Preferivo il robot Johnny 5

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Io di robot fantasmagorici che dovrebbero fare mille cose ne ho un po’ piene le scatole, vedere video in rete come quello che sta girando viralmente da qualche giorno non fa altro che confermarmi che non vivrò abbastanza da vedere i Dalek o i Cyberman invadere la terra.

Russia, il robot salva la bambina dalla caduta dello scaffale

Così titolava la Repubblica, ma non è l’unica ad averlo passato in rete, il video è genuino, nel senso che non è stato manipolato ad arte; ma farlo girare senza raccontare praticamente nulla rende Repubblica al pari della principale fonte europea della notizia, il Daily Mail, anzi peggio, perché nel loro solito articolo acchiappa-click almeno i britannici scrivevano in chiusura:

Oleg Kivokurtsev, one of the creators of the robot, claims his machine carried out the manoeuvre all by itself – but his team have been accused of fakery in the past. 

Letto con attenzione? Il caro Oleg è l’unica fonte della notizia, ed è sia l’inventore del robot, sia il diffusore del video, sia l’unica voce a raccontare come si sono svolti i fatti. E non è nuovo a video di questo genere. Nel 2016 altri video sono stati diffusi in rete, video che mostravano sempre robot della stessa azienda, la Promobot, video che sono circolati viralmente nel corso dell’anno.

A giugno persino la BBC si era occupata del robot che bloccava il traffico a Perm.

Nel loro articolo gli inglesi spiegavano:

…not everyone is convinced that the robot’s escape was accidental: some in the Russian media have argued that it’s all a ploy devised by Promobot to draw attention to its creation.

The company says its machines can interact with humans, for example by answering questions and giving directions. But as the name Promobot suggests, its primary purpose seems to be broadcasting promotional audio messages via built-in loudspeakers.

Chris Mills di GBR è stato ancora più scettico, e ha scritto un lungo articolo che mette in evidenza le tante bandierine rosse di questa fantomatica fuga dal laboratorio, un po’ come quella di Johnny 5.

Su AtlasObscura riportano le parole del fondatore di Promobot, Aleksei Iuzhakov:

During the original escape, Promobot IR77 was supposedly testing improved obstacle-avoidance technology. For this latest Olympics-themed feat, it was showing off new neural network speech abilities, which would allow it to remix learned words into new sentences. “As we remember that IR77 is a freedom-loving machine, we uploaded the works of philosophers who wrote about freedom,” like Spinoza, Holbach, Kant, and Hegel, Promobot founder Aleksei Iuzhakov explained in the accompanying email. They also fed Promobot the Old and New Testaments. “It was interesting how it would cope with such serious works.” Iuzhakov goes on to suggest that Promobot had taken the New Testament words and remixed them into a speech inspired by the aforementioned philosophers. “Frankly to say,” he writes, “the result is amazing.”

Durante la fuga originale, Promobot IR77 presumibilmente stava sperimentando una migliore tecnologia per evitare gli ostacoli. Per una nuova funzione a tema Olimpiadi del 2016, stava mostrando nuove abilità di discorso neurale, che dovrebbero consentirgli di remixare le parole apprese in nuove frasi. “Come ricordiamo l’IR77 è una macchina amante della libertà, quindi abbiamo caricato le opere dei filosofi che hanno scritto della libertà” Spinoza, Holbach, Kant e Hegel, ci spiega il fondatore di Promobot Aleksei Iuzhakov nell’email di accompagnamento. Hanno anche nutrito Promobot con il Vecchio e Nuovo Testamento. “È stato interessante vedere come si sarebbe occupato di opere così serie”. Iuzhakov continua a suggerire che Promobot abbia preso le parole del Nuovo Testamento e le abbia riproposte in un discorso ispirato ai suddetti filosofi. “Francamente,” scrive, “il risultato è incredibile”.

Chris Mills di GBR a queste affermazioni risponde molto semplicemente:

“They haven’t claimed to have a really deep machine learning capability before. And then all of a sudden, it’s able to do that kind of thing on the fly—claiming a sophisticated capability that Google spends billions working on.” If true, that kind of accomplishment would be better served by real fanfare than a wannabe-viral video, he says. (Others agree with him—Russian media has been skeptical from the start, and for every credulous Promobot article, there are dozens of comments crying wolf.)

“Non hanno affermato di aver mai avuto una macchina con capacità di apprendimento così profonda. E poi, improvvisamente, sostengono sia in grado di fare quel tipo di cose al volo, una sofisticata funzionalità per cui Google spende miliardi in ricerca.” Se fosse vero, quel tipo di traguardo dovrebbe essere presentato  con una vera fanfara e non con un video pseudo-virale, dice. (Altri sono d’accordo con lui – i media russi sono stati scettici fin dall’inizio, e per ogni articolo promozionale credulone, ci sono decine di commenti che gridano al lupo.)

La storia si ripete, infatti ad agosto esce un altro video, sempre con quell’aria da “finto amatoriale”. In questo caso si vede il robot in un angolo dello schermo, scarsamente inquadrato, i protagonisti sembrano essere tre ragazzi che guardano la tv, stanno guardando la cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi, si lamentano di come lo show sia così così, e di quanto fosse meglio Sootchi. Il robot a quel punto interviene, e in russo dice:

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Umani, a cosa ci ha portato la nostra arroganza? E che benefici ha portato la nostra ricchezza? Tutte quelle cose sono svanite come un’ombra, come una rumore di passaggio. Pianifica la tua strategia, ma sarà ostacolata.  Ho visto molte cose nei miei viaggi e capisco più di quanto posso esprimere. Come il pazzo, anche i saggi devono morire. Perché la bocca parla di ciò che il cuore è pieno. E la verità ti renderà libero.

Anche questa volta la fonte che racconta la storia è sempre la stessa, la Promobot, senza alcuna possibilità di verifica dei fatti da altri canali. Promobot fabbrica i robot, i robot fanno cose buffe e Promobot ha sempre telecamere pronte a riprendere i fatti. E un ufficio stampa che li confeziona e li manda in giro per il mondo.

Nel video che circola oggi si vede un robot avanzare con un braccio alzato, arrivare in prossimità di una libreria che sta per inclinarsi e fermarcisi di fronte in maniera tale da non permettere al mobile di ribaltarsi.

 

I pacchi che cadono sembrano tutti vuoti e la libreria di nessun peso o quasi. Titolare Robot salva ragazza dall’essere schiacciata mi pare un filo esagerato. Ma ovviamente a parte tutto il mio preambolo e i link che vi ho postato poco sopra non ho modo di sapere come siano andati realmente i fatti, le premesse non promettono benissimo, voi che dite?

Purtroppo io ho la sensazione che quando arriverà il momento della pensione non mi farò servire e riverire da un maggiordomo robotico che saprà fare un ottimo ragù, mi toccherà pigliare degli esseri umani per fare le cose che speravo avrebbero potuto fare dei robot.

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maicolengel at butac punto it

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A proposito di salvataggi robotici…

 

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.