DROGA

Come ci racconta anche Vice, qualche giorno fa il TG Rai edizione Piemonte ha lanciato uno scoop preoccupante:

THC è una nuova droga dagli effetti tremendi e si insinua tra gli adolescenti: allarme da una ricerca della ASL.

Una storia brutta, una storia di droga: c’è una nuova droga che si è affacciata sul territorio piemontese, e si chiama THC, una nuova sostanza stupefacente con effetti molto pericolosi. Secondo una ricerca dell’Azienda Sanitaria Torino 2 si sta diffondendo soprattutto tra gli adolescenti.

Così introduce il presentatore il servizio di Federica Burbatti, che rincara la dose:

I dati, presentati dall’ASL Torino 2, dipartimento delle dipendenze, sono preoccupanti: più di 67.000 ragazzi tra i 15 e i 19 anni in Piemonte hanno assunto, oltre alla marijuana, la THC, una sostanza psicoattiva contenuta nelle infiorescenze della pianta di cannabis che ha effetti 10.000 volte superiori alla tradizionale marijuana. I ragazzi la utilizzano per gli stati d’ansia, per dimagrire o per dormire. Facile reperirla, si trova su strada e anche su internet; negli ultimi dodici mesi, secondo l’indagine, alcuni giovani hanno dovuto alle cure psichiatriche dell’ASL To2, settore dipendenze.

Nel resto del servizio si fanno parlare medici e responsabili dell’ASL che però non si riferiscono a nessuna nuova droga, né parlano di THC ma semplicemente di cannabis. Come mai?

Il servizio si conclude così:

La procura, che prende in carico le segnalazioni dei casi più gravi, evidenzia come il recupero, attraverso la comunità e l’affidamento, stia dando preziosi frutti, così come la prevenzione nelle scuole. Un dato sconcerta, però: alcune ragazzine, per procurarsi la marijuana, si sono prostituite.

Al momento voglio fare la persona seria e non so se ridere o se piangere, ma mentre guardavo il servizio confesso di aver riso tantissimo.

La prima cosa che ho pensato appena sono riuscita a riprendere fiato è quel meraviglioso video del compianto Marco Pannella che in diretta TV regala una panetta di hashish ad Alda D’Eusanio (la scena finale di lui che se ne va e la Alda che lo segue sventolando due etti di fumo, a parere di chi scrive, è la scena migliore della storia della televisione italiana, paragonabile solo a Mike Bongiorno che cazzia una concorrente fino allo svenimento, alla Bonaccorti che becca la giocatrice truffaldina a Non è la Rai o a Iva Zanicchi che fa la cacca dietro un divano… ma vince comunque a mani basse). Potete essere d’accordo o no che si tratti di un gesto di civiltà, ma io ci vedo principalmente un tentativo di mettere di fronte le masse a una problematica che ignorano e che le spinge, per ignoranza, a sopra o sottovalutare i problemi reali che vi sono connessi. E l’ignoranza è esattamente quello che ha spinto i redattori del TG regionale del Piemonte a realizzare un servizio così disinformativo e dannoso.

Il motivo per cui stavo ridendo è molto semplice: non esiste nessuna nuova droga che si chiama THC. Il THC è uno dei principi attivi contenuti nella cannabis, ed è notizia di dominio piuttosto pubblico, dato che viene usato anche nei medicinali:

È una sostanza psicotropa prodotta dai fiori di cannabis, può essere ingerito, comunemente fumato o inalato grazie ad un vaporizzatore, con proprietà antidolorifiche (Es: farmaci contenenti THC come il Sativex o il Bedrocan sono usati per il trattamento del dolore), euforizzante, antinausea, antiemetiche, anticinetosico, stimolante l’appetito, che abbassa la pressione endooculare, ed è capace di abbassare l’aggressività.

L’intero corpus delle informazioni date nel servizio può essere ribattuta punto per punto e contiene una serie di falsità che vanno dall’inesattezza all’atrocità completa. Vado a confutare le maggiori, utilizzando esclusivamente la pagina di Wikipedia dedicata al THC e poco altro, per dimostrarvi quanto poco ci sarebbe voluto a un giornalista per verificare le informazioni che stava per diffondere in un telegiornale della televisione pubblica.

THC è una nuova droga dagli effetti tremendi e si insinua tra gli adolescenti: il THC è una sostanza psicotropa contenuta nella cannabis. Si può dire che il THC sia il motivo principale per cui la cannabis è usata per scopi ricreativi grazie ai suoi effetti rilassanti ed euforizzanti. Ma come detto sopra, il THC è utile per altri scopi, soprattutto medici. Si usa ad esempio nel trattamento della sclerosi multipla grazie al suo effetto miorilassante, per varie terapie del dolore e per la stimolazione dell’appetito.

