Ridurre il consumo di molecole chimiche

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Il fatto che l’omeopatia sia inserita nel servizio pubblico di assistenza «permette di raggiungere le persone più fragili, gli anziani che non potrebbero curarsi con questa medicina per via dei costi delle visite». E trattandosi spesso di pazienti politrattati «grazie all’omeopatia riescono a ridurre il consumo di molecole chimiche che e quindi a subire meno effetti collaterali»

Quello che avete appena letto è un estratto da un articolo apparso qualche giorno fa su Farmacista33. Il titolo dell’articolo:

Omeopatia, la Toscana riflette su copertura. Bernardini (Siomi): deve restare nel pubblico

Io onestamente non so che dire, sapete benissimo quale sia la mia posizione sull’omeopatia. Ma leggere una frase come quella con cui ho aperto mi fa cascare le braccia. Comprendo benissimo che i medici che ne fanno uso la difendano. Ma usare la frase sul consumo di “molecole chimiche” è uguale al vendere l’olio di tigre dal carretto dell’imbonitore nel Far West.

Chi è in possesso di una laurea in medicina ed è iscritto all’ordine non dovrebbe cadere in questa disinformazione. Se si è medici non si può far passare il concetto di omeopatia=buono, medicina=cattivo. Perché è questo che tra le righe viene sottinteso.

Difendere l’omeopatia in questa maniera, usando termini che non hanno nulla di scientifico ma ingannano il lettore che non riesce a vedere la differenza tra medicina e pseudomedicina, dovrebbe quantomeno valere un richiamo dall’Ordine di appartenenza. Sia chiaro, non metto in dubbio la buona fede di tanti medici omeopati. Ma da blogger sono venuto purtroppo in contatto con troppi medici omeopati che invece diffondono in malafede tonnellate di pseudomedicina pericolosa. Le cronache recenti ne sono una prova direi più che sufficiente.

Non pensate anche voi che sia ora di smetterla di portare avanti questa credenza quasi religiosa che l’omeopatia possa fare qualcosa più di un blando placebo? Con BUTAC mi batto perché l’omeopatia non venga bandita, ma venduta nei centri commerciali, insieme ai rimedi per far crescere i capelli, agli integratori dietetici e a tutte quelle altre cose che non avendo bisogno di alcuna ricetta medica già vi vengono vendute. Non sarebbe più bello per tutti? Gli appassionati potrebbero spendere meno e comperare di più, i farmacisti tornerebbero a vendere cose per cui hanno studiato, e i medici a prescrivere solo trattamenti e cure con valenza scientifica certificata.

LEGGI ANCHE:  La Svizzera, l'omeopatia e la scienza

Attenzione, i medici, quelli seri, non faranno mai come raccontato qui. La tecnica del “mi contatti in privato per favore” è usata moltissimo sui social network, dove al riparo da sguardi indiscreti si fanno diagnosi, si “prescrivono” boccette magiche, si concordano visite e onorari.

Stateci attenti.

O volete davvero affidarvi al parere della rete?

Il sito Dottore ma è vero che? di FNOMCeO, con cui collaboriamo da un po’, è dedicato proprio ai dubbi di carattere medico. Di facile accesso, continuamente aggiornato con nuovi contenuti, con contributi da parte di tanti importanti divulgatori scientifici.

Se non l’avete già fatto seguiteli su Twitter o su Facebook, e se avete dubbi andate anche voi a chiedere: dottore, ma è vero che?

Eh già, Il Professor Burioni ci scherza sopra, ma non sbaglia, la scheda sull’omeopatia su Dottore ma è vero che? non è ancora stata pubblicata, ma state tranquilli, sarà pubblicata a breve.

maicolengel at butac punto it

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