Il manuale dei giovani anti-bufala, parte I

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… e delle giovani marmotte, ovviamente!

BUFALE-GIOVANIMARMOTTE

Questa piccola guida in due puntate spera di  aiutarvi ad affinare il vostro pensiero critico, cosa già iniziata dal buon Ninth con i suoi pezzi sul Come ragionare bene. Dopo le chiacchiere fatte con alcuni di voi, mi sono reso conto che sia forse necessaria una guida di livello più base, per tutti, dai meno esperti agli acculturati, al mondo dell’informazione digitale. Insomma, i newbie (nuovi arrivati) che si avvicinano all’informazione online (da lettori)! 

Lo sprone a partire  me l’ha dato una lettrice, insegnante di scuola, che ha deciso dall’anno prossimo di aiutare i suoi alunni nell’imparare a distinguere le notizie buone da quelle cattive! Le sarebbe piaciuto un mio aiuto, spero di dargliene un po’ con questa guida.

Qualsiasi cosa racconterò qui è già stata detta, spesso in maniera più arguta e meno banale dal sempre ottimo Paolo Attivissimo, che ha già scritto un bell’articolo sull’argomento, lo trovate qui!

Come riconoscere una bufala online?

Innanzitutto la maggioranza delle bufale sono facili  da identificare: titoli urlati, mancanza di fonti, uso di termini non appropriati all’informazione. Un articolo che parla d’immigrati e li definisce sempre e solo  clandestini sappiamo già esser di parte, come uno che parla di  medicine e usa il termine BigPharma. Ogni volta che abbiamo qualcuno che sostiene queste cose e le “urla” sul web, possiamo ipotizzare da subito ci sia qualcosa che non quadra!

videocensura
Esempio sciocco di propaganda anti Berlusconi. Si sostiene che questo video sia stato censurato in Italia… ma nello stesso video si vedono tante prime pagine di giornali italiani, che parlano esattamente della stessa (brutta) storia citata nel video! Ma scusate: se l’avessero censurato davvero non lo troveremmo nemmeno su YouTube, e nessun giornale avrebbe pubblicato gli articoli in questione! Il titolo che grida alla Censura è solo perché lo guardiate, credendo davvero che la cosa sia stata censurata. Cercano di fare aumentare lo sdegno e il fastidio che Berlusconi possa provocare in voi. Si tratta di Disinformazione Politica (oltretutto malfatta)!

 

Lo stesso vale per quelli che scrivono titoli che non corrispondono alla notizia raccontata nel pezzo. Se hanno bisogno di mentire nel titolo, significa che quella trattata è facilmente FUFFA!

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Il titolo parla di assicurazioni scontate fino al 50%, in realtà leggendo il pezzo si nota subito che da nessuna parte viene riportata la stessa cosa, la notizia pertanto è Disinformazione Vegana!

 

Poi arrivano quelle un po’ più ardue da identificare. Sottili, credibili, quelle che può succeder di condividere sull’onda dell’empatia. La cassiera della LIDL che tratta male le clienti, gli immigrati che rubano e violentano, il papà che piange il bimbo autistico… e compagnia “bella”. Sono tantissime, girano a ritmo costante e hanno sempre fonti difficili da verificare! Fanno principalmente leva sul vostro odio: che sia diretto verso il noto marchio NON italiano, o riservato allo lo straniero che ruba il lavoro, o altro ancora, poco importa.

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Ne girano davvero tantissime fatte così, e sono (tristemente) il nostro pane quotidiano. Chi le diffonde sa a chi sta per rivolgersi, ha un suo piano per divulgarle e non si fermerà neppure di fronte alle smentite ufficiali! Queste sono, a mio avviso, le “peggiori”: spesso non hanno modo di subire una VERA sbufalata, si basano su notizie spesso inventate ma vengono diffuse così tanto da divenire reali. Noi diventiamo una singola voce che “urla” la sbufalata in un mare di gente che la diffonde per buona. 
La lotta a queste è improponibile: dietro ai diffusori ci sono gruppi organizzati, legati anche a realtà editoriali; gente che spesso va a braccetto con la fazione politica per cui tifa – non faccio dietrologia, non credo siano pagati dai partiti, o almeno lo spero;  personaggi che non stimo, qualsivoglia sia il loro colore in cabina elettorale.

Poi vengono quelle che probabilmente sono più pericolose di tutte:  quelle che parlano di salute e medicina!

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Bufale diffuse online, ma anche sulla carta stampata, da piccoli gruppi che col tempo hanno imparato molto bene come muoversi: le loro notizie bufalose o disinformative hanno tutte le pezze d’appoggio necessarie, spesso hanno fonti citate e verificabili, studi, nomi altisonanti di medici che li supportano… insomma, una base che ad un profano può risultare difficile da sbufalare, rendendo quasi impossibile per chi non conosca la materia accorgersi della sòla!

A me queste ultime fanno tanta paura perché la salute è una cosa su cui non si dovrebbe MAI disinformare. La materia è difficile, lucrare sull’ignoranza della gente (come alla fine spesso fanno i personaggi dietro alle bufale) è un atto criminale che credo vada sempre denunciato, non basta limitarsi al debunking.

Alle macrotipologie di bufala enunciate qui sopra, nell’ultimo anno, se n’è aggiunta un’altra. La categoria che trovo più sciocca, più semplice da sbufalare, più divertente (ma anche sfinente), e meno importante: si tratta delle vere Notizie Inventate, messe in giro da testate fasulle, a cui non importa molto di ciò che pubblicano. Si divertono a diffondere sciocchezze e quasi sempre non fanno nulla di male, anzi; le loro notizie hanno sempre (o quasi) un fondo ironico, se lette fino in fondo dimostrano il loro esser false spesso usando nomi ripetitivi, marchi fasulli, località inventate. 
C’è solo un grosso problema: l’atrofizzato senso critico del lettore medio, che non riesce oggi nemmeno a riconoscere la satira dalla realtà!

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Alcuni dei creatori di queste notizie sono veri autori satirici, che si divertono un mondo; altri lo fanno per raggranellare click e visite. Quasi tutti segnalano in fondo alla pagina che si tratta di notizie inventate…e basterebbe legger le stesse per rendersene conto il 99% delle volte. Come già detto, troppo spesso è molto per la vostra attenzione lasciarvi leggere il titolo per intero senza passare direttamente al condividere la cosa.

Direi di avervi fornito un po’ di materiale su cui rimuginare come prima parte. In attesa della seconda, mi piacerebbe tanto che faceste i navigator curiosi sulle pagine che leggete con più frequenza. Cercate se hanno articoli che rientrano in una delle categorie sopra indicate..magari notate i segnali della fuffa o ancora meglio andatevi a leggere le spie rosse della fuffa.

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Se li hanno in prima pagina, sappiate che sono testate da non prendere per oro colato. Stateci attenti, e magari considerate di cambiare fornitore. Se invece la fuffa è relegate alle pagine di costume e folklore… beh, capita a tutti, sono testate che non seguirei comunque, alle quali occorre fare attenzione. Ma la pratica di spacciare fuffa nelle “altre” pagine è prassi consolidata per accaparrarsi lettori.

Ci vediamo nella prossima puntata, con qualche tecnica e suggerimento su come difendersi, e quale etica adottare in merito!