Malaria, vaccini, sciacalli, fascisti e clickbaiting

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Oggi parliamo di qualcosa che stavo cercando di evitare per rispetto nei confronti dei genitori della piccola Sofia, ma le segnalazioni che continuate a mandarmi sono segno che le tante notizie disinformative sulla piccola morta di malaria stanno circolando un po’ ovunque. Ho cercato di riassumerle un po’ tutte, alcune però erano già state trattate da NextQuotidiano, David Puente e Wired.

Premessa: ad oggi, 7 settembre 2017, questo è quanto sappiamo sulla morte della piccola Sofia:

“L’autopsia ha confermato il referto e la diagnosi ospedaliera di morte per encefalopatite malarica“. Lo riferisce il procuratore capo di Trento, Marco Gallina, a proposito della comunicazione verbale ricevuta sull’autopsia effettuata a Brescia per la bambina di 4 anni morta lunedì, dopo i ricoveri anche a Portogruaro e a Trento. La causa del decesso per Sofia è stata dunque proprio la complicanza cerebrale causata dalla malaria. “I periti adesso hanno chiesto 60 giorni di tempo per la relazione autoptica – conclude il procuratore – e lavoreremo per contribuire a chiarire la vicenda”.

Qualcuno però si è divertito a mettere in giro un messaggio vocale su Whatsapp, senza firma, senza indicazione di alcuna fonte. Un messaggio vocale anonimo nel quale si sostiene che la piccola Sofia sia stata uccisa non dalla malaria ma da un vaccino. Prima di procedere vorrei che fosse chiaro che questa è una BUFALA, messa in giro in forma anonima da qualcuno che meriterebbe di essere denunciato per procurato allarme; ma siamo sicuri che amici e familiari in grado di riconoscere la voce nel file audio ben si guarderanno dal denunciarlo. Omertà in certi casi è la parola d’ordine.

Malattia curabile, ma forse c’entrano i vaccini…

Stefano Montanari dal suo profilo social ufficiale ci racconta:

A Brescia muore una bambina di malaria. Di malaria? Sì: di malaria. Di malaria contratta a Trento. Fantascienza? No: è la diagnosi ufficiale o, almeno, quella comunicata dal regime. La bambina, 4 anni di età e diabetica, è ricoverata in ospedale a Trento, entra in coma, viene trasportata a Brescia dove muore. La diagnosi è di malaria: una malattia che da noi non è proprio comunissima come fonte di morte (4 morti tra il 2011 e il 2015) e che è comunque curabile (mezzo miliardo di malati ogni anno nel mondo e un milione di morti: uno su cinquecento). Stamattina ricevo un messaggio vocale che mi dice che quella bambina (diabetica) è stata vaccinata secondo i voleri della signora Lorenzin e subito si è sentita male. Coma. Morte. Coincidenza fortunata: la GlaxoSmithKline sta per lanciare il provvidenziale vaccino antimalarico (http://www.interris.it/…/malaria-in-arrivo-il-nuovo-vaccino…) che, almeno ci auguriamo, la signora Lorenzin provvederà a rendere obbligatorio.

Alcuni dei termini chiave usati: fantascienza, regime, vaccinata, Lorenzin, GlaxoSmithKline, coma, morte. Lo so che il dott. Montanari ha molti follower, e che arriveranno qui a lamentarsi, ma qua non si tratta di “informazione di regime”, non si tratta di complottisimi su cui giocare, qui siamo di fronte ad una tragedia non prevedibile, e a dei fatti supportati dalle dichiarazioni di svariati medici.

Oltretutto quanto viene linkato dallo stesso Montanari ci spiega:

Almeno 750 mila bambini vaccinati nel biennio 2018-2020: questo l’obiettivo dell’Organizzazione mondiale della sanità che, attraverso la sperimentazione gratuita di un nuovo vaccino, si propone di combattere l’altissima mortalità dovuta alla malaria in numerosi Paesi dell’Africa. Saranno Ghana, Kenya e Malawi gli eletti per il primo test fuori dal laboratorio, finalmente messo in programma dopo anni di studi, ricerche e analisi: a ricevere il vaccino saranno bambini di età compresa fra i 5 e i 17 mesi, attraverso un piano immunologico che si costituirà di 4 differenti iniezioni, tre nei primi tre mesi e l’ultima dopo un anno e mezzo. La scelta dei tre Stati africani non è casuale, in quanto si tratta di Paesi fortemente impegnati nella prevenzione come nelle campagne vaccinali e, d’altronde, la relativamente bassa portato di immunità concessa dalla nuova soluzione (circa il 40%), ha suggerito all’Oms una sperimentazione concentrata piuttosto che su ampio raggio.

Le parole chiave sono sperimentazione e Africa. Il Mosquirix della GSK, oltretutto, è davvero in fase sperimentale (dopo averne testato sicurezza e tollerabilità), ma per ora i numeri non ne dimostrano una grande efficacia, infatti un’analisi del 2017 conclude così:

The results of this meta-analysis suggest that this candidate malaria vaccine has relatively little efficacy, and the vaccine apparently will not meet the goal of malaria eradication by itself.

I risultati di questa meta-analisi suggeriscono che questo potenziale vaccino per la malaria abbia un’efficacia ridotta e che non potrebbe raggiungere l’obiettivo dell’eradicazione da solo.

