Le Iene, la dieta mima-digiuno e le non scoperte

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Ebbene sì: sappiamo tutti che inventare notizie e scoop sul niente è divertente, ma sappiamo anche che è altrettanto bello prendere dell’acqua calda e cercare di farla passare come “scoperta dell’anno”.

Basta usare il claim:

Una dieta che allunga la vita

Come fanno Le Iene.

Premessa:

Prima di tutto una piccola considerazione personale. Il programma televisivo in questione non è un programma giornalistico, né ha la pretesa di esserlo: si chiama in gergo “infotainment”, cioè un programma che si occupa di parlare di argomenti relativamente interessanti e contemporaneamente capaci di intrattenere il pubblico in base all’audience. La dimostrazione è che in mezzo ad argomenti seri, come lo stalking, le truffe e robe del genere si inseriscono anche sketch comici, interviste assurde a personaggi dello spettacolo e quant’altro, roba di immediata fruizione che lascia il tempo che trova nella testa dello spettatore.

Però il programma stesso fallisce quando deve approfondire gli argomenti in questione, e se si aggiunge un pubblico non proprio esperto il risultato sono gli infiniti articoli riguardo ai loro servizi.

Torniamo a noi.

La dieta

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L’autore dello studio su cui si basa il servizio delle Iene è Valter Longo, che risulta insegni all’università del Sud California “Leonard Davis”, dove è anche il direttore dell’istituto sulla longevità. La USC Leonard Davis risulta essere “pioniera” degli studi sull’anzianità.
Quindi parliamo di anziani, e infatti al minuto 01:01 iniziamo subito con le sciocchezze a caso. Toffa intervista un’anziana di 116 anni (quasi 117!) chiedendole se prende farmaci. Al che lei risponde “No, quando ho bisogno me li danno!”. Beh. Ci mancherebbe altro. Non penso che qualcuno prenderebbe mai dei farmaci a caso, a parte gli ipocondriaci.

Al 02:02 abbiamo la non-scoperta: ovvero che la dieta influisce sulla longevità di una persona. Non l’avrei mai detto: e io che pensavo di campare fino a cent’anni mangiando al Mc Donald’s tutti i giorni. Un minuto dopo stiamo sentendo storie di altri centenari, sottolineando che non mangiano molta carne. La cosa evidentissima, che Toffa stessa non nasconde, è che “la carne era un lusso”, e che vista la povertà in cui ha vissuto questa gente, la carne semplicemente non poteva permettersi di mangiarla. Il fabbisogno proteico stimato per gli adulti (senza fare distinzioni uomo/donna e considerando l’assunzione di sole proteine nobili e altamente digeribili) è intorno a 0.8g/kg peso corporeo/die, nel mondo industrializzato odierno è davvero raro trovare persone che non possano acquistare carne e non raggiungano il fabbisogno proteico giornaliero raccomandato ma fino a qualche decina di anni fa era la norma.

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Longo infatti sottintende qual è il reale problema riguardo lo squilibrio alimentare, e non è né la carne rossa, né le modelle curvy né chissà quale strawman della settimana: lo stile di vita frenetico di oggi porta la gente a preferire un pasto pronto in pochi minuti piuttosto che uno nutrizionalmente più equilibrato ma pronto in un tempo più lungo, senza considerare che spesso pranzo e colazione sono consumati fuori casa. La sua idea è stata quella di elaborare una dieta da svolgere, sotto controllo medico, pochi giorni l’anno, per riequilibrarsi.

Mima-digiuno?

junk_foodLa dieta viene chiamata “mima-digiuno”, cioè servirebbe a produrre gli effetti benefici del digiuno (anche io mi sto facendo la vostra stessa domanda e no, non posso avere una risposta se qualcuno non specifica quali sono questi benefici effetti).

