I magici raggi FIR

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Dove non arriva il mondo scientifico, arriva la fantasia a sostegno delle proprie vendite.

Noi lo ripetiamo sempre: la libertà di parola comporta che ognuno possa dire ciò che pensa. Starà poi a ognuno di noi decidere quanta credibilità o fuffa ci sia in ciò che sentiamo dire.

Oggi ci occupiamo di Infralife, un’azienda internazionale di import-export che opera esclusivamente nel mondo di internet con (testualmente) “l’obiettivo di abbattere la filiera tradizionale per poter offrire la migliore qualità al prezzo più vantaggioso!”, e della sua rivoluzionaria tecnologia FIR.

La tecnologia FIR (far infra-red ray) dovrebbe essere finalizzata alla prevenzione dei disturbi fisici e la cura del corpo attraverso una fonte di energia naturale, ovvero i “raggi infrarossi lontani”, quella parte di raggi infrarossi a frequenza più bassa, cioè con lunghezza d’onda λ compresa tra 15 e 1.000 µm, ovvero la banda di frequenza compresa tra 300 GHz e 20 THz.

Subito però incappiamo nel primo intoppo che ci fa storcere un pochino il naso: non abbiamo trovato nessuna documentazione con autorevole valenza scientifica che riconosca ai FIR proprietà di prevenzione terapeutica: sì quindi a impieghi in ambito astronomico, ad impieghi negli antifurti, ma niente in campo medico.

Siamo andati persino a sbirciare su Wikipedia in inglese, che spesso ha voci più dettagliate: abbiamo trovato la pagina sui FIR ma… ancora nulla sulle loro proprietà in ambito medico. Abbiamo cercato dappertutto ma di riconoscimenti in ambito medico il nulla. È singolare che il mondo scientifico non abbia riconosciuto come terapeutiche queste emissioni della famiglia infrarossi. Certo, si studiano queste frequenze sul DNA cellulare ma non esiste nulla di dichiaratamente terapeutico.

Nel dettaglio ciò che ci ha fatto incuriosire sono questi tessuti con tecnologia FIR che:

A contatto con il corpo,  (…)  aiutano a prevenire, controllare e alleviare diverse patologie. I risultati possono variare da individuo a individuo a seconda dell’età e della gravità della malattia. Si tratta di una terapia naturale  di sostegno, complementare alle terapie farmacologiche in atto. A distanza di 3-6 mesi si può valutare la possibilità di riduzione dei farmaci.

Avete capito, vero? Trattasi di terapia di sostegno e complementare alle terapie farmacologiche in atto: non ti curi con questo prodotto, ma esso ti può aiutare se associato alle cure in atto. Un coadiuvante, quindi.

Ma che caratteristiche avrebbe questo tessuto?

La tecnologia dei tessuti ad infrarossi funziona come uno specchio reattivo: cattura le radiazioni termiche emesse dal calore corporeo e reagisce quindi usando queste radiazioni termiche per restituire energia al corpo con molteplici benefici su cellule e tessuti corporei, ottenendo risultati mai raggiunti prima.

Quello che vorremmo sapere è semplicemente come gli infrarossi vengono riflessi al corpo e in quale misura. Inoltre va detto che se i nostri indumenti classici di lana ci tengono ben caldo si presume che la parte a contatto con la nostra pelle sia prossima alla temperatura corporea, limitando al minimo (se non azzerando) l’irraggiamento dei raggi infrarossi.

Leggiamo di più:

L’additivo minerale che si trova nel tessuto ad infrarossi converte l’energia termica del corpo umano in FIR e riflette di nuovo ai tessuti della pelle. Questo dolce calore emesso dalle fibre tonifica il corpo e aiuta a ridurre la comparsa di cellulite (ottimizzando l’idratazione dei tessuti). Inoltre favorisce la produzione di anti-ossidanti.

Il processo energizzante converte l’energia termica naturale del corpo umano in Raggi infrarossi (Far Infrared Rays -FIR) e riflette di nuovo al tessuto cutaneo con gradevole effetto termoregolatore, mantenendo costante la temperatura del corpo. Il corpo ne trae beneficio guadagnando in tono, vigore ed estetica, quindi c’è un’azione ringiovanente su tutto il corpo.

