Oggi ero particolarmente di buonumore dopo un 40 13 a CoD, ma il vedere questa notizia segnalata più e più volte ha un po’ ucciso l’atmosfera.

I soliti titoloni allarmisti strillano:

Migranti causa di meningite!

Abbasso i vaccini!

Ebbene.
Per ovvi motivi io penso il peggio di chi scherza sulla vita delle persone, in un senso o nell’altro. C’è di fatto che in Italia abbiamo due problemi in questo senso: razzismo e ignoranza scientifica.

Blast from the past

Quando le due cose si mescolano abbiamo capolavori come questo articolo di imolaoggi e quest’altro di ilprimatonazionale, che hanno ripreso a circolare in questi giorni. Infatti le date originali del post sono di aprile 2016, rispettivamente il 6 e il 7. È evidente come in un contesto come quello toscano questo tipo di notizie susciti clamore, specie dopo gli eventi di questi ultimi giorni, con la maestra morta di meningite (non batterica!), ma lasciarsi andare all’allarmismo non è mai una buona idea. Soprattutto se di cose di cui allarmarsi non ce ne sono, o meglio, ce ne sono ma come al solito è più facile prendersela con le persone sbagliate.

Correlazione non significa causalità

Non mi stancherò mai di ripetere che in un contesto scientifico come lo è la medicina la regola d’oro è “correlazione non significa causalità“. Ovvero, come in questo caso: l’aumento di casi di meningite potrebbe, come no, essere correlato all’aumento dei flussi migratori. E nel caso che questa ipotesi sia giusta bisognerebbe condurre uno studio scientifico serio e che questo non sia smontato nella fase successiva, detta “peer review”.

Quali sarebbero quindi le prove empiriche che ci sia un rapporto di causalità tra l’aumento dei casi di meningite batterica e i flussi migratori? Partiamo da quello che mette sul piatto imolaoggi:

Nei mesi scorsi Sovranità Toscana ha più volte denunciato il fatto che in Toscana fosse in corso un’epidemia di meningite e che la causa principale fossero gli immigrati di origine africana, ma l’assessore al diritto alla salute, Stefania Saccardi, ha più volte smentito in modo netto e categorico. Alla luce, però, di due documenti redatti dall’Azienda sanitaria di Firenze la situazione è ben diversa da quella rappresentata dall’assessore che viene smentita su tutta la linea”. Così Fabio Barsanti, coordinatore regionale del movimento Sovranità.

Allora, qui abbiamo due cose da controllare:

  • Le credenziali dell’autore dell’affermazione, tale Fabio Barsanti
  • I documenti che in teoria l’asl di Firenze ha redatto
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Andiamo con il primo punto: mi risulta che Fabio Barsanti sia stato candidato sindaco a Lucca per Casa Pound, quindi non abbiamo a che fare con chissà quale luminare della medicina. Non solo, mi risulta anche essere, come dire, una testa calda incline alla violenza, come dimostra l’obbligo di dimora menzionato in questo articolo. Vi stupisce che le sue affermazioni non siano prese sul serio dall’assessora alla salute? A me no.

Il secondo punto. Imolaoggi mette un link a questo volantino divulgativo. Che stiano dicendo fregnacce (grazie ai romani per questa splendida parola!) si capisce leggendo la parte che loro stessi han evidenziato. Ovvero, che viene utilizzato lo stesso vaccino. Riporto così come è scritto:

Il vaccino tetravalente ACW135Y è da tempo raccomandato a chi si reca in Paesi dove sono presenti i sierotipi di meningococco contenuti nei vaccino (es. Africa sub-sahariana e per i pellegrinaggi a la Mecca), ma è utile anche in Italia perché questi ceppi hanno iniziato a circolare anche nel nostro paese.

E abbiamo un totale di zero menzioni per quanto riguarda la causalità di cui parlavo prima. Il fatto che questo tipo di batteri circoli anche nel nostro paese non significa che a portarli qui da noi siano stati necessariamente i migranti: sopratutto perché le evidenze che questo sia davvero successo sono pari a zero. Non viene riportato nessun dato a supporto della tesi, se non una statistica che di per sé… afferma soltanto la provenienza dei migranti.

Questo è un trucco utilizzato molto spesso da chi vuole far passare un messaggio come certo quando di certo ha solo la malafede dell’autore: quando si cita uno studio statistico bisognerebbe sempre controllare il campione utilizzato (ovviamente più alto è il numero di partecipanti più è affidabile), la provenienza dei dati e le conclusioni.

Dubito che nella conclusione della relazione dell’ISS ci sia scritto “… quindi sono di certo la causa della diffusione del meningococco”. Per fare affermazioni del genere ci vorrebbe qualcuno che abbia nel curriculum un paio di lauree, ma questa ovviamente è la mia opinione e non mi aspetto di certo che i seguaci di Casa Pound capiscano le mie parole, come non mi aspetto che il mio cane si pulisca le zampe sullo zerbino prima di entrare in casa. Ognuno ha i suoi limiti, evidentemente.

Passiamo ora all’altro articolo.

Anche qui la fonte delle affermazioni è la stessa testa calda, che salto perché già contestata sopra. Mi interessa di più ciò che viene affermato all’inizio. E anche qui: correlazione non significa causalità.
Siccome quelli di Primatonazionale sono un po’ più furbi di quelli di Imolaoggi, nel loro perseguire l’antiscienza si premurano di dire che il volantino che citano risale a un anno prima – febbraio 2015 per la cronaca – e afferma che:

Sulla suddetta brochure è indicato l’aggiornamento a febbraio 2015 eppure, incredibilmente, un altissimo dirigente della sanità toscana come Gabriele Mazzoni – nell’affanno di smentire le evidenze dell’origine immigratoria dell’epidemia di meningite, presentate a suo tempo proprio su queste colonne – esattamente un anno dopo si profondeva in dichiarazioni e interviste tranquillizzanti, negando l’insistenza del ceppo C, responsabile dell’incubo epidemico toscano, nella stessa cintura della meningite. Come scrivemmo recentemente su queste colonne, la situazione appare destinata soltanto a peggiorare, dal momento che ormai l’80% del flusso immigratorio diretto in Italia ha origine proprio nella cintura della meningite, e il medesimo flusso è quasi raddoppiato nel primo trimestre appena trascorso rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Le affermazioni di Mazzoni, quelle corrette, vengono riportate in questo articolo de Il Tirreno, e tra un blogger, uno di Casa Pound e un medico è ovvio a chi do più credito. All’unico che sa quel che dice, evidentemente.

Nella “cintura della meningite” dell’Africa sub-sahariana il ceppo diffuso è il ceppo A, spiega il dottor Gabriele Mazzoni, responsabile del dipartimento di Salute e igiene pubblica a Empoli. Invece, in Toscana i casi più numerosi sono quelli di meningococco C, sottogruppo St11. Tutta un’altra faccenda.

In ultimo la questione vaccini, perché è un argomento da flame. Curiosamente queste persone citano come prova incontrovertibile di quello che dicono il fatto che in Africa ci sia una carenza di questo tipo di vaccini, il che metterebbe in pericolo la popolazione italiana. Facendo il riassunto la contraddizione è evidente: come può, a logica, una carenza di vaccini in Africa avere a che fare con un’epidemia sul suolo italiano? Che i batteri si teletrasportino? Complotto?

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Boh.

Soprattutto perché i rifugiati vengono sottoposti a controlli di tipo sanitario appena dopo lo sbarco, che tra l’altro non mi risulta che avvenga spesso in Toscana.

Elivet Logan Rogers

I colleghi di bufale.net hanno parlato dell’argomento già ieri qui.

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