Al minuto 05:00 abbiamo la perla di saggezza:  il digiuno eliminerebbe le cellule “danneggiate” che causano il cancro.
Mi rendo conto che può essere un’ipersemplificazione per chi non è esattamente uno scienziato, ma “cellula danneggiata” non vuol dire nulla. In più, in tantissimi casi il tumore è legato a fattori genetici (ovvero si ha una predisposizione) e oggettivamente dubito che fare una dieta di sei giorni basti a prevenirlo.
Anche perché la prevenzione non si fa solo conducendo uno stile di vita sano, ma anche effettuando controlli regolari e talvolta criticatissimi interventi di prevenzione, come quelli a cui Angelina Jolie si è sottoposta al seno e alle ovaie: avendo familiarità (predisposizione, quindi) con i relativi tumori (di cui sono morte diverse sue parenti) l’unica cosa che avrebbe potuto assicurarle di non ammalarsi, e quindi la sopravvivenza, è stata la chirurgia. Questi interventi tra l’altro sono disponibili a chiunque abbia una storia familiare di tumori: attraverso dei test genetici viene accertato se uno o più geni responsabili di aumentare la probabilità di avere un tumore maligno siano presenti nel proprio patrimonio genetico.

A 06:00 si parla di una popolazione ecuadoriana che non soffrirebbe di malattie croniche. Potrei scriverci un libro sopra: le malattie croniche sono la piaga dei paesi industrializzati. Questo principalmente avviene perché dove il sistema sanitario riesce a prevenire epidemie e morti di infezioni e di parassitosi, le persone che in genere non avrebbero alcuna probabilità di sopravvivere o di fare una vita decente riescono a farcela. È molto raro infatti trovare malati cronici nel quarto mondo, perché non ci sono le condizioni sanitarie e nutrizionali per la loro sopravvivenza.

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Nel minuto successivo si torna con le ovvietà: è risaputo che mangiare carne rossa tutti i giorni e ingozzarsi di porcherie fa male. Al minuto 07:49 si fa un’affermazione che a naso ho trovato piuttosto discutibile: l’ormone della crescita sarebbe responsabile del danneggiamento cellulare e della loro degenerazione in cellule tumorali. La questione in realtà è molto più complessa. Ormone della crescita e consumo di carne rossa non sono direttamente correlati tra loro e con lo sviluppo di patologie neoplastiche, servono anche altri fattori: familiarità alla malattia, fattori ambientali (tipo avere il tetto in amianto e/o lavorare in una centrale nucleare con scarsi livelli di sicurezza)  e ci potrebbero volere anni per sviluppare la malattia.

Capisco che molto probabilmente è un’affermazione alla ca…volo di cane per gente che non sa nulla di scienze, ma fa passare il messaggio, sbagliatissimo, che ci sia una correlazione diretta tra cose che in realtà hanno una funzione marginale, se la hanno, nello sviluppo di malattie croniche e quant’altro.

Nel resto del servizio è prevalente la parte di intrattenimento del programma, dove vediamo Toffa avere a che fare con questa pesantissima dieta, mentre si fa un po’ di confusione tra i risultati sui topi e quelli sugli umani, roba di cui vi potete accorgere da soli guardando i 22 minuti di video: si danno per scontati anche sugli umani risultati ottenuti solo sui topi.

La cosa che mi preme sottolineare, al di là di tutto (non posso impedire a nessuno di fare diete o altro) e che viene detto e ridetto nel servizio è il fatto che digiuni o diete di questo tipo vanno fatte sotto controllo di professionisti, se si possono fare e nel caso si necessitino.

In calce un’altra piccola postilla personale: la cosa migliore sarebbe cercare di mangiare bene sempre, il che non significa diventare vegani o altro, ma semplicemente trovare mezz’ora al giorno per cucinarsi qualcosa di sano invece che farsi di ramen e roba scaldata al microonde. Non so se non vi ammalerete di cancro, ma so di certo che sarete più soddisfatti.

Elivet Logan Rogers

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The only way I am eating healthy is if I write “Healthy” on top of this cake with frosting – L’unica maniera perché io mangi “sano” è se scrivo “sano” con la glassa in cima a questa torta.