I parabeni, il cancro al seno e la lotta alle fake news

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Una delle pagine che ci attacca da tempo è Presa di Coscienza, pagina aperta poco dopo un nostro attacco pesante a gente che spacciava truffe su larga scala.  Da allora cercano in ogni modo di screditare Butac e colleghi. Chi di voi ci legge spesso l’avrà vista linkata qualche volta; oggi, per merito di qualche segnalazione vorrei che mi accompagnaste in una sbufalata doppia. Da un lato trattiamo un argomento che, per l’appunto, mi avete segnalato in tanti:

Il 99% dei tessuti di cancro al seno contengono parabeni!

Articolo che ha due anni, e che in parte avevamo già trattato all’epoca.

Dall’altra parte vedremo come un sito come Presa di Coscienza disinforma i propri (pochi) lettori.

Innanzitutto vorrei che aveste tutti ben presente che gli studi che vengono riportati dall’articolo originale (su Dionidream) vengono dal “dottor” Mercola, un personaggio che su Butac abbiamo già trattato e che in generale è noto per esser considerato dalla comunità scientifica internazionale un mistificatore della scienza, un soggetto che per proprio personale tornaconto è disposto a dire tutto e il contrario di tutto in base a quale sia il suo interesse del momento, il classico paraculo.

Cosa ci raccontava Dionidream?

Lo studio ha esaminato 40 donne che erano state trattate per cancro al seno al primo stadio. I parabeni sono ingredienti chimici con proprietà simil-estrogene, e l’estrogeno è uno degli ormoni coinvolti nello sviluppo del cancro al seno.

La fonte del parabene non può essere identificata, ma il parabene è stato trovato anche in 7 pazienti su 40 che affermavano di non aver mai usato prodotti sotto le ascelle nella propria vita”.

Lo studio di cui si parla risale al 2012 ed è stato effettuato su 40 donne, un campione decisamente piccolo, ma è vero che esiste, nessuno lo mette in dubbio. Peccato che nel mio articolo del 2014 pur non facendo riferimento al testo di Mercola pubblicato su Dionidream linkavo la pagina dell’American Cancer Society dedicata all’argomento, pagina che, come succede sui siti validi, è stata aggiornata da allora, l’ultima volta il 14 ottobre 2014 (quindi due anni dopo lo studio citato da Mercola) e riporta questo:

Do antiperspirants increase a person’s risk of breast cancer?

There are no strong epidemiologic studies in the medical literature that link breast cancer risk and antiperspirant use, and very little scientific evidence to support this claim.

Che tradotto:

Gli antitraspiranti aumentano il rischio di una persona di cancro al seno?

Non ci sono forti evidenze epidemiologiche nella letteratura medica che colleghino il rischio di cancro al seno con l’uso degli antitraspiranti, e davvero poche prove scientifiche a sostegno di questa affermazione.

L’affermazione si riferisce a una ricerca del 2002, quindi vecchia, ma è stata riconfermata anche nel 2014 dopo aver valutato anche lo studio di cui Mercola parla. È vero che sono in tanti a fare allarmismo su questa questione e non vi sto dicendo che sia totalmente falsa, ma riporto quello che una delle associazioni più importanti al mondo nella lotta contro il cancro spiega. Ad oggi le evidenze che colleghino l’uso degli antitraspiranti con il cancro al seno sono debolissime, checché ne dica Mercola.

Ma vediamo quello che m’interessava di più. Nel 2014 io non parlavo di Mercola o di Dionidream, ma trattavo l’argomento partendo da una storia vecchissima:

Circolava con l’immagine che vedete qui sopra e parlava di un documento mandato dal centro anti tumori di Aviano, nessun collegamento con Mercola. Presa di Coscienza (che evidentemente è gestita da incoscienti) per denigrare BUTAC ha deciso di dare a intendere ai propri lettori che il nostro articolo si riferisse a Dionidream e allo studio di Mercola e ha scritto un articolo che dovrebbe “sbufalare la sbufalata”.

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Vediamo insieme come si sono posti:

Approfondiamo un articolo “controverso”: la pericolosità dei deodoranti per il cancro al seno

Secondo molte fonti è stato scoperto un collegamento tra il cancro al seno e l’uso dei deodoranti che contengono cloridato di alluminio e parabeni. Vengono citate le fonti e gli studi medici che sono stati fatti.

Secondo i siti antibufala è tutto falso, alcuni non si prendono nemmeno la briga di citare le fonti  dicendo a tutti di fidarsi di loro E BASTA (come bufale.net),  altri, come butac, sicuramente più scafati, citano studi medici che smentiscono la cosa.
In questo Case History analizziamo la risposa di Bufale un tanto al chilo, visto che Bufale.net non ha basi su cui discutere.

Come avete letto poco sopra l’affermazione “secondo i siti antibufala è tutto falso” è già di per sé una bufala, visto che io non vi ho detto che lo studio di Mercola è falso, o che i dati siano falsi, ma solo che con le evidenze raccolte fino a oggi il collegamento tra l’uso degli antitraspiranti e il cancro al seno è per ora NON provato. Le evidenze trovate sono troppo deboli per affermarlo. Ma Presa di Coscienza prevede che i suoi lettori siano troppo pigri o ignoranti per capire la differenza tra le due affermazioni. Nel mio articolo del 2013 da nessuna parte invito i lettori di BUTAC a fidarsi di noi, da nessuna parte uso la parola bufala ma spiego solo quelle che erano le analisi scientifiche pubblicate fino a quel momento. Analisi che risultano corrette anche oggi nel 2017, non essendoci novità.

