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L’imitazione è la più sincera delle adulazioni“, scriveva Charles Caleb Cotton. Con buona pace all’anima sua, se avesse visto l’epoca di Facebook, avrebbe appeso la penna al chiodo e si sarebbe dato all’ippica.

Neanche a farlo apposta torno a parlare di Caterina dopo la mia strenna natalizia. Ci è stata segnalata questa pagina apparentemente dedicata a Caterina Simonsen.

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A colpo d’occhio, la foto di copertina e quella di profilo si direbbero autentiche; nell’ultima troviamo una vecchia conoscenza. Se la conoscete perlomeno di nome, vi sentirete subito invogliati a cliccare “Mi piace”, convinti di supportare la causa di Caterina. Si crea così l’inganno di poter parlare con lei.

Leggete bene, però: c’è scritto “Comico” sotto il nome di Caterina; le iscrizioni sono poche, al momento intorno alle poche centinaia; la descrizione, infine, è tutto fuorché rispettosa. In poche parole, siamo davanti all’ennesima pagina creata da un* sedicente “burlon*” per cavalcare il nome mediatico di una ragazza malata. E pretende di farlo “in grande stile”, secondo il senso dell’umorismo di chi ha creato la pagina.

Oltre a postare foto prese dal profilo pubblico di Caterina, la pagina si spaccia per lei dapprima pubblicando profili di persone che nulla hanno a che vedere con Caterina,

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per poi sfociare nello squallore più becero, elevando a “eroe” un uomo capace di un gesto violento.

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Ricorderete come tempo addietro io abbia parlato di un’altra pagina sopra le righe. In un post successivo scritto a corredo di quel pezzo, avevo spiegato come fosse più importante da tenere sott’occhio chi impugna quell’arma, invece di chi la crea.

Non tutti coloro che hanno in mano un’arma sono per forza criminali. Andiamo piuttosto contro chi la usa per scopi immorali, mortali e illegali – quel 10% che ci fa paura, appunto. Ricordiamo però che ci sarà sempre quel 90% che conosce perfettamente i limiti[.] Per questo esiste il beneficio del dubbio.

Ermes Maiolica si diletta a creare profili fake o spacciare notizie fasulle per vedere chi ci casca; lo fa per studiare il modo in cui si una bufala viene spacciata per vera secondo “le voci di Internet”. Un discorso a parte comprenderebbe anche chi crea pagine tongue-in-cheek. Nel caso di Caterina, stiamo parlando di una ragazza non nuova ad attacchi personali. Li riceve almeno dal 12 dicembre 2013, giorno in cui ha pubblicato l’ormai noto video sulle malattie genetiche e sull’utilità della sperimentazione animale.

Una persona così esposta, diretta e in prima fila per la corretta informazione sulle malattie genetiche rare, vedrà sempre la propria immagine manipolata in qualche modo dai suoi detrattori. Come se bastasse per avere un argomento valido a sostegno della propria tesi.

La pagina segnalataci non è la prima della serie. Nel corso del tempo se ne sono susseguite diverse, alcune sparite. C’è chi è andato “Contro Caterina Simonsen”, e sta andando “Oltre Caterina Simonsen” per parlare di presunti “metodi alternativi alla sperimentazione animale”. Vi è stato anche chi ha postato e diffuso materiale pornografico abusando del suo nome. Capite bene che si tratta di pagine nate per offendere, denigrare e sfruttare l’onda lunga di una persona che – suo malgrado – è diventata “famosa” per un video divenuto subito virale.

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Capisco molto bene che parlare di questo tipo di pagine significherebbe esporle e renderle fruibili a qualcuno. Il motivo dietro questo articolo è esattamente identico agli altri: informarvi dell’esistenza di pagine così becere, aiutarvi a riconoscerle e così evitarle.

Spesso si è convinti che attaccare la persona sia il modo migliore per parlare di argomenti “più importanti”. Questo è un errore fin troppo comune. Se siete amanti degli animali e non sopportate la sperimentazione animale, ricordatevi questo: chiunque vi voglia portare a odiare una persona “famosa”, contrapponendola a un’altra percepita come più sofferente di lei, o vi indirizzi verso “cure alternative” utilizzando un facile bersaglio, sta facendo solo propaganda ed è mosso da tutt’altri intenti, non di certo seri.

Se volete appoggiare Caterina Simonsen, la pagina da seguire è [AGGIORNAMENTO 16/12/2014] le pagine da seguire sono per fortuna più numerose. La prima che mi viene in mente è A sostegno di Caterina e alla sua lotta per la vitaHo contattato l’admin della stessa per chiedere dell’esistenza di altre per scopi denigratori. Finora mi sono basato solo su quelle più note, ma questo articolo sarà aggiornato non appena otterrò una risposta. La seconda pagina è quella di Respiro dopo Respiro, nata per pubblicizzare il libro di Caterina e ora impegnata a sostenerla.

Nel caso doveste imbattervi in una pagina sospetta, non segnalate subito a Facebook. Non spaventatevi se doveste vedere un numero di iscritti: con ogni probabilità si tratta di profili fasulli, creati apposta per dare l’impressione di importanza. Lo saprete tutti, ormai, che la segnalazione su Facebook non è affidabile al 100%: la pagina può essere chiusa come può tornare attiva dopo pochi istanti, complice la possibilità per gli amministratori di contattare il servizio di assistenza. Nel peggiore dei casi, potrebbe trattarsi di una pagina clonata, dunque la rimozione di una comporta la sua sostituzione con altre di riserva. Al momento, la pagina della “comica” Caterina Simonsen usufruisce di questo sistema, rendendo inutile la segnalazione.

[AGGIORNAMENTO 16/12/2014] A ulteriore prova dell’assurdità del sistema di segnalazioni Facebook, il profilo di Caterina Simonsen è stato segnalato per “nome fasullo”. Vorrei sperare si tratti di persone che in preda alla foga abbiano sbagliato senza volerlo. Dati i precedenti, però, mi sento di rimanere nel dubbio.

Consegnate i link sospetti in forma privata a una pagina sullo stesso tema che voi ritenete affidabile. Nel caso specifico, vi consiglio di segnalare il tutto alle pagine indicate. Non diffondeteli in pubblico: incollare le pagine equivale a condividerle, il che potrebbe portare a un miglioramento negli algoritmi di ricerca di Facebook, così che saltino fuori le pagine fraudolente prima di quelle “normali”.

Per il resto, non ho molto altro da aggiungere se non una parola: vigliacchi.

Il Ninth