MAMMA, LI TURCHI!!!

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Ci sono casi in cui il giusto rispetto della privacy porta a conseguenze imprevedibili.

È quello che è successo la settimana scorsa all’ospedale di Imperia, quando una donna ricoverata nel reparto di Ostetricia è stata spostata dalla stanza in cui si trovava e che avrebbe dovuto dividere con una partoriente turca. Possiamo immaginare che, per rispettare la privacy della donna, il personale sanitario non abbia potuto scendere nei particolari del trasferimento e che qualcuno dei presenti, fraintendendolo, si sia lasciato andare a commenti in seguito ripresi da qualche giornalista in cerca di notizie sensazionalistiche, suscitando un vespaio di polemiche e un intervento da parte di un consigliere regionale della Liguria.

I fatti sono questi: all’alba del 25 gennaio Murat Kirik, giovane turco residente a Imperia da ben 25 anni, e sua moglie Nejla si presentano all’ospedale della cittadina ligure perché la donna sta per partorire. Alla partoriente viene riservato un letto in una camera doppia, insieme con un’altra donna. Murat, che lavora ad Antibes dalla mattina alla sera, è ben contento della cosa: almeno, se sua moglie avesse qualche necessità, potrà rivolgersi ai parenti della compagna di stanza.

Purtroppo, mentre Nejla e Murat si trovano in sala parto, viene riscontrato che la donna ha una patologia infettiva: la compagna di stanza, quindi, viene ricollocata in un’altra camera per evitare ogni pericolo di contagio.

Nejla e la sua piccola Hira stanno bene: tutto andrebbe per il meglio, quando su di un gruppo Facebook locale, “Mugugni d’Ineja e du Portu” (Mugugni d’Imperia e di Porto Maurizio) appare un post (scritto, si scoprirà poi, dalla madre della donna trasferita) in cui si accusa l’ospedale di favoritismi nei confronti della donna turca e di aver obbedito al desiderio del marito, che non voleva altri uomini nella stanza della moglie, post ovviamente corredato da commenti di fuoco verso gli immigrati, i clandestini e i musulmani in generale:
Il caso, riportato inizialmente dalla testata Sanremonews, ha un’eco grandissima e suscita addirittura le ire del consigliere regionale Alessandro Piana (Lega) che tuona:

Puerpera italiana e cattolica spostata in altra camera dell’ospedale per le pretese di una famiglia turca e musulmana. Un ospedale è per tutti. Il gravissimo fatto di razzismo ai danni di una giovane mamma di Imperia e dei suoi famigliari dimostra la discriminazione legittimata anche nei nostri ospedali, spesso sovraffollati. Non mi risulta che il trasferimento sia stato disposto per motivi sanitari, come sostiene la direzione Asl. Chi ha sbagliato deve pagare. Difendiamo le nostre donne dai folli dettami dell’Islam.

L’Asl 1 di Imperia ha un bell’emettere un comunicato in cui spiega l’accaduto, ovviamente omettendo di specificare la patologia di cui Nejla fosse affetta: non serve a molto. Al consigliere leghista “non risulta” che ci siano motivi sanitari, come dichiarato invece dalla Asl, ma lui stesso non spiega da cosa derivi questa convinzione. La testata online Imperiapost, finalmente, contatta Murat Kirik il quale rimane esterrefatto e mortificato dall’accaduto. Ecco le sue parole:

Io non sapevo niente di quello che è successo, oggi un giornalista mi ha chiamato mentre stavo tornando dal lavoro e mi ha detto che io avrei detto all’infermiere dell’Ospedale di avere una camera solo per me stesso. Io non ho mai detto una cosa del genere, perché non mi sembra il caso di avere una camera singola. Anzi, mi avrebbe fatto piacere che mia moglie avesse qualcuno vicino quando io ero al lavoro. Poi il giornalista mi ha spiegato bene la situazione. I giornali hanno detto che io avrei chiesto una camera singola perché non volevo che altri uomini vedessero mia moglie. È una cosa fuori dal mondo, perché è tutta un’altra mentalità da come sono fatto io. Io sono in Italia da quasi 25 anni, ho fatto le scuole qua, ho tantissimi amici italiani. Questa è una cosa inaccettabile. Ho deciso di fare questa intervista per dire la verità, per dire che i fatti sono andati in maniera diversa. Io mi sono già fatto consegnare tutta la documentazione per dimostrare perché mia moglie è stata messa in una camera sola. Penso di rivolgermi a un avvocato, perché non mi va giù questa situazione verso gli stranieri. Non è giusto. Sono io quello che avete insultato per tutto il giorno, Murat, un imperiese come voi che lavora tutto il giorno e ha una famiglia e che abita da circa 25 anni in Italia, a Imperia, perché tutta questa cattiveria?

Se lo chiede anche Roberto Hamza Piccardo del Centro Islamico Imperiese, che in un comunicato si rivolge al consigliere Piana: “Chieda scusa a questa famiglia ma prima faccia un passo indietro perché chi ha l’onore e l’onere di rappresentare il popolo deve verificare le notizie prima di commentarle”.

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È veramente scoraggiante vedere come basti un post su Facebook, scritto magari in un momento di rabbia e di preoccupazione, a scatenare i bassi istinti delle persone e come nessuno si preoccupi, prima di condividere una “notizia” che poi tale non è, di verificare cosa sia accaduto veramente.

Ci chiediamo: se la donna trasferita fosse stata turca, e la partoriente lasciata in camera italiana, sarebbe successo tutto questo? Chissà perché, ma pensiamo di no…

Lady Cocca

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