Il riso, il talco e la paraffina

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Nonostante sia passato più di un anno questo articolo del nostro amico Dionidream continua a girare.

Metà dell’articolo sembra la scoperta dell’acqua calda, perché ci parla di quanto sia meglio il riso integrale rispetto a quello bianco. Lo sappiamo tutti che il riso, ma anche altri cereali, sono nutrizionalmente migliori se consumati integrali: contengono molti più sali minerali e vitamine rispetto alla versione raffinata. Di seguito vi riporto i link alle tabelle nutrizionali del riso brillato crudo e del riso integrale crudo affinché possiate fare il confronto tra i due.

La brillatura non è l’unico processo a cui viene sottoposto il riso, ma questo come anche gli altri, sono processi meccanici. Anche la brillatura è un processo prevalentemente meccanico, perché, come spiega la Treccani:

La b. del riso si fa ungendolo leggermente con olio di vaselina, con eventuale aggiunta di piccole quantità di altre sostanze e facendolo girare entro coclee di legno o di ghisa smaltata; il procedimento giova, oltre che all’aspetto, anche alla conservazione del riso, ma lo priva della pula, che contiene vitamina B.

L’altra metà dell’articolo invece è un’accozzaglia di consigli medici senza mezzo straccio di fonte, ad esempio:

[…] Questa è una grave perdita perché la fibra contribuisce a mantenere l’organismo in salute e l’amido pare abbia un ruolo determinante nel prevenire i tumori al colon perché genera, una volta raggiunto il tratto intestinale, delle sostanze antiossidanti capaci di prevenire le neoplasie in questa sede. […] Secondo recenti studi, 50 g di riso integrale al giorno aiutano a combattere gli sbalzi glicemici, inoltre aiuta a combattere la formazione di cuscinetti adiposi, ad evitare fermentazioni e gonfiori.

Fo’ umilmente notare che l’amido per gli esseri umani non è considerato “fibra” poiché tra i nostri enzimi digestivi abbiamo le amilasi. La cellulosa invece è considerata fibra perché il nostro organismo non produce enzimi in grado di scindere i legami “beta 1-4” delle migliaia di molecole di glucosio che la compongono. (La chimica organica non è un’opinione e la biochimica nemmeno). Quanto alle altre affermazioni di tipo dietetico e cosmetico, dove sono i link ai recenti studi che dimostrerebbero quanto bene contrasti la cellulite?

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Un’altra affermazione non verificata:

E’ importante sottolineare che il riso bianco che troviamo comunemente in vendita viene spazzolato con talco e glucosio e successivamente reso brillante con olio di semi e paraffina; bene, il talco contiene una sostanza,  il silicato di magnesio, che pare avere attività cancerogena, mentre la paraffina sembra sia in grado di danneggiare le mucose gastriche soprattutto nei bambini e negli anziani.

Anzi… è proprio sbagliata. Il talco, anche noto come E 553 b, è un additivo alimentare autorizzato, appartenente alla categoria “Additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti”. Il suo utilizzo è ammesso “quantum satis” nelle gomme da masticare, nel riso, nel trattamento superficiale degli insaccati. Vi pare che l’EFSA autorizzerebbe senza limiti un additivo anche solo potenzialmente cancerogeno?  Per quanto riguarda invece la paraffina anche qui mi spiace ma il caro Dionidream ha preso un bel granchio:

L’olio minerale di tipo cosmetico viene utilizzato nella produzione di prodotti quali creme, lozioni e saponi, mentre quello di tipo farmaceutico, a volte chiamato “olio di vaselina” o “paraffina liquida”, è la forma più pura di olio minerale e viene usato per il trattamento di malattie cutenee, come eccipiente, come lassativo e come veicolo per la somministrazione intradermica di farmaci.

Se è sicuro come lassativo, dove la dose che si assume è almeno un cucchiaio, lo sarà anche come coadiuvante tecnologico nell’industria alimentare, dove al limite si possono trovare dei residui di tale sostanza.

Ma perché, mi chiedo, Dionidream non si limita a fare l’ingegnere?

Thunderstruck @ butac punto it

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