Saremmo anche curiosi di sapere quale additivo minerale può convertire il… calore in calore, cioè energia termica in infrarossi lontani. Serve forse un additivo per stare più al caldo o basta semplicemente vestirsi di più? Inoltre è particolare come si parli di “dolce calore”, come se si volesse trasmettere un senso di benessere a priori: ma se il misterioso additivo minerale davvero riflettesse i FIR rendendoti meno infreddolito, che bisogno ci sarebbe di usare pittoreschi aggettivi?

Ancora: chissà se davvero stare più caldi aiuta a ridurre la cellulite e a produrre antiossidanti?


Un termoregolatore funziona così: tu imposti un parametro (ad esempio una temperatura) ed egli modifica le sue caratteristiche (entro determinati limiti) per stabilizzare detta temperatura. Un banale esempio sono le normali valvole termostatiche nei nostri termosifoni.

In questo tessuto qual è il parametro termico impostato? Cioè a quanti gradi centigradi è impostato il parametro termoregolante? E con quale dinamica sentiamo più caldo o più freddo a seconda della temperatura rilevata?

Insomma, non capiamo come si possa normalizzare la temperatura, poiché se tu ti copri troppo avrai caldo e viceversa. Nell’attesa che qualcuno dei progettisti ci dia spiegazioni etichetteremo questa caratteristica come fuffa!

Non mantenendo costante la temperatura non capiamo nemmeno quindi come possano esserci giovamenti di tono, vigore, estetica e ringiovanimento. Infine qualcuno ci può spiegare come la temperatura costante sul nostro corpo ci farebbe ringiovanire? Perché qua l’odore di fuffa è sempre più forte!

Alcuni studi scientifici dimostrano che alcuni individui che utilizzano tessuti ad infrarossi non presentano unicamente un livello ridotto di globuli rossi malformati (Poikilocytosis), ma questi globuli sono altresì più separati e meno ‘appiccicosi’ (per colpa di zuccheri/proteine). Di conseguenza il trasporto dell’ossigeno e l’eliminazione dei gas di scarto dall’intero organismo viene altamente ottimizzata.

Lo studio a cui si fa riferimento è probabilmente questo, effettuato da una omeopata sudafricana che fa parte dell’Allied Health Professions Council of South Africa, organizzazione che riunisce i professionisti delle medicine complementari e alternative del Sud Africa. Già questo ci dà un’indicazione del campo in cui si muovono questi studiosi. Lo studio non dà nessuna indicazione sulla metodologia impiegata né altre informazioni che vadano oltre l’esperimento di scienze delle elementari. Le alterazioni delle emazie possono essere facilmente contraffatte e addirittura indotte utilizzando soluzioni iperosmotiche per sgonfiare e deformare i globuli rossi. In ogni caso come prova scientifica di efficacia vale quanto una certificazione Boiron.

Il tessuto ad infrarossi aumenta istantaneamente il sistema energetico aerobico e diminuisce gli ostacoli al cuore grazie ad un flusso sanguigno migliorato. Questo migliora anche la performance nelle attività fisiche. Viene migliorato il metabolismo e viene (ri)attivata l’energia vitale del tuo corpo.

Cioè forse fa più caldo? Facile da credere! Anche qui un medico ci potrebbe spiegare i benefici di stare… al caldo!

Molte  persone, quando  utilizzano prodotti di Fibra FIR  avvertono una sensazione di riscaldamento sull’area di applicazione, questo indica che la FIR ha iniziato a stimolare la microcircolazione.

No! Questo dimostra solo che il soggetto avverte una sensazione. Capita sovente anche a me di avere caldo (o freddo) in casa: guardo il termometro e a volte effettivamente indica temperature eccessivamente alte (o basse) per il mio standard. Ma tante volte, almeno la metà, la temperatura è sui 20°C e sono io che avverto freddo solo perché sono a digiuno e fermo su una sedia da diverse ore. Appena avrò cenato e magari fatto qualche lavoro domestico, il freddo mi passerà a prescindere dal fatto che in casa permangano 20°C.

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Quindi crediamo alle sensazioni di caldo (o freddo) proprio perché tali sensazioni non dicono nulla! Solo un termometro può sancire una verità, un dato, un fatto, una misura indiscutibile. Non capiamo quindi questo cosa voglia dimostrare. Qualsiasi tessuto termico ti dona una “sensazione” di calore appena lo indossi. Anche un maglione in pile.