Il vaccino che dovrebbe combattere la malaria è lontano dall’essere qualcosa di pronto per il mercato europeo, si trattasse di una manovra di marketing forse era il caso attendere il 2020 e i risultati della sperimentazione.

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Montanari parla di infezione curabile, ma non è così in questo caso: la malaria cerebrale che ha colpito la piccola è una forma di infezione che provoca una percentuale altissima di decessi. Come ci spiega Wiki:

Plasmodium falciparum è un protozooparassita, una delle specie di Plasmodium che causano nell’uomo la malaria. Viene trasmesso dalla femmina della zanzara Anopheles. La specie P. falciparum è la più pericolosa di queste, avendo il tasso più elevato di complicanze e di mortalità.

Ma la bambina come ha contratto la malaria?

Sono stati gli immigrati?

Non si sa come abbia contratto l’infezione la povera Sofia, quello che è certo è che la malaria derivante dalla parassitosi del Plasmodium falciparum non è tra i tipi di malaria che possono essere trasmessi dalle zanzare comunemente presenti nel nostro Paese. L’altra cosa certa è che non è possibile la trasmissione della malaria da soggetto a soggetto, a meno che venga fatta una trasfusione con sangue infetto.

Quindi?

L’ipotesi più plausibile è quella di una zanzara importata dall’estero, che avesse già punto qualcuno infetto, probabilmente uno dei due bimbi ricoverati nello stesso ospedale di Sofia. Come spiega Wired, una zanzara viva (magari già portatrice di malaria) non arriva sana in Italia su un barcone, le sue probabilità di sopravvivenza sono nulle. Mentre invece la stessa zanzara riuscirebbe tranquillamente a viaggiare nella stiva di un aereo, magari imbarcata coi bagagli. A complicare le cose c’è anche la possibilità che l’effetto del riscaldamento globale possa aver fatto sì che alcune specie di zanzare non autoctone abbiano trovato in Italia un habitat oggi più adatto a loro, ma per scoprirlo occorre fare un censimento delle specie di zanzare presenti sul territorio, non sarà cosa semplice.

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Ma quando c’era LVI

Su alcune testate si è sfruttata questa triste storia per dare a Benito Mussolini i meriti che tanti ritengono gli vadano riconosciuti.

Torna la malaria in Italia? Mussolini riuscì a debellarla grazie alle bonifiche

Vediamo anche su questo di fare un po’ di chiarezza. Sì, è vero, Mussolini, per merito di scienziati italiani che avevano cominciato a studiare il grave problema della malaria già alla fine dell’Ottocento, è riuscito per diversi anni a debellare la malaria da alcune zone del nostro Paese. ma è stata una vittoria di Pirro visto che bastò mettere fuori uso alcuni impianti idrici per far tornare tali aree zone ideali per la proliferazione delle zanzare e conseguentemente dell’infezione.

Soldato alleato in Italia alla fine della guerra, un cartello avverte: “Malaria Precautions, get fully clothed by sundown. (nel manifesto però è mostrata una signorina poco vestita) Jane’s ok – she’s not at Anzio.

Solo dopo la fine della guerra si riuscì a ridurre il numero dei morti da malaria sul territorio italiano, fino ad arrivare all’eradicazione totale dell’infezione autoctona.

Clickbaiting

Il messaggio partito da Whatsapp è circolato un po’ ovunque ed è stato tramutato anche in un post , pubblicato un po’ ovunque sui social network. Il pubblico della rete continua a condividerlo al punto che svariate pagine di associazioni free vax “ufficiali” cominciano a loro volta a farne uso virale; alcune, come ci racconta David Puente, lo hanno cancellato. Altri cavalcano la cosa a modo loro:

“Sofia non è morta di malaria, la verità è un’altra ed è agghiacciante”: la scoperta su come hanno lanciato, gli sciacalli del web, la bufala più VERGOGNOSA di tutti i tempi

Ad aprire l’articolo ci troviamo dentro ad un pezzo fatto ad hoc, viene detto fin da subito che la bimba non è morta per i vaccini, con questa frase qui:

L’ORRENDA BUFALA DI SOFIA MORTA PER I VACCINI E NON PER LA MALARIA

Frase che può dire tutto e il contrario di tutto, in base a che idea già formata si ha nella zucca. C’è chi accomuna la parola bufala alla malaria, chi invece ai vaccini: a ognuno il suo. Nel primo paragrafo la cosa non è subito chiara, bisogna andare avanti a leggere per capire bene. Ma nel secondo paragrafo finalmente le cose sono spiegate chiaramente:

BUFALA SOFIA MORTA PER VACCINI: LA DIFFUSIONE SUI SOCIAL

L’articolo però viene condiviso da tanti che sono convinti che spieghi l’esatto contrario, perché il titolo che appare sui social non spiega in realtà nulla, riporta solo parole chiave che ne permettono un’ottima indicizzazione. Da nessuna parte viene spiegato alcunché, per scoprire di più bisogna aprire l’articolo e leggerlo da cima a fondo, cosa che sappiamo fanno solo una piccola parte di quelli che visualizzano e condividono i post sui social network. Sapete bene quanto poco ami AttivoTV, ma stavolta hanno solo usato un trucchetto amatoriale raccontando le cose sostanzialmente nella maniera corretta.

Non credo ci sia altro da aggiungere.

maicolengel at butac punto it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.