Nessun giornale ne parla…

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…quando forse sarebbe il caso farlo, ma evidentemente non c’è interesse nel fare informazione, quella vera.

Di cosa cavolo sto parlando?

Ma dello scandalo che coinvolge l’ambasciatore americano in Olanda, causato dalle sue dichiarazioni in alcune interviste. Partiamo dall’inizio, Pete Hoekstra è un politico americano, olandese di nascita, che vive negli Stati Uniti da quando era bambino. Ha partecipato a elezioni americane ed è stato a capo del Comitato permanente sulle Intelligence americane, l’House Intelligence Committee, ovvero il comitato che ha il compito di verificare l’operatività e il comportamento delle agenzie di intelligence. Non proprio uno nato ieri. No, Hoekstra è un politico che sa come muoversi, e difatti dopo aver presieduto quel comitato interno al governo americano ha prima provato a diventare governatore del Michigan, dove ha perso al ballottaggio, per poi farsi dare l’incarico di ambasciatore nei Paesi Bassi. Incarico ricevuto a cavallo del 2016/17 dall’amministrazione Trump.

Voi direte, ma a noi cosa ci importa di un politico americano olandese di nascita? State calmi, trattenete l’impazienza, ci arriviamo.

Le No Go Zones

L’ambasciatore, durante un dibattito di fronte alla stampa americana, ha sostenuto che esistano in Olanda zone dove la polizia non mette piede in quanto in mano agli islamici, e dove vige la legge della Shariah.

The Islamic Movement has got to a point where they have put Europe into chaos. Choas in the Netherlands, there are cars being burned, politicians are being burned, and yes there are No Go Zones in the Netherlands.

Essendo l’ambasciatore americano per l’Olanda ovviamente ha una sua credibilità, specie se si considera che precedentemente è stato a capo di un comitato che si occupava di intelligence. A nessuno verrebbe in mente di mettere in dubbio le parole di un ambasciatore, specie se è anche originario dell’area di cui si sta occupando al momento. Ma ovviamente voi che leggete BUTAC e siete europei come me siete caduti dalle nuvole. A parte “testate” come ImolaOggi, Breitbart, Voxnews solo i fuffari sostengono le fòle di aree in mano agli islamici in Europa, al punto da non essere più sotto il controllo della polizia. Si tratta di classica disinformazione fatta circolare per supportare lo storytelling che vuole l’Europa fuori controllo. Disinformazione che parla alle pance di chi gli islamici li odia e li ritiene causa dei mali del mondo. Disinformazione che viene diffusa da anni, ma che non dovrebbe venire raccontata da un politico di quel rango.

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Sbugiardato

A dicembre 2017 Hoekstra è stato sbugiardato, pubblicamente, per merito di un giornalista olandese, che scrive:

La cosa triste è che in prima battuta Hoekstra ha negato, sostenendo che l’accusa che gli rivolgeva il giornalista olandese fosse falsa, fosse una fake news. Come potete sentire nel video qui sopra di fake ci sono solo le parole di Hoekstra che ovviamente non si è scusato delle falsità pronunciate. La cosa “curiosa” è che Hoekstra prima ha sostenuto di non avere mai detto quelle cose, definendo la notizia fake news, poi quando gli è stato mostrato il video dove quelle cose le aveva dette ha sostenuto di non aver mai detto che la notizia fosse fake news, insomma come il marito trovato a letto con l’amante, l’unica difesa è negare anche di fronte all’evidenza.

Concludendo

Come mai in Italia di questa storia non si fa cenno sui giornali? Non lo so, io onestamente ritengo che sia un episodio emblematico di come una certa politica internazionale stia cercando di manipolare la percezione della realtà che ci circonda. Che sia per interessi personali o perché spinti da altri soggetti politici non è compito mio indagarlo, ma sarebbe importante che qualcuno lo facesse. A chi fa gioco che gli americani credano che l’Europa sia in mano agli islamici, con zone così pericolose che nemmeno la polizia ci mette piede? A chi fa comodo raccontare di scontri dove viene dato fuoco ai politici? Storie che forse qualche giornalista, di quelli veri, col tesserino, dovrebbe provare a raccontare, non un piccolo blogger come me.

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maicolengel at butac punto it

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