Renzi cede il mare alla Francia

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Arriviamo tardi, ma il weekend ce lo eravamo presi di pausa, oltre al fatto che in realtà questa notizia non ha nulla per cui venire sbufalata.

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Ma evidentemente è necessario fare un minimo di chiarezza, di quella spicciola. Non reputo necessario scendere nel dettaglio, d’altronde i tempestivi redattori di Next Quotidiano hanno già spiegato bene il tutto con un articolo (bravo Alessandro) molto dettagliato.

Il succo è breve. Esistono i documenti, esistono le foto del momento della firma dell’accordo, è noto agli addetti ai lavori fin dall’inizio delle trattative (il 2006). L’accordo esiste, è stato firmato, ma non è stato ratificato dal Parlamento italiano, cosa che invece è già successa in Francia. Forse parlare di accordo segreto è un filo esagerato.  Ma è vero: il trattato non è stato notificato, non ha ricevuto la ratifica del Parlamento. Ne era sicuramente al corrente il Ministro Gentiloni, firmatario, e quindi l’esecutivo del Premier Renzi. Ma senza la presentazione e la successiva ratifica del Parlamento italiano la cosa è ignota ai più.

Ma cosa significa ratifica? Ce lo spiega la Wiki italiana in maniera semplice:

La ratifica è una delle quattro fasi che compongono il procedimento normale o solenne, necessario per stipulare i trattati. Tale procedimento comincia con la fase dei negoziati, cui seguono la firma o parafatura, che non vincolano ancora lo Stato ma si limitano a garantire l’autenticità del testo firmato e approvato dai plenipotenziari; vi è poi la ratifica, che avviene con diversi procedimenti interni e lo scambio delle ratifiche, che consente agli Stati contraenti di conoscere gli esiti del processo di adesione al trattato delle controparti. Inoltre, affinché l’applicazione dei trattati possa essere invocata dinanzi agli organi delle Nazioni Unite, è necessaria la registrazione presso il Segretariato delle Nazioni Unite.

Oltre a tale procedimento, nel diritto internazionale classico si ha anche un procedimento in forma semplificata che si limita ad attribuire alla firma dei plenipotenziari piena volontà vincolante dello Stato.

Questo per quanto riguarda il diritto internazionale, ma sempre Wiki ci spiega per bene come stanno le cose in Italia:

Nell’ordinamento giuridico italiano la ratifica avviene tramite un atto presidenziale che, in alcuni casi, deve essere autorizzato con legge del parlamento. Non bisogna dimenticare, però, che ogni atto presidenziale, ex. art. 89 della Costituzione italiana, richiede, ai fini della sua validità formale, la controfirma ministeriale. Da ciò si deduce chiaramente che la competenza a ratificare non è sostanzialmente del Presidente della repubblica, ma è invece del Potere esecutivo che, in base al Ministro competente, propone al Presidente la ratifica dei vari trattati.

Quindi sì, è vero manca la ratifica al Parlamento, che è un atto dovuto, importante, necessario. Non aver provveduto in quasi un anno dalla firma è sbagliato, dimostra la lentezza assurda della politica italiana. Esistono delle ragioni per cui va fatto questo trattato? Sì, o almeno così spiega il diritto internazionale. L’ha fatto Anche la Segreteria del Ministero degli Affari esteri, con un comunicato.

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Dove spiegano che:

L’accordo firmato a Caen, frutto di un negoziato avviato nel 2006 e terminato nel 2012, risponde alla necessità di stabilire confini certi alla crescente proiezione di entrambi i Paesi sulle porzioni di mare ad essi prospicienti e alla luce delle sopravvenute norme della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS, 1982). Se si esclude la citata Convenzione del 1892, l’accordo del 2015 colmerebbe un significativo vuoto giuridico, avendo portata generale e riguardando ‘i mari territoriali, la piattaforma continentale e le acque sotto la giurisdizione’ delle parti.

Avete letto con attenzione? Si cita una convenzione del 1982, le sopravvenute norme hanno quindi oltre 30 anni. E tra Italia e Francia gli unici accordi esistenti, su documenti registrati, risalgono al 1892, il 18 giugno per la precisione.

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Cosa dice la Convenzione più recente? Quella del 1982 per intenderci. Che i paesi hanno diritto ad avere un area economica esclusiva per 200 miglia dalla costa. Se i paesi sono troppo vicini per questo tipo di confini si necessita un trattato, che delimiti in maniera precisa gli stessi. Francia ed Italia erano al lavoro su questo dal 2006. Dieci anni per arrivare a una firma.

Sia chiaro, i francesi che hanno sequestrato un peschereccio italiano han fatto una cagata, fino alla ratifica successiva alla firma il trattato non andrebbe messo in opera. A seguito del caso sui giornali il governo francese si è scusato, ma è lievemente da parac… dopo che l’imbarcazione è stata sequestrata.

Ma è vero che il trattato con la Francia per quel tratto di mare risale al 1892 e che le Convenzioni delle Nazioni Unite in vigore da oltre trent’anni permettono alla Francia di chiedere quanto firmato. Ci hanno messo dieci anni per arrivare a questo trattato, ci avran pensato per bene? Non lo so, non è compito mio giudicare, solo cercare di raccontare nella maniera più semplice possibile.

Se volete più info sul bailamme politico che si è creato  anche i colleghi di Bufale.Net erano arrivati ben prima di noi sulla storia.

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maicolengel at butac.it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.