Non è detto che chi ha vinto un premio Nobel debba a tutti i costi essere un genio in tutto. È il caso di Luc Montagnier che insieme a tanti altri viene usato in questi giorni per la campagna che inneggia alla rivolta di tutti coloro che sono contrari alle vaccinazioni obbligatorie per essere iscritti a scuola.

Premessa:

Premetto una cosa che forse non ho ancora detto in maniera chiara: io sono contento della proposta dei vaccini obbligatori nelle scuole pubbliche italiane, ma ritengo che la questione per come ci è stata spiegata finora non sia fatta bene. Non stimo alcuni dei soggetti che hanno messo becco nella questione vaccinazioni obbligatorie, e ritengo si stiano muovendo solo e unicamente per interessi politici. Ma purtroppo checché ne pensino alcuni detrattori di BUTAC io non conto davvero nulla. Pur usandoci come consulenti per alcune questioni, pur relative al fenomeno, non siamo interpellati, è politica.

L’ottuagenario col Nobel

Veniamo al nostro premio Nobel ottuagenario Luc Montagnier. Sul blog Scienza e Conoscenza gestito da Vincenzo Valenzi (“amico” della grandissima Oca Sapiens) appare questo articolo:

Vaccini: le ricerche del premio Nobel Montagnier

Intanto sarebbe il caso fare una precisazione: è vero che Montagnier ha vinto il Nobel nel 2008, ma l’ha vinto per ricerche che risalgono agli anni 70 e 80. Non è detto che chi è stato così in gamba trent’anni fa lo sia ancora oggi. Il nostro corpo e il nostro cervello man mano che invecchiamo perdono un po’ dello smalto che avevamo da giovani, sarebbe bello esser ancora svelti a ottant’anni come lo eravamo a quaranta, ma purtroppo è decisamente raro che succeda.

Vediamo di capire di cosa ci parla Valenzi nel suo articolo.

Dalle ricerche di Montagnier e colleghi emerge come nell’origine dell’autismo possa esserci una componente batterica e una correlazione temporale, in alcuni casi, con le vaccinazioni. Concetti che si possono ascoltare nell’intervista integrale dove il virologo francese suggerisce prudenza con vaccinazioni che forse, oltre a prevenire ad aver salvato generazioni dalla poliomielite, e domani alcuni casi gravi di patologie (tumore della cervice in HPV o encefalite nel caso del morbillo ad esempio) potrebbero contribuire a patologie emergenti come l’autismo.

Montagnier dal 2012 è salito sul carrozzone degli antivaccinisti americani, guidato con mano sempre meno sicura dalla prossima vincitrice del Nobel per la fuffa, Jenny McCarthy.

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Ma ha fatto ricerche?

Non ha pubblicato delle ricerche nel campo, nessuna testata ha accettato la sua fuffa se non quelle dedicate a provare il legame tra vaccini e autismo, ovvero non riviste scientifiche ma solo e unicamente testate normali, senza nessuna peer review e senza alcun serio controllo scientifico. Io lo so che chi mi legge si lamenta quando non pubblico analisi delle teorie esposte, ma a me dispiace dirvelo, non trovo corretto perdere tempo con qualcosa che la comunità scientifica ritiene fuffa, è una perdita di tempo per me che la devo studiare e per voi che la dovreste leggere. Esistono già svariati blog che ne hanno parlato, che hanno spiegato perché tutto questo sia ridicolo.

La malattia del premio Nobel

Per merito di Montagnier e altri premi Nobel in USA è stata persino definita una finta sindrome, la malattia del Premio Nobel, ScienceBasedMedicine la spiega così:

…how people who have achieved the pinnacle of scientific glory, people whom one would reasonable expect to be about as immune to pseudoscience and crankery as anyone on this planet, manage to fail so spectacularly into quackery.

Purtroppo è una sindrome che ha colpito altri Nobel e non smetterà di farlo. Sia chiaro, Montagnier ha sparato sciocchezze non solo sulle vaccinazioni e l’autismo, negli ultimi 7/8 anni l’ha fatto in svariate occasioni, e guarda caso lo invitano ormai a parlare solo cialtroni che sostengono omeopatia e antivaccinismo (lo dico con tristezza visto che è stato ospite anche dell’Ordine dei Medici di Bologna).

Che però ci siano soggetti che riportano le parole di Montagnier senza accennare a quanti le abbiano già smontate dimostra la malafede dietro gli articoli che state vedendo girare in questi giorni. Malafede mossa solo e unicamente dal desiderio di spingere il maggior numero possibile di soggetti a ribellarsi alle vaccinazioni obbligatorie.

Un’affermazione che trovo nell’articolo di Valenzi però è da inquadrare, l’articolo parla di vaccini ed è ovvio che si pensi che ogni affermazione sia riferita agli stessi:

Non bisogna dimenticare che oggi nonostante i colossali progressi della diagnosi e della terapia solo negli Stati Uniti ci troviamo con 100.000 morti all’anno, 5 milioni di reazioni avverse di cui la metà gravi dati JAMA, benché i protocolli siano stati rispettati e i medici protetti dal rispetto degli stessi.

Ma in realtà quei centomila morti di cui si parla sono una diretta citazione del presidente di AIFA, che nel 2015 spiegava appunto che negli Stati Uniti ci sono in totale centomila morti per reazioni gravi a dei medicinali.

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Morti per farmaci

Ma basterebbe studiare il caso per accorgersi che la colpa non è dei medicinali e basta, ma anche dell’uso sconsiderato che ne viene fatto. Anche a gennaio di quest’anno abbiamo avuto un altro morto per farmaci in USA, un giornalista antivaccinista, la moglie ha spiegato che il marito si è fatto un overdose di farmaci, e anche lui andrà a ingrossare quel centomila. Non spiegare tutto questo ai propri lettori è sintomo di qualcosa, che inquadro come malafede o ignoranza. A voi decidere di fronte a cosa siamo.

Cosa vi avevo detto all’inizio? A me il decreto per come è fatto non piace molto, ma ne sono comunque contento, perché insieme al decreto ho visto finalmente medici ribellarsi per davvero ai colleghi ciarlatani, dottori cominciare seriamente a fare piazza pulita nelle loro cerchie per eliminare i pochi (per fortuna) che pur con una laurea in medicina sono e restano cialtroni che era meglio se andavano a fare un altro mestiere.

Alcuni link che parlano di questi studi di Montagnier in maniera corretta:

maicolengel at butac punto it

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