Ma procediamo per vedere come questa gentaglia (non riesco a definire in altra maniera l’anonimo redattore di Presa di Coscienza) percula i proprio lettori.

Confrontiamo ora le fonti citate dai presunti allarmisti e dai presunti siti antibufala

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I deodoranti sono correlati al cancro al seno

US National Library of Medicine National Institutes of Health (versione archiviata)
Un articolo scritto dal Faculty of Medical Sciences, University of  Sri Lanka del 2011

I parabeni possono essere causa di cancro al seno (versione archiviata)
Articolo  cura di P. Darbre, Biomedical Sciences Section, School of Biological Sciences, Hopkins Building, University of Reading, Whiteknights, Reading RG6 6UB, UK. datato 2012
Parabeni possono dare origine a cellule tumorali (versione archiviata)
dei dottori Philippa D. Darbre, Philip W. Harvey del 2014

Deodoranti e cancro al seno
Articolo a cura dell‘Università Federico II di Napoli

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I deodoranti non sono correlati al cancro al seno

US National Library of Medicine National Institutes of Health (versione archiviata)
Un articolo scritto dal Department of Medicine, AI-Nahrain University, Baghdad, Iraq. del 2006

Anti traspiranti e rischio di cancro al seno
(versione archiviata)
Lungo articolo presente su cancer.org con riferimenti a studi effettuati nel 2003 

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Intanto vorrei che ci rendessimo tutti conto che i due articoli partivano da due notizie simili ma differenti, quindi è normale che ci troviamo di fronte a link e discussioni diverse, ma guardate i link che vengono attribuiti a BUTAC, nell’articolo originale io usavo nell’ordine di apparizione :
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Sei link contro i quattro che ci mostra Presa di Coscienza, sei link di cui uno, a differenza di quello che Presa di Coscienza sostiene, è stato aggiornato nel 2014.

Voi lo capite che vi stanno prendendo per il sedere, vero? Vi rendete conto che i soggetti che gestiscono questi siti stanno cercando di convincervi a fidarvi di loro così da truffarvi ancora un po’?

Purtroppo so che è così, che continuerete ad abbeverarvi alla fonte di questa gente, ma a volte spero che in qualcuno si risvegli un po’ di spirito critico e abbia il coraggio di chiedere: perché hanno creato una pagina come quella? Perché hanno messo a confronto due articoli che trattavano argomenti simili ma che non erano paragonabili? Perché hanno messo alcuni dei link da noi riportati nel 2014 e altri no? Perché non hanno evidenziato che le associazioni mediche mondiali non riconoscono ad oggi il collegamento che invece viene sostenuto da Mercola? Perché non hanno spiegato che gli studi che si fanno dal 1999 ad oggi non hanno dato evidenze valide?

Sono tutte domande a cui non risponderanno.

Lo so io e lo sapete voi.

Ma di loro anonimi truffatori citati e linkati solo da altri anonimi blog vi fidate… a me chiedete che titoli ho per parlare dell’argomento.

Ma non è complesso capire il perché i signori di Presa di Coscienza si atteggino così, siamo di fronte ad anonimi venditori di aria fritta, hanno aperto Presa di Coscienza con l’unico scopo di denigrare e diffamare in forma totalmente anonima i siti che fanno debunking, per cercare in qualche maniera una vendetta contro i tanti articoli che li attaccano. A me alla fine dei conti fa anche piacere, perché con il loro anonimato e i loro continui attacchi dimostrano che abbiamo colto nel segno, che abbiamo colpito il truffatore dove più gli fa male, nel portafoglio.

Speriamo di poter continuare.

Perché vedete, mentre loro dal loro anonimato si proteggono da querele e cause legali, noi purtroppo a parte denuncia contro anonimi non possiamo fare altro. La cosa più bella è quando arrivano i lettori di pagine come quella a lamentarsi del nostro anonimato, spinti appunto dagli admin stessi:

Butac sostiene che solo chi ha speso 3.99 euro per registrare un dominio può scrivere cose attendibili. Se il dominio non ce l’hai allora sei “anonimo”. Buffo notare, a proposito di anonimato, che gli autori  di butac sono: maicolengel, noemi, neil, perri, il ninth, dott pa e Thunderstruck. Nomi chiari e sopratutto “non anonimi” ….

Voi che ci leggete sapete bene che Michelangelo, Neil e Noemi sono nomi veri, e sapete anche i cognomi di tutti e tre, Da un po’ sapete anche chi è DottPA, che ultimamente si firma come Pietro Arina (ed è un medico, di quelli veri, non come gli amici di Presa di Coscienza). Non comprendere che la nostra lamentela non è legata ad aver pagato o meno un dominio, ma al diffondere fuffa del cacchio senza metterci nome e cognome, è abbastanza grave. Io quel dominio l’ho pagato, e il nome e cognome come sanno bene anche i giovani virgulti di PdC l’ho messo bene in chiaro. Loro?

Vedere plotoni di analfabeti digitali seguire questa gente è triste.

Siate scettici, siate diffidenti, sempre.

maicolengel at butac punto it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.