Olio di palma, qualche precisazione in più

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Onestamente non ritengo che ci sia molto da aggiungere all’ottimo articolo di Noemi sull’olio di palma che trovate su Butac da un anno.

Ma la notizia che sta facendo il giro del paese da ieri è di quelle che vanno spiegate, perché di giornalisti che s’impegnano veramente a fare il proprio mestiere ne vediamo davvero pochi. I titoloni sono come sempre allarmistici:

ATTENZIONE ALL’OLIO DI PALMA: TOSSICO E CANCEROGENO. ALLARME DELL’AGENZIA PER SICUREZZA ALIMENTARE

Così RaiNews, ma lo stesso tono sensazionalistico lo possiamo trovare in quasi tutte le testate dove a scrivere gli articoli hanno messo soggetti che a fatica sanno tradurre dall’inglese e a cui non viene richiesto nessun approfondimento.

L’Efsa ha valutato i rischi per la salute pubblica derivanti dalle sostanze: glicidil esteri degli acidi grassi (GE), 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), e 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e loro esteri degli acidi grassi. Le sostanze si formano durante le lavorazioni alimentari, in particolare quando gli oli vegetali vengono raffinati ad alte temperature (circa 200 gradi). I piu’ elevati livelli di GE, come pure di 3-MCPD e 2-MCPD (compresi gli esteri) sono stati rinvenuti in oli di palma e grassi di palma, seguiti da altri oli e grassi.

Peccato che pochi riportino per intero quanto si trova sul sito dell’EFSA e quasi nessuno linki il sunto dello studio:

Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui contaminanti nella catena alimentare (CONTAM) ha esaminato le informazioni sulla tossicità del glicidolo (composto precursore dei GE) per valutare il rischio dai GE, ipotizzando una conversione completa degli esteri in glicidolo dopo l’ingestione.

La dott.ssa Helle Knutsen, presidente del gruppo CONTAM, ha detto: “Ci sono evidenze sufficienti che il glicidolo sia genotossico e cancerogeno, pertanto il gruppo CONTAM non ha stabilito un livello di sicurezza per i GE”.

Nel valutare le sostanze genotossiche e cancerogene che sono presenti accidentalmente nella catena alimentare, l’EFSA calcola un cosiddetto ‘margine di esposizione’ per i consumatori. In generale, maggiore è il margine di esposizione, più basso è il livello di preoccupazione per i consumatori.

Il gruppo ha concluso che i GE sono un potenziale problema di salute per tutte le fasce d’età più basse e mediamente esposte, nonché per i consumatori di tutte le età che risultino fortemente esposti.

L’esposizione ai GE dei bambini che consumino esclusivamente alimenti per lattanti costituisce motivo di particolare preoccupazione, in quanto è fino a dieci volte quella che sarebbero considerata di lieve preoccupazione per la salute pubblica”, ha detto la dott.ssa Knutsen.

Quindi lo studio non è sull’olio di palma, ma sul contenuto di glicidil esteri degli acidi grassi (GE) negli alimenti, con una particolare attenzione a quelli consumati dai bambini. E le conclusioni non sono diverse da quanto spiegava Noemi:

L’olio di palma è un grasso saturo. Generalmente gli oli vegetali sono grassi insaturi, ovvero quelli che non fanno aumentare il “colesterolo cattivo” ma solo quello “buono” (qui ve lo spiega Wikipedia). I grassi saturi, principalmente grassi animali (come il burro, per intenderci) fanno aumentare invece il cosiddetto “colesterolo cattivo”. L’olio di palma è un grasso saturo, il che lo accomuna, in quanto a effetti sull’organismo, più o meno al burro.

Purtroppo questo non viene spiegato quasi da nessun giornale,  al massimo viene menzionata la margarina, perché l’intento è molto chiaro, non fare giornalismo o divulgazione, ma passare i soliti comunicati stampa di associazioni come il Fatto Alimentare, protezionistiche non del consumatore ma del prodotto italiano, nulla più.

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Lo dimostra la raccolta firme lanciata dagli stessi del FA per eliminare l’olio di palma dai prodotti per bambini, senza rassicurazione alcuna su cosa verrà usato al suo posto. E basta entrare in qualsiasi gruppo di mamme per accorgersi che tante sono convinte che l’olio di palma sia il demonio, basta che non ci sia quello e qualsiasi merendina va bene per darla ai propri bimbi.

E questo sappiatelo è sbagliato, anzi ad esser onesti è una piccola truffa. Perché nessuno vi spiega che il quantitativo di grassi saturi presenti nell’olio di palma è inferiore a quello che troviamo nel burro, o nell’olio di cocco per fare due esempi. Ed esiste uno studio del 2011 pubblicato sul British Medical Journal che ci spiega che non è proprio corretta la sostituzione dell’olio di palma con l’olio di semi.

It is true that unsaturated fats can reduce cholesterol levels but this is of no benefit. A graph of total cholesterol against all cause mortality is u-shaped with a low point at about 6.0 mmol/l. The reduction in cholesterol is due to a reduction in large fluffy LDL particles which are harmless. Small dense LDL particles are increased and these are  harmful. There are increasing rates of cancer as the cholesterol level falls below 6.0 mmol/l.

Quindi ha ragione l’EFSA o il BMJ? Entrambi mi viene da dire, perché alla fine non dicono cose opposte, tra le righe spiegano che le uniche vere regole siano MODERAZIONE e VARIETÀ, e ovviamente usare il meno possibile i prodotti confezionati. Ma i giornali devono vendere spazi pubblicitari ad aziende che hanno fatto dell’eliminazione dell’olio di palma dai loro prodotti un vanto, e quindi zitti zitti evitiamo di spiegare queste cose, continuiamo a fare allarmismo e sensazionalismo, invece di informare correttamente i lettori.

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La cosa che mi ha dato più fastidio è che pochissimi hanno evidenziato la frase dell’EFSA più importante ve la riporto se non avete fatto lo sforzo di clikkare sul link:

La disamina del gruppo ha messo in luce che i livelli di GE negli oli e grassi di palma si sono dimezzati tra il 2010 e il 2015, grazie alle misure volontarie adottate dai produttori. Ciò ha contribuito a un calo importante dell’esposizione dei consumatori a dette sostanze.

Quindi i livelli dei GE nell’olio di palma in 5 anni sono DIMEZZATI. Mentre nel burro sono gli stessi di sempre.

Non fatevi fregare da giornalisti troppo svelti, andate sempre a leggere tutto, fino in fondo. E smettiamo di demonizzare questo in favore di quello, mangiare un po’ di tutto con moderazione non fa male, è il fissarsi che ci rovina.

E ricordate sempre, mangiare tante verdure e tanta frutta e fare del movimento sono le parole chiave (insieme a moderazione) per tenersi in forma.

maicolengel at butac.it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.