Nel caso di patologie osteoarticolari infiammatorie nei primi giorni di applicazione del tessuto di Fibra FIR vi può essere un aggravamento del dolore che progressivamente si riduce fino a scomparire del tutto. Il tessuto a raggi infrarossi, inoltrem contribuisce a migliorare le condizioni della pelle (macchie cutanee, ecc.)

IN PARTICOLARE, è STATO DIMOSTRATO CHE LA FIBRA AD INFRAROSSI DA’ DEI BENEFICI NEGLI SPORTIVI:

  • incrementa le prestazioni atletiche;
  • accelera il recupero dopo l’attività fisico/sportiva;
  • evita il sovraffaticamento aumentando la concentrazione e la lucidita;
  • riduce il dolore muscolare tardivo non favorendo la formazione di acido lattico;
  • aiuta il rilassamento muscolare diminuendo la tensione dei musoli;
  • riduce infiammazione e gonfiori;
  • allevia spasmi muscolari;
  • supporta ed accellera la riabilitazione post trauma e accellera il recupero da traumi muscolari ed articolari (contratture, dorsalgia, lombalgia, sciatalgia, artrite, artrosi, periartrite, distorsioni….)
  • accelera tutti i processi di guarigione, stimolando la riparazione cellulare e massimizzandone la salute (una cellula sana vuol dire corpo sano).

PATOLOGIE CHE POSSONO ESSERE TRATTATE CON TESSUTI FIR

  • Patologie circolatorie (ipertensione ed aterosclerosi)
  • Patologie metaboliche (come diabete e dislipidemie)
  • Tutte le patologie osteo-articolari (artrosi,artriti, coxartrosi..)
  • Osteoporosi
  •  Fibromialgia
  •  Ipertrofia prostatica
  • Gotta (iperuricemia)
  • Insonnia
  •  Ansia e depressione
  •   Psoriasi e patologie autoimmunitarie

EFFETTI COLLATERALI
Non c’è assolutamente alcun effetto collaterale in quanto è una sostanza naturale . Si ricorda a tal proposito che i  bambini  nati prematuri  sono tenuti in una camera a raggi infrarossi immediatamente dopo il parto. L’utilizzo dei tessuti all’infrarosso non sono consigliate ai seguenti soggetti :

  •  Chi ha subito un trapianto di organi
  •  Chi ha impiantato un pacemaker
  • I malati terminali

L’opinione del dottore

Da un punto di vista medico non viene riportato nessuno studio che provi come questo materiale possa in qualche modo modificare il funzionamento del corpo umano. Ma poniamo per assurdo che esista un effetto di riscaldamento, quindi una cessione di calore al corpo umano. Questo effetto potrebbe (e anche qui sarebbe necessario uno studio attento al riguardo) dare dei benefici in quelle patologie che traggono dal calore un giovamento. Parliamo quindi di problemi di natura muscolare, come le contratture.

Ma per situazioni cliniche come l’ansia, la depressione o addirittura l’ipertrofia prostatica, che sono originate da fattori che poco hanno a che fare con la temperatura (anzi ne risultano estranei), non si riesce proprio a capire come questo giovamento possa avvenire. Facciamo un esempio: la gotta è una malattia dovuta ad un aumento dell’acido urico circolante causato da alterazioni nel suo metabolismo. Quando il livello di acido urico nel sangue sale oltre una certa soglia questo tende a depositarsi nei tessuti, portando a un’infiammazione. Un segno di attività della malattia è la presenza di una articolazione gonfia, arrossata e molto dolorosa. Tipicamente si manifesta a livello del primo dito del piede. Viene da chiedersi come il calore possa aiutare in questa patologia, quando una prima banale terapia consiste nell’applicazione di ghiaccio sulla parte infiammata per portare sollievo dal dolore!

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Ne consegue che ciò che viene stilata è la classica lista atta ad impressionare le persone comuni, per mostrare i muscoli quando in realtà dietro non vi è nulla di plausibile.


Infine una curiosità: se la tecnologia che ci hanno descritto i signori di Infralife fosse davvero finalizzata a mantenere il corpo termicamente caldo, perché con la stessa tecnologia si produrrebbero (e si commercializzerebbero) copriletto estivi in lana merino? In estate non c’è tanto un problema di differenza di temperatura ambiente-corpo come in inverno, quanto piuttosto una maggior necessità di evaporazione della propria umidità prodotta, proprio perché c’è meno smaltimento termico verso l’ambiente. Per cui a cosa servirebbe tale tecnologia? Forse tra i pregi vantati c’è anche quella di ottimizzare l’evaporazione corporea? E se sì, in quale modo?

