Regole per la demistificazione

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demistificazione

Continuano le segnalazioni sui fatti di Aleppo, i supporter di Assad e della politica russa nel nostro Paese sono evidentemente sempre più numerosi, e arrivano sulla pagina Facebook a spiegarmi in maniera sempre molto educata come devo demistificare le notizie che i giornali italiani stanno riportando in questi giorni.

Ma ci siete o ci fate?
Repubblica dice che l’Esercito Siriano avrebbe bruciato vivi donne e bambini entrando ad Aleppo: ci sono fonti che lo provano oppure no? Se non ci sono è una bufala. Punto.

Taggano amici che vengano a dargli manforte, perculano gli admin della pagina e gli altri lettori di Butac, perché esser maleducati probabilmente li fa sentire più fichi. Ma a noi onestamente importa poco, come spiego sempre Butac non è un sito che ha alcuna ideologia politica, se non la corretta informazione per quanto possibile.

Il numero elevato di segnalazioni però mi spinge a cercare di verificare al meglio quello che mi viene riportato.

Ecco come più volte in questi giorni mi hanno segnalato un articolo di Repubblica:

Esecuzioni sommarie, bambini e donne bruciati vivi, civili in fuga costretti con la tortura ad arruolarsi nell’esercito lealista: l’agonia di Aleppo è senza fine, anche se Mosca, nel tardo pomeriggio, annuncia lo stop delle armi.

Uno screenshot, che riporta un minuscolo estratto di un articolo de La Repubblica, da qui si dovrebbe partire con la demistificazione. L’indignato che me lo segnala è lo stesso signore di cui parlavamo qui. La discussione sotto la sua segnalazione è pubblica, la potete trovare qui, ma ve ne riporto alcune battute.

BUTAC: sempre la stessa richiesta caro Alessandro. Un link da fonte verificata che dimostri quanto da te riportato,? No, non valgono Sputink News e RT come fonti affidabili, magari Reuters. Io non ne ho trovati, tu si?

Alessandro: Ah ma allora siete di coccio, cari intelligentoni. Vi avevo già postato lo screen da Repubblica, come citato qua sopra. Repubblica è seria no? Mica SputnikNews

BUTAC: Alessandro perdonami io ti ho chiesto fonti verificate che dimostrino la falsità dei pezzi che citi. Tu continui a non darne alcuna.

Alessandro: Io veramente sono a chiedere conto delle fonti verificate di donne e bambini bruciate vivi.
Se accusi qualcuno devi portare le prove, funziona così, intelligente, altrimenti è una…come si chiama…bufala

Quindi, Alessandro sostiene che quanto riporta Repubblica sia una bufala (parola che ha specifico significato, una bufala è qualche cosa che è sicuramente falso), io non trovo fonti che lo dimostrino, le chiedo a lui che sembra saperne più di noi, e lui a quel punto chiede a me di mostrare prove che quanto riportato da Repubblica sia corretto. Non ha ben compreso come funziona la demistificazione.

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L’articolo di Repubblica nella sua interezza è decisamente molto chiaro, spiegano sin dall’inizio che non stanno riportando fatti, ma solo quanto riportato dall’ONU, e dalla fazione opposta composta da russi e siriani. È un articolo di giornale, impostato in maniera corretta sin dal titolo (cosa abbastanza rara di questi tempi), titolo che Alessandro ha omesso nella sua segnalazione:

Siria, l’annuncio di Mosca all’ONU: “Abbiamo liberato Aleppo”. Appello internazionale: “Basta atrocità sui civili”

Come si vede sono riportate fin da subito le due posizioni, così come nel resto dell’articolo. Sì certo, è vero che a leggerlo si tende a credere un filo di più alla versione dell’ONU rispetto alla presa di posizione di Mosca e dell’ambasciatore siriano, ma siamo comunque di fronte ad un articolo di giornale che non fa affermazioni, riporta quelle fatte da altri.

Quella russa:

…l’ambasciatore russo all’Onu, Vitaly Churkin, nel corso di una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza, comunica ufficialmente “la fine delle operazioni antiterrorismo”.  Il diplomatico ha aggiunto che i ribelli e le loro famiglie “stanno al momento passando attraverso i corridoi (umanitari) concordati nelle direzioni che hanno scelto volontariamente, inclusi quelli in direzione di Idlib”, la provincia roccaforte anti-Assad. Churckin ha infine respinto le accuse di atrocità sui civili commesse dalle truppe di Assad alleate di Mosca e denunciate dall’Onu…

Quella dell’ONU:

L’Onu denuncia che decine di civili sono stati trucidati dalla forze lealiste che hanno riconquistato la città, mentre i ribelli parlano di “stop all’evacuazione dei civili da parte delle forze sciite, per motivi non chiari”.

Quella della Merkel:

“Una situazione disastrosa, che fa male al cuore”, scandisce la Merkel in una dichiarazione congiunta con Hollande dove si parla di almeno “120 mila ‘ostaggi’ sotto le bombe”.  “Non lasceremo nulla di intentato presso il regime siriano, ma anche Russia e Iran”, hanno aggiunto la Cancelliera e il presidente francese, perchè “la popolazione civile venga protetta e il sostegno umanitario possa essere assicurato”.

Non comprendere che non è quindi un articolo che necessita demistificazione è grave. Vuol dire che si è letto solo l’estratto, o che non si è in grado di comprendere come funziona il giornalismo. Vedete, se un giornale titola “Pasta Agnesi chiude“, e poi nell’articolo spiega che non è vero, che a chiudere è solo uno stabilimento e che ne apre uno nuovo da altra parte con più dipendenti, stanno disinformando, quindi è giusto che noi ce ne occupiamo. Ma se un giornale titola come sopra e nell’articolo riporta la voce di entrambe le fazioni sta facendo il suo mestiere.

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Ovvio che in base al tipo di testata ci possa essere più enfasi sull’una o sull’altra, ma resta giornalismo, è normale sia così. Chi invece me la segnala insistendo che si tratti di una bufala sta disinformando lui, passando per dato di fatto qualcosa che dato di fatto non è. Che lo faccia con me è un conto, ma che invece, essendo un personaggio con seguito politico, lo faccia con i suoi follower, è grave, perché si fidano di lui e credono che quanto lui riporti sia comprovato. Non è così.

Spero di essere stato chiaro.

maicolengel at butac punto it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.