente in classe e meno in gita. Invece sono almeno 6 anni che la situazione permane così, senza che i genitori ci possano fare nulla.

Lascio che siate voi a fare qualsiasi altra considerazione.

maicolengel at butac punto it

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