La COOP ci avvelena?

Neil 8 Apr 2014
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LACCOPSEITU
Attenzione, la visione di questo video potrebbe causare dei danni permanenti alla valutazione del livello di intelligenza degli utenti di internet.

Il 2 di Aprile tal Max Bugani ha caricato su Youtube il filmato qui proposto dove ci viene rivelata una cosa scandalosa. Giustamente alcuni siti titolano SCANDALO , la cosa è sconvolgente. Che cosa? Che la COOP importa alcune materie prime dall’estero. Ah, ma ovviamente ce lo nasconde! No, ce lo dice anche e tutti possiamo verificare. Ma esattamente dov’è lo scandalo?
Facciamo ordine. Nel video, con la solita dose di vittimismo e della sana ignoranza, ci viene rivelato che la COOP ha reso pubblica una app, COOP Origini, che ci permette di scoprire la provenienza delle materie prime utilizzate nei prodotti appunto a marchio COOP. Il falso problema proposto è che ok c’è la app ma nessuno l’avrà utilizzata perché si scoprono cose scandalosissime! Ci viene proposta l’analisi di alcuni prodotti, alcuni assurdi, altri interessanti, altri meno, ma con una idea, orribile, di fondo: quello che viene dall’estero fa schifo. Non vedo nessun altro motivo per diffondere una cagata sciocchezza del genere. Per favore, guardate il video.
Il primo prodotto, l’infuso, non è neanche fatto in Italia (ma in India, scritto chiaramente sulla confezione), quindi la scartiamo direttamente. Il secondo prodotto mi ha lasciato di stucco: il succo di pompelmo. Tra tutti gli agrumi il pompelmo è l’unico dove l’Italia è un produttore secondario o anche meno. Se ne produce molto poco solo in Sicilia dove ovviamente si preferisce dare molto più spazio ad arance e mandarini. Personalmente non ho mai visto pompelmi italiani (mio padre è fruttivendolo da decenni), sempre importati, e considerando la sua origine del centro America, la provenienza di Cuba è scandalosa? Perché?
MINOLTA DIGITAL CAMERA
Sui pomodori secchi, italiani, la battuta sull’essere “annegati nell’olio” come se fosse una cosa negativa (d’altronde sono sott’olio…) è triste, vengono indicate tutte le possibili origini dell’olio di girasole, e comunque c’è L’Italia. In che percentuale? Non lo sappiamo, ma meglio gridare scandalo anche qua, povero Uruguay. Le crostatine: tutti gli ingredienti vengono dall’Italia, ma probabilmente devono attingere a materie prime provenienti da altri paesi per non bloccare o rallentarne la produzione, e giustamente viene specificato (che poi il cacao da dove verrà? Dal sud America! SCANDALO!) Fette biscottate: tutti gli ingredienti sono o italiani o importati, scommetto per lo stesso principio degli ingredienti delle crostatine, tranne l’olio di palma, SCANDALO! L’Italia è piena di palme da spremere!!! Anche per le farfalle stessa storia, sia semola italiana che di altri paesi in base alle necessità, e infine le fette di formaggio, SCANDALO fatto con latte italiano ma col Cheddar inglese, ma siamo matti?!? (non lo fanno in Italia, molto semplice).
Rimangono solo due prodotti di quelli esaminati (la prima tisana non vale, è esplicita la produzione all’estero): la camomilla (Egitto e Croazia) e i capperi (Marocco e Turchia). Detto che se vogliamo i capperi italiani stiamo attenti a cercare quelli di Pantelleria (ma poi non lamentiamoci che costano di più), probabilmente su questi prodotti si potrebbe creare una discussione di qualche tipo, una discussione costruttiva, non una roba come quella proposta, totalmente inutile, con parole semplici.
Kudos alla COOP di aver realizzato una app del genere per fare in modo che i clienti siano coscienti di quello che comperano. Quasi tutti hanno in famiglia uno smartphone quindi facendo la spesa possiamo fare degli acquisti informati, che senso ha deridere la COOP per questo? Senza ombra di dubbio la COOP guarderà anche alle sue tasche, la scelta delle materie prime è in funzione anche del loro costo e per vendere prodotti a prezzi convenienti a volte (ricordiamoci che importare dei prodotti da posti lontani non è per forza più conveniente) si scelga non usare prodotti italiani. Lungi da me santificare la COOP, personalmente non credo di aver mai comperato da loro, ma questo odio verso tutto ciò che non è italiano lo trovo rivoltante e retrogrado. Anzi neanche retrogrado: ai tempi dell’impero Romano si importava di tutto, era segno di benessere. Questa autarchia psicologica sembra più vicino ad altri tempi, che in troppi rimpiangono
Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.
neilperri @ butac.it
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