metodo di bella

 

Aggiornamento: mi ha contattato il “Signor Carlo”, quindi definitivamente esiste. Abbiamo parlato un po’ e mi ha detto che lui non è contro alle terapie standard, e che ha fatto le cure sperimentali e che crede nelle terapie off-label. Per quanto riguarda il metodo di Bella pensa sia stato messo un po’ più in risalto rispetto a quello che avrebbe voluto, risultando in una pubblicità gratuita e un po’ fuorviante dato che crede che a determinare la guarigione sia stata la combinazione di tutto quello che ha provato a fare.
Mi fa piacere informarvi inoltre che stanno entrambi benissimo.

Oggi parliamo di Di Bella, perché è evidente che nonostante su BUTAC sia quasi una rubrica, bisogna parlarne e sbufalare ancora, perché a quanto pare la gente è scema la gente non ha ancora capito da che parte gira il mondo e a cosa davvero mira chi propone queste cure alternative (spoiler: il portafogli).

Attiviamoci.it infatti ha postato la storia del “signor Carlo”, dentista, che dopo una diagnosi di tumore al cervello della moglie ha deciso di passare al metodo Di Bella. E miracolosamente è guarita, anzi no, “il tumore si è fermato”. Fonte: Dionidream. Nei commenti, ovviamente, molte persone che chiedono il contatto del signor Carlo, ma chi diceva di conoscerlo personalmente, di aver seguitole sue cure o di essere il vicino di casa, a richiesta di ulteriori informazioni, sparisce.

Un po’ di scienza.

Il tumore che aveva la signora è, come scritto nell’articolo, è un astrocitoma anaplastico, un tumore maligno con un tasso di sopravvivenza poco superiore al 20% nei cinque anni. Indubbiamente è una condizione gravissima, irreversibile e letale. La cura “standard” è un’operazione chirurgica volta a rimuovere la neoplasia, più solite terapie, ovvero radio e chemio.

Io posso solo immaginare la gravità di questa condizione e che peso debbano sentirsi addosso il paziente, i caregivers (ovvero chi si occupa del paziente) e la famiglia. Ma penso che spargere questo tipo di notizie sia pericoloso e odioso.

Prima di tutto, l’intervista è farina del sacco di Attiviamoci.it? Nope. In realtà l’intervista originale è apparsa sul quotidiano Il Giornale nel 2012. Il che è anche peggio.
Perché se un blogghettino del quarzo decide di pubblicare qualcosa di – con tutta probabilità – totalmente inventato è un conto, ma se a farlo è qualcuno che riceve soldi pubblici mi girano un pochino di più. Giusto un poco eh.

Ma ora, quali sono gli elementi che mi fanno dubitare della veridicità di questa storia?

  1. Una totale assenza di riferimenti a “Carlo”. Alla fine dell’articolo tale “Carlo” afferma di essere un consulente di tumori cerebrali (nota bene: senza nessuna qualifica per farlo e notare ancora più bene che questo è un reato) nel suo piccolo paesino.
  2. “Oggi, a tre anni di distanza, lavora e si occupa della famiglia come prima di ammalarsi, il suo cancro non è andato avanti, è rarissimo che un tumore cerebrale di questo tipo resti immobile, gli esami però lo provano.”

In ogni caso, chi o cosa mi garantisce che la moglie di Carlo si sia stabilizzata per il Metodo DiBella e non per le cure tradizionali a cui si è sottoposta? (E la scienza ci dice che quasi sicuramente è così.) Non abbiamo sotto mano le cartelle cliniche della signora, di conseguenza questa storia del Metodo DiBella mi sembra più whishful thinking che altro.
Anche perché, ammesso che la signora sia tra “le fortunate” nel 20% della sopravvivenza a cinque anni è estremamente improbabile che possa lavorare come se niente fosse.

  1. I farmaci illegali in Italia. Viene citato il CRM 197, che è una proteina della difterite. Cercando rapidamente su Google però, trovo (purtroppo) messaggi su forum da parte di malati, siti complottari e il Giornale stesso che dice che il farmaco è stato promosso in Giappone. Chissà come mai.

Dopodiché viene citato il “virus di Newcastle”. Cercando anche qui, però articoli scientifici che voglio capirci un po’ di più, scopro che sì, è davvero usato per distruggere le cellule cancerose. Ma non so (e non sono riuscita a rintracciare) quanto sia diventata la “prassi” questa pratica, perché a occhio credo che sia ancora in fase di sperimentazione. L’unico riferimento un po’ serio che ho trovato è questo sito informativo per pazienti, dove si parla di sperimentazione in fase umana.

Questo tipo di “consiglio” è davvero pericoloso. Se i farmaci sono ancora in trial e non sul mercato un motivo c’è. E andare a dire che “il governo kattivo non ti vuole kurare per la kasta del Big Pharmaaa!1” è falso e criminale.
Abbiamo la fortuna di essere in un Paese e nell’Unione Europea che impongono strettissimi controlli su prodotti destinati all’uso umano rispetto alla famossisima FDA americana. Questo non significa voler far morire nessuno, ma anzi, prendere delle precauzioni in modo tale che questo rischio sia minimizzato. La moglie del dentista infatti non avrebbe mai potuto ricevere la somministrazione del New Castle virus a meno di non partecipare al trial stesso.

Infine, ci sono due cose che mi fanno storcere il naso. Notare che queste sono mie personalissime opinioni e non ho nulla, se non l’esperienza, per giustificare quello che dico.

La prima è la totale assenza di quello che pensa o vuole la moglie. Non ci è dato sapere se tutte queste cure la moglie le volesse davvero, se sia una sua idea o altro. Nonostante questo Carlo ci parla di lei è come se non esistesse, come se il tumore non fosse davvero suo, ma di Carlo. O peggio, come se fosse una pubblicità all’ormai noto Metodo DiBella, senza voler però spacciarsi in prima persona come paziente.

La seconda sono queste righe: “Durante il periodo delle cure i medici degli ospedali mi hanno sempre trattato come un deficiente, ora che vedono mia moglie viva e vegeta tacciono e la guardano come si guarda un fantasma.”

Una delle cose più interessanti dei vari “circoli” di terapie alternative è di sicuro la struttura simile a una setta che tendono sempre di più ad assumere tramite i social network e i forum. Le sette per sopravvivere però hanno anche bisogno di un “cattivo” a cui dare tutta la colpa. Ed è ancora più interessante notare, dalle parole di chi ne fa parte, che non è la “malattia” il cattivo della situazione, ma i medici o la scienza o chi non crede in queste cure. O tutti e tre insieme, più frequentemente.

Questo per isolare chi ne fa parte. Se tutti quelli di cui è lecito fidarsi la pensano come te e si sta per morire il cosiddetto fenomeno “echo chamber” è l’ultimo dei problemi: perché questa gente rischia davvero di morire, non potendo più fidarsi di nessuno per via dei complotti a cui credono.

In conclusione: non fidatevi di chi propone “il miracolo”. I miracoli non esistono. Specialmente se chi a dirvi di farlo è una persona che, con tutta probabilità, non esiste.

Elivet Logan Rogers

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