Insomma, la sensazione è che si vogliano millantare le presunte mirabolanti caratteristiche aggiuntive di un tessuto già di per sé superiore come la lana merino.

Sensazione che viene meno quando su questa pagina leggiamo che:

Il Raggio infrarosso lontano -FAR INFRA RED RAY (FIR)- è chiamato “luce della vita”: la fonte di energia di tutti gli esseri viventi sulla terra. E’ lo spettro della luce solare che viene assorbito dal nostro organismo ed è particolarmente abbondante nel sole del mattino e della sera . Anche i nostri corpi  sono  grado di produrre FIR . L’intensità del FIR prodotto dall’essere umano varia da persona a persona.

Nel 1960, la NASA ha iniziato a ricercare le proprietà della FIR. Quello che hanno scoperto è che la tecnologia FIR è molto sicura, poiché non è altro che calore, e dal 1980, gli scienziati hanno determinato che poteva essere piuttosto utile in una varietà di applicazioni. La NASA ha posto generatori di luce del lontano infrarosso nelle tute spaziali degli astronauti al fine di stimolare il funzionamento cardiovascolare in assenza di opportunità di esercizio tradizionale.

Ma cosa dicono? Quante bugie ci raccontano?

  1. Che l’infrarosso lontano sia chiamato “luce della vita” è una nomenclatura inventata da questi signori o da qualcun altro che appoggia ciò che dicono. Non esiste nessun “raggio della vita” insegnato in ambito scientifico. L’unica classificazione riconosciuta (con rispettivi nomi) della banda IR è quella regolarmente riportata da Wikipedia.
  2. Il nostro organismo non assorbe SOLO i FIR ma tutta la banda IR. Perché ci raccontano un’altra menzogna?
  3. I nostri corpi producono FIR ma producono altre frequenze dell’IR come tutti i corpi con temperatura superiore a 0°K, ovvero tutto. Ma tutto tutto! Dipende solo dalla temperatura che più sarà alta e più l’emissione si sposterà in alto di frequenza (Legge di Wien).
  4. La tecnologia FIR non è calore. Se mai l’emissione in frequenza è calore. Questi signori parlano di cose che non sanno, facendo confusione tra onde elettromagnetiche e materiali. Come ci si può fidare di gente che dice queste sciocchezze?
  5. Generatori di luce del lontano infrarosso nelle tute NASA? Ma che s’inventano? Intanto se è luce (visibile cioè λ = 400nm-700nm) non è IR (λ = 700nm-1mm) o FIR, e anche ammesso che avessero voluto dire “generatori di FIR (λ = 15μm-1mm)” non risulta in nessun manuale che la NASA abbia installato detti generatori nelle tute astronautiche. Che poi esse debbano mantenere la temperatura costante all’uomo, questo è fuori dubbio, ma se è per questo devono anche schermare  dalle radiazioni UV che nello spazio non sono filtrate dall’atmosfera. Infine le tute per le EVA (Attività Extra Veicolari) hanno schermature ben superiori alle normali tute di sicurezza indossabili in alcuni momenti di una missione spaziale che non comporta EVA, ma nessuna ha mai posseduto tali generatori. Cos’altro si andranno ad inventare quelli di Infralife per vendere i loro prodotti?
  6. Per gli astronauti che stazionano lunghi periodi in assenza di gravità, l’attività motoria giornaliera è indispensabile al fine di prevenire l’indebolimento osseo. Fanno quindi esercizi ginnici, non indossano le millantate tute con inesistenti generatori di luce FIR.

Inoltre: perché nella pagina non viene spiegato come la presunta tecnologia infrarossi aiuti nella stagione estiva?

Ancora: cos’è un materasso agli infrarossi che al suo interno contiene ovatta infrarossa? Cosa è questa ovatta?

Attendiamo spiegazioni ma temiamo che non arrivino: l’azienda on line (così come viene chiamata) è stata messa in vendita a € 20.000 il 28 luglio del 2016, così come la copia cache di Google evidenzia. Oggi l’annuncio non esiste più.

infralife

Si ringraziano A. Ryan e il Dott. PA per la consulenza medica.

Lola Fox

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