È stato un weekend infuocato sui social network: venerdì è stato approvato il Decreto legge che reintroduce l’obbligatorietà vaccinale. Se ne parlava da giorni: un braccio di ferro tra la ministra Lorenzin e la ministra Fedeli sull’estensione dell’età e di conseguenza del grado scolastico; la nascita di petizioni su change.org per dichiarare incostituzionale l’obbligatorietà; farmacisti che rantolavano incazzosi sui loro blog; gruppi di mamme informate su Facebook che si infuriano nemmeno gli avessero detto che il loro “scarrafone” assomiglia a Quasimodo… Insomma ancora prima che il decreto fosse approvato, gli antivaccinisti erano più attivi e antivaccinisti del solito. Immaginatevi dopo aver saputo che per poter iscrivere il proprio figlio agli asili nido e alle scuole d’infanzia pubbliche e private sarà necessario esibire il libretto delle vaccinazioni. Per mia fortuna ho degnato davvero poco i social in questo weekend altrimenti avrei fatto una strage… virtuale ovviamente.

Ma non voglio parlarvi degli antivaccinisti, di loro ormai sapete tutto. Voglio parlarvi del decreto e delle novità che introduce, anche se ci hanno già pensato altri prima di me; ma repetita juvant.

Innanzitutto, perché un decreto legge?

Un decreto-legge nell’ordinamento giuridico italiano, è un atto normativo di carattere provvisorio avente forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità e urgenza dal Governo, ai sensi dell’art. 77 e 72 della Costituzione della Repubblica Italiana. Entra in vigore immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, ma gli effetti prodotti sono provvisori, perché i decreti-legge perdono efficacia se il Parlamento non li converte in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione.

Quindi entro 60 giorni dovranno convertirlo in legge, altrimenti decadrà ancora prima di essere applicato. Vuol dire che siamo in stato di emergenza? Come ha detto il Presidente del Consiglio Gentiloni:

“Si tratta di un decreto perché si è constatato che la mancanza di misure appropriate nel corso degli anni e il diffondersi negli ultimi mesi di teorie anti scientifiche che ha portato abbassamento della protezione. Non siamo in uno stato di emergenza ma preoccupazione alla quale vogliamo rispondere. Decreto anche perché negli ultimi mesi dopo diverse prese di posizione di diverse regioni su questo punto, sentiamo dovere e esigenza di dare indirizzi generali.”

Emergenza vera e propria no, ma preoccupazione e allerta sì: dal 1° gennaio al 16 maggio 2017 in Italia sono stati segnalati 2.395 casi di morbillo, poiché la copertura vaccinale per il morbillo è bassa, solo l’85,29%, 10 punti in meno rispetto alla soglia di sicurezza fissata dall’OMS. Soglia che l’Italia non raggiunge per nessun vaccino. Cercare di prevenire epidemie e danni permanenti mi sembra il minimo che si possa fare.

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I vaccini obbligatori passano da 4 a 12 su tutto il territorio nazionale, mentre prima alcuni lo erano soltanto in certe regioni:

  • anti-poliomelitica;
  • anti-difterica;
  • anti-tetanica;
  • anti-epatite B;
  • anti-pertosse;
  • anti Haemophilusinfluenzae tipo B;
  • anti-meningococcica B;
  • anti-meningococcica C;
  • anti-morbillo;
  • anti-rosolia;
  • anti-parotite;
  • anti-varicella.

Siccome i vaccini rientrano nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) sono gratuiti per tutti i nati a partire dal 1° gennaio 2017. Anzi, nei LEA viene incluso un tredicesimo vaccino: quello contro il rotavirus.

Le misure del decreto entreranno in vigore a partire dal prossimo anno scolastico:

All’iscrizione presso qualunque istituto, cioè da 0 a 16 anni, bisognerà presentare il libretto vaccinale. Se non è in regola con le vaccinazioni o si è in lista di attesa, la scuola deve riferire all’Asl, questa chiama la famiglia, gli dà un tot di giorni per vaccinare. Se questo non avviene, scatterà una sanzione molto elevata. Che per chi non è in regola si ripeterà ogni anno.

Qui potete trovare tutte le sanzioni previste dal decreto. Non sono proprio bazzecole.

Gli antivaccinisti più convinti gridano già all’anticostituzionalità del decreto e, pur essendo spesso anche anti-europeisti, prendono a esempio Stati della UE dove gli obblighi non esistono. Mi spiace per loro ma, nonostante spesso i nostri politici si siano rivelati degli emeriti incapaci/mangia pane a sbafo/legiferatori ad personam e ad minchiam, questa volta non hanno sbagliato: il decreto non è anticostituzionale.

ART. 32

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. […]

In molti paesi della UE le coperture vaccinali non sono in calo per cui l’immunità di gregge non è a rischio, le persone si vaccinano e vaccinano serenamente i propri figli anche senza essere obbligati, anzi probabilmente grati di potersi proteggere da molte malattie in maniera sicura e gratuita, quindi non c’è bisogno di correre ai ripari. Ma solo pochi anni fa in UK è stata presa una contromisura simile per arginare un’epidemia di morbillo (guarda caso in seguito alla pubblicazione dello studio, poi ritirato, dell’ex dottor Andrew Wakefield, colui che per i soldi dei risarcimenti ha inventato di sana pianta, e abusando di bambini senza il consenso dei genitori, la correlazione tra vaccini e autismo che tutt’oggi mamme informate e medici cialtroni sostengono, ritenendo Wakefield un martire):

Da qui la campagna di vaccinazione per un target di minorenni fra i 10 e i 16 anni, con l’obiettivo di arginare la «minaccia crescente». Circa un milione di ragazzi di questa fascia d’età non sarebbero immunizzati contro la malattia: è la generazione su cui l'”assenteismo vaccinale” ha pesato di più, per via della nota ricerca, poi screditata, che gettava ombre sul vaccino anti-morbillo ipotizzando un collegamento con l’autismo.

Quindi tranquille, mamme informate, che anche nel resto della UE tengono monitorate le coperture vaccinali e se non aveste dato retta a certe stronzate megagalattiche, probabilmente anche in Italia non ci sarebbe stato bisogno di obbligarvi a vaccinare i vostri figli e nemmeno di avviare una campagna straordinaria di sensibilizzazione:

a decorrere dal 1° giugno 2017 il Ministero della salute avvia una campagna straordinaria di sensibilizzazione per la popolazione sull’importanza delle vaccinazioni per la tutela della salute.  Nell’ambito della campagna, il Ministero della salute e il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca promuovono, dall’anno scolastico 2017/2018, iniziative di formazione del personale docente ed educativo e di educazione delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti sui temi della prevenzione sanitaria e in particolare delle vaccinazioni, anche con il coinvolgimento delle associazioni dei genitori.

E a chi se ne esce commentando che tutto ciò è stato fatto per far guadagnare Big Pharma consiglio la seguente riflessione: le case farmaceutiche guadagnano di più vendendo un vaccino che si somministra una volta, due o al massimo in tre dosi, o i farmaci per curare effetti collaterali e strascichi lasciati, talvolta a vita, da certe malattie? Attendiamo risposte (magari argomentate).

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