Una nuova droga che si è affacciata sul territorio piemontese: dice Wikipedia che “essa è stata per migliaia di anni un’importante pianta medicinale, fino all’arrivo del proibizionismo.” Ma quelli del TGR Piemonte l’hanno saputo adesso, a quanto pare.

Una nuova sostanza stupefacente con effetti molto pericolosi: detta così la notizia diventa allarmismo puro. Il dibattito sugli effetti dell’uso continuato della cannabis è ancora aperto e si scontra soprattutto con giudizi di carattere etico e legale senza riuscire ad assestarsi sulla scienza pura (la D’Eusanio che dice “Beh io non sono comunque d’accordo” a Pannella che le sta spiegando quali sarebbero i benefici economici e di contrasto alla criminalità organizzata della legalizzazione delle droghe leggere è un buon esempio). In questo caso, comunque, se si afferma che gli effetti sono molto pericolosi sarebbe il caso di informare il pubblico su quali sono e quali studi lo hanno dimostrato. Invece, ovviamente, niente.

Più di 67.000 ragazzi tra i 15 e i 19 anni in Piemonte hanno assunto, oltre alla marijuana, la THC: questo è il punto che mi ha fatto più ridere. Puntualizzare oltre alla marijuana dimostra una totale incompetenza sull’argomento e soprattutto che non è stato fatto nemmeno un veloce controllo su Google. “Se non sai di cosa stai parlando stai zitto” è sempre un buon consiglio, certo capisco che se bisogna per forza parlare per portare a casa la pagnotta possa essere un problema, ma non capisco questi giornalisti che non sentono minimamente la responsabilità del fatto di parlare a un telegiornale della televisione pubblica; cinque minuti di fact checking non mi sembrano proprio un contrappasso sproporzionato dato che fa parte del lavoro per cui vieni pagato e che oltretutto stai dando un servizio pubblico che può portare a scene come questa:

Una mattina mi chiama mia zia (parentela di fantasia) in lacrime per raccontarmi che è arrivata una lettera del Ser.T (Servizi delle Tossicodipendenze) a nome di mio cugino (parentela di fantasia) che viene invitato a recarsi presso la loro sede per un colloquio con l’assistente sociale in seguito alla sua identificazione come possibile tossicodipendente ed eventuale terapia di disintossicazione. Due ore dopo, riuscita a calmare mia zia, riesco a farmi leggere con precisione la lettera in cui si indicava mio cugino come possessore di grammi 0.8 di hashish al momento di un normale controllo dei Carabinieri, il colloquio con l’assistente sociale serviva ovviamente per verificare la sua situazione generale al termine del quale non c’è stato nemmeno un esame delle urine. A cosa mi sono servite quelle due ore di telefonata? A calmare mia zia, spiegarle la differenza tra droghe leggere e pesanti e cercare di farle capire che il fatto che una sostanza sia illegale non la rende più dannosa di una legale, come ad esempio l’alcol.

Diffondere questo tipo di informazioni, aggiungendo ignoranza all’ignoranza, non è un servizio pubblico. Di certo a me non state facendo un gran servizio: la prossima volta che fermano mio cugino con due canne la volete sentire mia zia.

Il THC è una sostanza psicoattiva contenuta nelle infiorescenze della pianta di cannabis che ha effetti 10.000 volte superiori alla tradizionale marijuana: ok, qui secondo me è dove vi siete confusi. Convinti che il THC fosse una cosa diversa dalla cannabis e non una cosa CONTENUTA NELLA cannabis, vi sono mancate le basi. Il THC puro forse può avere effetti 10.000 volte superiori alla “tradizionale marijuana” (anche se il numero mi pare molto campato in aria, e chiunque abbia fumato una canna si starà in questo momento chiedendo come potrebbe essere l’effetto moltiplicato per diecimila), nel senso che il THC puro è 10.000 volte più concentrato del principio attivo che si trova nella cannabis, ma non si trova il THC isolato ed acquistabile, proprio perché cosa penseremmo mai di farci? Di fumarlo? Il principio attivo una volta estratto (con strumenti appositi in ambienti appositi) deve essere lavorato in maniera adeguata all’utilizzo che vogliamo farne. Ma sto usando il plurale majestatis solo per semplificare, perché io, anche volendo, non potrei farlo.

Nella cannabis il THC si verifica principalmente come acido carbossilico tetraidrocannabinolo (THC-COOH). La condensazione enzimatica del geranil pirofosfato e dell’acido olivetolico genera tetraidrocannabivarina, il quale è ciclizzato dall’enzima acido sintasi THC per dare THC-COOH. Il calore decarbossila l’acido in THC.

