Il Messaggero, i rom e la disinformazione

maicolengel butac 18 Nov 2014
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La stessa notizia data da due fonti differenti, una è il Messaggero:
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LA RICOSTRUZIONE
È accaduto sabato pomeriggio in un’abitazione in via di Tor Tre Teste. La famiglia che ha subito il tentativo di sequestro è composta da una donna di origini straniere sposata con un manovale italiano: incensurati, con due bimbi, uno di sette anni e uno di otto mesi, quello che i due rom hanno cercato di rapire. «Viviamo con poco – ha raccontato la donna, sconvolta, agli agenti intervenuti – Io bado ai figli mentre mio marito lavora come carpentiere». «Erano le quattro del pomeriggio – ha proseguito – volevo uscire con i bimbi. Ho messo il piccolo sul seggiolino e siamo andati in cortile. Poi mi sono accorta di aver scordato il giubbotto del più grande e sono risalita in casa. A quel punto mio figlio più grande ha iniziato a gridare. Sono uscita e ho visto quell’uomo che aveva già aperto la cintura del seggiolino e stava per prendere Andrea».

L’altra la Questura di Roma:

Il “gioco” è trovare le differenze!

Nel primo caso sembra che due sconosciuti abbiano avvicinato un bambino per rapirlo, nel secondo caso è lampante che si tratta di due famiglie di stranieri, che si conoscono bene (la mamma del bambino e il supposto rapitore vivevano insieme), e che ci sia un contenzioso in atto sulla paternità del figlio. Nel pezzo del Messaggero si sostiene che:

La coppia è stata riconosciuta senza ombra di dubbio dalla vittima che aveva descritto agli agenti in modo dettagliato il furgone

E ci credo, più che una descrizione del furgone la donna ha dato gli estremi del rapitore visto che erano conviventi fino a poco tempo fa, anzi anche il bambino più grande probabilmente conosce l’uomo, visto che è stato il fidanzato di mammà per discreto tempo.
In entrambi i casi vi è una gravissima violazione e un reato dacondannare, ma in un modo sembra che una povera donna abbia salvato il suo figlioletto in extremis da cattivi (rom) che volevano farlo sparire, quando invece la storia è un poco più complessa e poco conta l’etnia di chi compie il reato!

A chi credere?

Ma ovviamente alla Questura di Roma, che quando l’ho contattata per telefono alla mia domanda su quanto fosse affidabile il racconto del Messaggero ha riso, spiegandomi che se possono dare contro alle minoranze etniche in quella redazione lo fanno sempre e comunque.
Complimenti!

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