Euro2, Euro4, FAP ed inquinamento da nanoparticelle

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Il prezzemolo lo usiamo di meno di quanto ormai non si faccia con gli studi del Dott. Stefano Montanari.

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Stavolta il nostro esperto in nanoparticelle è stato ospite delle Iene, non si parlava di vaccini o di alimenti (entrambi cavalli di battaglia del nostro eroico ricercatore indipendente), ma di inquinamento atmosferico.

euro2euro4

Il servizio di Pelazza s’intitola:

Inquinamento, portiamo le prove.

Euro 2 o euro 4 quale inquina di più?

Si parte mostrando come l’anno scorso sia stato firmata da Giuseppe Pignatone, procuratore di Roma, una richiesta d’approfondimento sulle polveri sottili emesse dai FAP Euro 4, e lo stesso avrebbe fatto l’Istituto superiore di sanità, sempre nel 2015.

Tutta la premessa dell’articolo è corretta, gli antefatti sono riscontrabili nella cronaca dell’anno scorso, il filtro antiparticolato è da un po’ che viene messo sul banco degli imputati, senza però che il Ministero abbia riscontrato evidenze che destino seria preoccupazione.

Da qui si parte con il vero servizio delle Iene:

Pelazza fa raccogliere campioni di gas di scarico, durante la fase di rigenerazione del filtro, da una vettura Euro 2 e da una Euro 4, quindi con il FAP di ultima generazione.

Per capire cosa sia la rigenerazione potete vedere questa animazione in 3D, purtroppo non ha nulla a che vedere con le rigenerazioni del nostro amato dottore.

A una prima occhiata il filtro Euro 4 lascia passare meno residui, meno particelle che poi noi respireremo; ma una prima occhiata a Pelazza non basta, e così usa le analisi della Nanodiagnostic di Stefano Montanari.

Noi conosciamo bene il laboratorio in questione, che trova nanoparticelle pericolosissime da anni. E anche in questa occasione il Dott. Montanari ci spiega subito che seppur a prima occhiata l’Euro 2 sembri sporcare di più, l’analisi dei suoi strumenti ci spiega che è l’Euro 4 a inquinare in maniera più pericolosa i nostri polmoni.

Io non metto in dubbio l’analisi del Dott. Montanari, è il suo lavoro, saprà farlo. Quello che vorrei dalle Iene e che sono anni che ormai chiediamo, è l’evitare sempre e comunque gli allarmismi basati sulle parole del singolo. Al termine del servizio presentano queste prove al ministro Del Rio, che già in apertura di servizio aveva detto di avere novità sui FAP, novità a cui non viene lasciato il minimo spazio, purtroppo. Si tratterebbe di uno studio del CNR, centro che onestamente reputo d’importanza superiore al laboratorio privato di Stefano Montanari, senza nulla togliere ai suoi macchinari. Non sarebbe forse stato più giornalistico a quel punto andare allo stesso CNR e chiedere di visionare i risultati del loro studio? Compararli fra di loro, per poter dare alla fine del servizio un messaggio più verificato all’utente finale, il telespettatore?

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Io credo di sì, ma le Iene, come cerco da tempo di spiegare, non fanno informazione, ma infotainment, ovvero intrattenimento + informazione, facessero sempre vero giornalismo perderebbero buona parte del loro pubblico, che alla fine è lo stesso che FAI GIRARE PRIMA CHE CENSURINO!1!!

Spero che alla vicenda sia dedicata una seconda puntata che ci racconti quali sono i risultati a cui è giunto il CNR, e che magari venga spiegato che il metodo scientifico vorrebbe che quando si presentano i risultati di uno studio, anche se circoscritto come in questo caso, lo si facesse spiegando attentamente come sono stati raccolti i campioni, in che condizioni, in che ambiente… magari andrebbero rifatte le stesse prove usando un secondo e un terzo laboratorio per vedere se i risultati sono o meno comparabili fra loro. O almeno rifare lo stesso test con più vetture usando la stessa metodologia. E invece nulla, la parola di un dottore in farmacia vale come quella del CNR italiano, e così viene data in pasto al pubblico generalista, se non addirittura considerata più importante dato che il tempo messo a disposizione per parlare dei risultati del CNR è stato tristemente non sufficiente. Poi ci si domanda perché i cervelli scappano da questo paese.

Peccato, perché Le Iene con alcuni servizi nelle ultime settimane sembravano aver capito qualcosa dai loro sbagli del passato, ma queste cadute di stile purtroppo ci mostrano come alla fine il sensazionalismo sia l’unica merce che paghi in termini di ascolto e incassi pubblicitari.

Esiste uno studio già pubblicato del 2012, studio che potrebbe essere ormai sorpassato da quello del CNR di cui però non ho trovato finora traccia. Per i curiosi quello del 2012 lo trovate pubblicato qui.

Non credo sia necessario aggiungere altro, speriamo arrivi presto un approfondimento.

maicolengel at butac.it

Giusto per completezza si era parlato di nanoparticelle e Stefano Montanari anche in altre occasioni qui su Butac.

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Ma a proposito di dottori e rigenerazioni…