Facile, no? Adesso voi che non avete nemmeno capito che una cosa che sta in un’altra cosa non è una cosa diversa da un’altra cosa mi spiegate, leggendo queste tre righe sopra, come si fa a togliere la cosa contenuta nella cosa dalla cosa che la contiene e poi provate a fumarla. Fatemi sapere.

I ragazzi la utilizzano per gli stati d’ansia, per dimagrire o per dormire: per gli stati d’ansia e per dormire, non ho dubbi. Lo usano i ragazzi ma anche gli adulti che hanno problemi di questo genere e che hanno deciso, per propria scelta o del proprio medico, di non ricorrere ad altri tipi di farmaci. Il principio attivo, il THC per l’appunto, è riconosciuto come estremamente efficace per questi problemi (viene prescritto perfino per l’epilessia). Quello che davvero non riusciamo a capire qui da noi (e infatti siamo indietro come poche altre nazioni al mondo, forse nessuna, per l’utilizzo della marijuana terapeutica: fino a pochissimo tempo fa nemmeno la si coltivava sul suolo italiano, la compravamo all’estero imponendo ai malati che vi si curavano attese ingiustificate ed estremamente dannose per le terapie seguite) è che la legalità o illegalità di una sostanza non diminuisce o aumenta la sua efficacia in determinate situazioni, e che privare della libertà di scelta in queste situazioni porta solo all’incremento della criminalità, non a una diminuzione sensibile dell’utilizzo. Come gli sventolatissimi benefici del proverbiale mezzo bicchiere di vino giornaliero non sono scomparsi durante il proibizionismo, una pianta dagli indubbi e molteplici benefici non ha smesso di avere tali benefici dal momento in cui è stata resa illegale: semplicemente, questi benefici sono stati messi in dubbio dopo secoli di onorato utilizzo in modo che non cominciassimo a chiederci Perché mai è illegale?

Ma dimagrire, gente? Usare la cannabis, la marijuana, il THC o un qualsiasi loro derivato o lontanissimo parente per farsi passare la fame è una cosa così stupida che non si può fare altro che riderne. Perché la fame derivata da esse è proverbiale, viene chiamata fame chimica e anche le nonne la conoscono.

Facile reperirla, si trova su strada e anche su internet: facile da reperire il THC? Il THC puro che stona diecimila volte più dell’erba? Facile? Dove?

Negli ultimi dodici mesi, secondo l’indagine, alcuni giovani hanno dovuto essere affidati alle cure psichiatriche dell’ASL To2, settore dipendenze: questa frase senza dati, senza fonti, senza informazioni più specifiche può voler dire tutto e niente. Provate a togliere le sigarette a mia madre per un paio d’ore, poi mi dite se non avete chiamato il 118 per un TSO.

La procura, che prende in carico le segnalazioni dei casi più gravi, evidenzia come il recupero, attraverso la comunità e l’affidamento, stia dando preziosi frutti così come la prevenzione nelle scuole: anche qui non vengono forniti ulteriori dati, né ci viene spiegato quali siano questi casi più gravi e come vengano identificati come tali. Spero solo che la prevenzione nelle scuole non venga fatta in questo modo.

Un dato sconcerta, però: alcune ragazzine, per procurarsi la marijuana, si sono prostituite: alcune ragazzine si sono prostituite per avere ricariche telefoniche, però non mi pare che si sia data la colpa alla Wind. Ma in questa frase, come tra le righe nel resto del servizio, si capisce che chi ha scritto, ideato e montato questo scempio del giornalismo per primo non ha idea di quello di cui sta parlando e alterna cannabis, marijuana e THC come se fossero sinonimi, pur con quel riferimento alla NUOVA DROGA nel titolo. E dopotutto, cosa si sarebbe potuto dire in un servizio del genere riferito alla “tradizionale marijuana”? Che molti ragazzi l’hanno provata? Che qualcuno di loro è stato preso in cura per una tossicodipendenza? Sarebbe stato interessante casomai capire cosa sia successo a questi ragazzi, perché si sia ritenuto necessario mandarne altri in comunità, oppure spiegare come funzionano i servizi per le tossicodipendenze, o fare prevenzione seria.

Ma si sa che in Italia questo tipo di giornalismo non interessa, se non c’è qualcosa di strillato non vale la pena seguire il TG, e i giornalisti si sono tristemente adeguati in brevissimo tempo. Non si salva nemmeno quello che dovrebbe essere un servizio pubblico pagato dalle nostre tasse, ovvero la RAI, che in questo periodo non è alla sua prima prova di come si fa cattiva informazione in tv.

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