Tra ieri sera e stamattina siete in svariati ad avermi segnalato il posterino di una mostra, che viene evidentemente pubblicato da tanti indignati sui social.

Il poster è (era) decisamente semplice:

Il poster è (era) di una mostra che avrebbe dovuto essere inaugurata il 13 dicembre, mostra di disegni stilizzati ispirati a quella che si immagina sia la visione del sesso per un bambino. Non si trattava di una mostra per bambini, il titolo era chiaramente provocatorio, ma sullo stesso poster era chiaramente riportato il messaggio “Parental Advisory, explicit content”, messaggio che si trova anche su alcuni album musicali e su alcune confezioni di videogiochi.

Purtroppo evidentemente la cosa non è stata chiara per tutti, ed ecco post come questo circolare in rete:

UN ALTRO PASSO VERSO LO SDOGANAMENTO DELLA PEDOFILIA

A Milano, il 13 dicembre, verrà inaugurata una mostra il cui tema è il “PORNO PER BAMBINI”. Sì, avete letto bene, come potete vedere dalla locandina che allego. La mostra si basa sulle immagini esplicite contenute in un libro di un autore che vuole restare anonimo, presumibilmente un pedofilo che non vuole essere inquisito per promozione di contenuti pedopornografici, omosessuali e zoofili. La raccapricciante mostra è stata promossa dalla Santeria social club, e verrà ospitata nei locali dello stesso. Si tratta di un circolo culturale situato, guarda caso, di fronte al Campus universitario della Bocconi, che sforna la futura classe dirigente ammazzapopolo. Il circolo, che è occupa un area di 1000 mq, è costituito da vari locali, tra i quali un teatro, una sala riunioni, un bar e un atelier artistico, ed è frequentato dalla crema dell’università bocconiana.
Tornando alla ripugnante mostra, ho visto le immagini, alcuni delle quali allego sotto al post, e vi posso garantire che i contenuti sono esplicitamente pedopornografici, difficilmente digeribili per chi non ha un’anima nera ed irrecuperabilmente corrotta. E’ incredibile che nessuno tra le autorità pubbliche di Milano abbia emesso un monosillabo per condannare l’iniziativa promossa dal circolo. Imbarazzante persino il silenzio delle associazioni contro la pedofilia, che in Lombardia sono tante. E la società civile, le varie madamine di Torino, i militanti pro migrantes – ricordo che il mercato della pedopornografia abusa soprattutto di minori stranieri non accompagnati che sbarcano in Italia e molti dei quali spariscono nel nulla -, le femministe imbevute di ridicoli slogan quali “il corpo è mio e me lo gestisco io”, dove diamine sono? E la Chiesa? Già, è occupata ad occultare gli abusi pedofili che si consumano al suo interno.
Di questo passo tra 15-20 si arriverà, nel silenzio della società civile, allo legittimazione della pedofilia, che i porci del liberalismo progressista chiamano “sesso libero tra adulti e bambini”. Spiace essere una cassandra, ma io 5 anni fa avevo avvertito della deriva in atto rispetto alla questione della pedofilia, non più un tabù, un crimine da colpire senza pietà, ma oggi considerata una deviazione sessuale tutto sommato innocua.

Quanto sarebbe stato esibito nella mostra non aveva nulla a che vedere con la pedofilia, e non era qualcosa di indirizzato ai bambini.

LEGGI ANCHE:  Gian Marco Saolini, Marco Staone, Marco Corrosa ecc. ecc.

Si trattava chiaramente di un titolo provocatorio per una mostra che al massimo poteva essere considerata satirica.

Può piacere o non piacere, ma si tratta di semplici vignette umoristiche, che non raffigurano bambini. Nulla di sconvolgente, nulla che non si sia già visto. Anzi, negli anni ’70 ricordo libricini di vignette decisamente più esplicite di queste, non mi riferisco a fumetti tipo Il Tromba (probabilmente letti da tanti degli indignati di oggi) ma a vere e proprie raccolte di vignette sexy sullo stile di quelle della mostra in oggetto. Purtroppo non ricordo il titolo del volume che ho in mente, ma magari qualcuno di voi è così bravo da ricordarselo.

Comunque basta una veloce ricerca in rete per trovare tanti dei volumetti che si vendevano in edicola in quel periodo.

Ma poco conta, perché – come spiega il laconico messaggio di oggi dell’associazione culturale che aveva organizzato l’evento – la mostra non si fa più:

In riferimento alla mostra prevista per il 13 dicembre che ha attirato critiche e richieste di chiarimento, vi comunichiamo che abbiamo deciso di annullare l’evento perché il suo messaggio è stato frainteso ed equivocato nonostante fosse estraneo a qualsiasi condotta deprecabile e non abbia davvero nulla a che fare con i dubbi sollevati.
Era un mostra di disegni stilizzati, vignette di come l’illustratore si immaginava la sessualità quando lui stesso era bambino, ma crediamo non vi siano le condizioni per farla.  Grazie per l’attenzione

Onestamente resto allibito dal fatto che una protesta sui social – mossa da soggetti che è evidente ne capiscano davvero poco sia di satira che di arte – possa portare a cancellare un evento a pochi giorni dalla sua realizzazione. Ma viviamo in Italia, durante l’epoca più oscura di sempre, il Cialtronevo: non dovrei più stupirmi di nulla.

La mostra oltretutto era un bis di evento fatto nel 2014, senza che ci fossero in giro le stesse polemiche, proprio perché c’è davvero poco per cui indignarsi, se non il titolone volutamente provocatorio. Non capirlo è essere decisamente ottusi.

LEGGI ANCHE:  La (sua) verità - Vaccino antinfluenzale

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un  caffè!