Lo studio francese sull’alluminio nei vaccini

maicolengel butac 28 Set 2017
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Romain Gherardi
Qualche giorno fa un amico mi aveva segnalato un articolo di Le Parisienne, avvertendomi che sicuramente qualcuno l’avrebbe tradotto e riportato in Italia per cavalcare il fenomeno freevax. E così è stato:

Vaccini e alluminio, in Francia uno studio mette in guardia dai pericoli

Il Salvagente ha ripreso lo studio francese titolando come sopra.

La cosa come sempre curiosa è come tra titolo e testo dell’articolo ci sia qualche differenza. Già dalle prime righe viene detto tutto quanto sia necessario sapere:

Abbandonata la tesi Wakefield bollata come non scientificamente “provata”, sul “piatto” francese ci sono questioni non ideologiche. Una su tutte, il potenziale tossico dell’alluminio contenuto come coadiuvante in alcune formulazioni. Sull’argomento, l’Autorità francese per la sicurezza sui farmaci si è trovata costretta ad intervenire sostenendo che “allo stato attuale non ci sono motivi ragionevoli per mettere in discussione il rapporto benefici/rischi relativo all’uso di sali di alluminio nei vaccini”.

Non ci sono motivi ragionevoli per mettere in discussione il rapporto benefici/rischi relativo all’uso dei sali di alluminio nei vaccini

Io vorrei che ripeteste con me la frase qui sopra più volte, perché è la chiave di lettura di tutto l’articolo. Sì, è vero, c’è uno studio che sostiene che l’alluminio nei vaccini raggiungerebbe il cervello e potrebbe fare danni. Ma l’analisi del ministero francese ha sentenziato che quello studio non fornisce motivi ragionevoli per cambiare  le politiche vaccinali. Quindi lo studio non porta sufficienti prove di quanto sostiene.

Io come ripeto ogni volta che posso non sono medico, scienziato, ricercatore, sono solo un fact checker, che cerca di fare chiarezza nel marasma di informazioni che la rete quotidianamente riversa sui nostri schermi. Non posso fare una seria analisi dello studio, mi fido che il ministero della salute francese abbia fatto attente valutazioni per proteggere i propri cittadini. Quello che posso fare però è analizzare la fonte dello studio, il suo autore: Romain Gherardi.

Gherardi sulle testate francesi sembra esser ritenuto un ricercatore serio, specie per merito delle sue ricerche sulla miofascite macrofagica, che onestamente non sapevo cosa fosse. La cosa però non mi sorprende visto che andando a cercare in rete sembra che questo disturbo sia stato analizzato solo in Francia e solo da Gherardi. Esiste uno studio che porta la sua firma che asserisce che questo disturbo che colpisce i muscoli sia causato dall’inoculazione del vaccino, quello che però nessuna delle testate francesi riporta è che esistono altri studi che analizzano la questione, e che concludono in maniera lievemente diversa da Gherardi:

Studies of the clinical, biological and epidemiological characteristics undertaken to identify a possible association between the MMF histological image and a systemic disease have remained negative. As of today, available evidence indicates that although vaccine aluminium may persist at the site of injection for years (“vaccine tattoo”), this does not reflect the existence of a diffuse inflammatory muscular disease and is not associated with a specific clinical disease. The existence of sampling bias inherent to the complexity of the clinical and pathological diagnoses remains the most likely hypothesis.

Gli studi delle caratteristiche cliniche, biologiche ed epidemiologiche intrapresi per identificare una possibile associazione tra l’immagine istologica MMF e una malattia sistemica sono rimasti negativi. Ad oggi le prove disponibili indicano che, sebbene l’alluminio del vaccino possa persistere per anni nel sito di iniezione (“tatuaggio vaccino”), ciò non riflette l’esistenza di una diffusa malattia muscolare infiammatoria e non è associato ad una malattia clinica specifica. L’esistenza di una polarizzazione di campionamento inerente alla complessità delle diagnosi cliniche e patologiche rimane l’ipotesi più probabile.

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha cercato di fare chiarezza sui risultati presentati da Gherardi. Il testo, strutturato in forma di domande e risposte, dell’OMS è lunghetto, ve ne riporto solo una parte:

Does any scientific evidence to date change any conclusions about MMF and any recommendations on the use of aluminium-containing vaccines?

A. At present there is no evidence of a health risk from aluminium-containing vaccines or any justification for changing current vaccination practices. The independent advice provided to the French Ministry of Health with respect to the most recent study results concurred with GACVS and, furthermore, did not recommend that additional epidemiological research be initiated at this time.

Qualche evidenza scientifica trovata finora cambia le conclusioni su MMF e le raccomandazioni sull’utilizzo di vaccini contenenti alluminio?

A. Attualmente non vi è alcuna prova di un rischio per la salute da parte di vaccini contenenti alluminio o alcuna giustificazione per modificare le attuali pratiche di vaccinazione. Il consiglio indipendente fornito al Ministero della Sanità francese rispetto ai risultati di studi più recenti si è accordato con GACVS (The Global Advisory Committee on Vaccine Safety) e, inoltre, non è stato suggerito l’avvio di ulteriori ricerche epidemiologiche in questo momento.

Ovviamente BUTAC se deve scegliere tra le dichiarazioni dell’OMS e di un singolo ricercatore sceglie sempre l’OMS, ma questo è un mio problema. Curioso è il fatto che a parte rarissimi casi della miofascite si parli solo ed esclusivamente in Francia e che Gherardi sia considerato un guru sui siti antivaccinisti francesi, mi ricorda tanto alcuni esperti di nanocose italiani, ma sono io che sono malizioso e vedo sempre nero.

maicolengel at butac punto it
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