Questione di punti di vista

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MORTATENDA-PROFUGHI

Spesso quando si parla dei richiedenti asilo e di quanto lo Stato Italiano garantisce loro viene usata come paragone la situazione degli italiani indigenti. Situazione che non è rose e fiori, lo sappiamo bene. Chi ha perso il lavoro, chi è stato sfrattato necessita di aiuto. E lo stato spesso lo dà: gli ammortizzatori sociali esistono, come esistono le possibilità di alloggi temporanei. Ma a volte capita di leggere storie come quella di cui vi voglio parlare oggi.

Qualcuno ci aveva linkato un articolo dove si parla di una donna di 45 anni morta dopo essersi ammalata dormendo in una tenda, dopo che aveva perso la casa a causa di uno sfratto.

Il resto del Carlino raccontava con le parole che seguono questo dramma. Una vita persa è sempre una brutta cosa.

Costretta a vivere in tenda da giugno dopo essere stata sfrattata, è morta la donna la cui storia disperata era stata raccontata dal Carlino domenica scorsa. Il dramma di L.B., 45 anni, di Porto Recanati, si è tragicamente concluso lunedì notte nell’abitazione della madre a Loreto, dove la donna si è spenta dopo un malore. Probabilmente sfiancata dalle precarie condizioni in cui si trovava, disidratata, dopo essersi accampata per giorni vicino al fiume Potenza, la 45enne era stata accompagnata a Loreto dal compagno.

Ma è davvero l’esempio più corretto per parlare di italiani indigenti ridotti a dormire in tenda?

L.B. era davvero una donna per cui commuoversi? Cercandola online bisogna andare indietro al 2011 per comprendere meglio i fatti.

Nel 2011 la signora era stata rinviata a giudizio per aver venduto eroina ad un imbianchino 32enne. Imbianchino che per colpa di quella dose era morto.

La signora spacciava droga, eroina ad esser precisi.

Nota alle forze dell’ordine, non aveva sicuramente gli stessi requisiti di una famiglia indigente “tradizionale”, probabilmente non ha avuto accesso a gli stessi ammortizzatori sociali a cui avrebbe accesso una normale famiglia a causa dei suoi precedenti.

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Non vogliamo giudicare Luana e sicuramente la sua morte è stata una disgrazia che si poteva evitare, ma usare frasi come “i clandestini gozzovigliano in hotel” e “la casta parassita troppo occupata ad accudire finti profughi” per paragonare due situazioni, omettendo però di menzionare elementi fondamentali per portare acqua al proprio mulino non ci sembra corretto.

Questione di punti di vista.

maicolengel at butac.it