Siria. Forse non tutti sono capaci di…

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…cercare con Google.

(o probabilmente sono troppo pigri per farlo)

Sì, perché il numero di lettori che ci sta segnalando questo articolo apparso il 5 aprile sul blog La crepa nel muro è impressionante, quando la maggioranza delle informazioni riportate è verificabile da tutti senza grossi sforzi.

Intanto vorrei che mi spiegaste una cosa, quando mi firmo con maicolengel c’è gente che si lamenta che sia solo un nickname, mentre invece un articolo che viene da un blog semisconosciuto con firma Mario Rossi, ripeto MARIO ROSSI, ha autorevolezza? Siamo messi bene. La crepa nel muro non fa altro che copiare e incollare un articolo che è apparso (sempre a firma Mario Rossi) su TirrenoNews, sito che come noi non è testata registrata e che può pubblicare quello che gli pare.

PREMESSA

Premetto, questa non è una sbufalata, ma un fact-checking informazione per informazione, come andrebbe fatto da chi a TirrenoNews e La crepa nel muro ha deciso di pubblicare un testo anonimo. Ma vediamo di farlo noi, potrei quasi divertirmi.

Si comincia

La famiglia Assad appartiene agli alawiti. La parte più tollerante dell’Islam.

Vero, Assad appartiene agli alawiti, e probabilmente vero che come gruppo appartenente all’Islam sono abbastanza tolleranti verso le altre religioni, meno verso chi non la pensa come loro politicamente. Come ci racconta Wiki in lingua inglese:

Under the authoritarian, secular Assad government, religious minorities were tolerated more than before but political dissidents were not. In 1982, when the Muslim Brotherhood mounted an anti-government Islamist insurgency, Hafez Assad staged a military offensive against them known as the Hama massacre.

Il massacro di Hama parte proprio da una rivolta dopo l’arresto di svariati leader sunniti nella città. A fronteggiarsi da un lato 30mila soldati fedeli alla famiglia Assad, dall’altra parte 2000 volontari ribelli. Come tutte le storie che arrivano da paesi poco aperti verso l’esterno il numero dei morti non è chiaro, si parla di cifre dai 2000 ai 40mila, tutti dal lato dei ribelli. Su Wiki in italiano:

Nell’abbandonare la città, l’esercito e le forze di sicurezza del regime si abbandonarono a massacri sanguinosi persino all’interno delle varie colonie di rifugiati politici ospitati all’interno di Hama, torturando e giustiziando gli oppositori politici, veri o presunti, della dittatura.

Io non ero che un bambino, ma ho i ricordi delle poche immagini che venivano mostrate ai TG. Non belle scene. Aveva ragione Assad? Non ne ho la più pallida idea, ma il confronto tra 30mila soldati addestrati e 2000 ribelli lo trovo lievemente sbilanciato.

Diritti

Le donne siriane hanno gli stessi diritti degli uomini nella sanità e nell’ istruzione.

A young woman with her face painted with the Syrian flag attends a demonsration against Syrian President Bashar al-Assad in front of Syrian Consulate, following the Friday prayer on December 16, 2011 in Istanbul. More than 5000 people have been killed in Syria since pro-democracy protests began mid March, according to the United Nations. (BULENT KILIC/AFP/Getty Images)

Se lo dite voi, che io sappia si tratta di diritti sulla carta, in Siria ad esempio esiste ancora una legge sul delitto d’onore, cosa assurda, ma che anche in Italia era parte delle norme del codice penale fino a 40 anni fa. Tu uomo se uccidi tua moglie perché ti ha disonorato hai diritto a una pena decisamente più lieve. Oltre al delitto d’onore esistono altre leggi siriane che trovo poco paritarie per le donne, uno stupratore ad esempio può scampare la pena se decide di sposare la sua vittima. E il marito di una donna può richiedere che le venga ritirato il passaporto, sia mai che voglia scappare. Quindi sì, è vero, sulla carta le donne (se accettano queste leggi) possono lavorare sia nella sanità che nell’istruzione e possono sembrare più occidentalizzate che in altri Paesi del medio oriente, ma siamo lontani dalla parità dei diritti.

Nei Paesi dell’area mediorientale, la Siria è annoverata fra i più progressisti in termini di diritti di genere.

Eh? Siamo sicuri di questa cosa? Ma Mario Rossi secondo voi lo sa perché ci vive o gliel’hanno raccontati degli amici? Perché io sul sito delle Nazioni Unite vedo solo denunce di come la comunità LGBT sia costantemente colpita. Ma forse continuano a riferirsi al genere maschile e femminile…

In Siria le donne non sono obbligate a indossare il burqa. La Sharia (la legge islamica) è incostituzionale.

Vero, non c’è l’obbligo del burka, ma è falso che la Sharia sia incostituzionale:

Article 3 of the 1973 Syrian constitution declares Islamic jurisprudence one of Syria’s main sources of legislation.[140] The Personal Status Law 59 of 1953 (amended by Law 34 of 1975) is essentially a codified Islamic law.[141] The Code of Personal Status is applied to Muslims by Sharia courts.[142] In Sharia courts, a woman’s testimony is worth only half of a man’s.[143]

Che tradotto:

L’articolo 3 della costituzione siriana dichiara la giurisprudenza islamica la fonte della legislazione della Siria. La legge del 1953 è essenzialmente una legge islamica codificata. Il codice viene applicato ai musulmani da tribunali della Sharia. Nei tribunali della Sharia la testimonianza di una donna vale la metà di quella di un uomo.

(A proposito di parità dei diritti.) Fate voi. Quindi potremmo dire che sì, è vero che non si usa direttamente la Sharia, ma solo e unicamente perché la si è trasformata in una forma legislativa che alla fine è molto molto simile.

Religioni

La Siria è l’unico paese arabo con una costituzione laica e non tollera movimenti estremisti islamici.

Vero, la Siria è laica, e vero che non tollera estremisti islamici, come non tollera nessun detrattore del governo. Quindi, siamo si di fronte a uno stato “laico” che pur tollerando le altre religioni lo fa finché le stesse non rappresentano un pericolo per il potere costituito. Quindi siamo di fronte a un regime, che tollera chi non gli dà fastidio.

Circa il 10% della popolazione siriana appartiene ad una delle molte denominazioni cristiane presenti sia nella vita politica che sociale. Questa tolleranza religiosa è unica nella zona. In altri paesi arabi la popolazione cristiana è inferiore all’1% a causa dell’ostilità sostenuta.

Vero che il 10% degli abitanti della Siria sia cristiano, ma dire che siamo di fronte a un caso unico nella zona è un errore. Basta guardare i numeri:

 Egypt 15,300,000 – 21,792,539 (15%-23%)[1]
 Syria 2,576,000 (11.2%)[2]
 Lebanon 2,400,000 – 2,500,000 (40.4%)[citation needed]
 Cyprus 793,000 (2008)[3]
 Iraq 450,000 – 1,200,000 (3%-6%)[4] (490,000[5][a])
 Iran 370,000[6]
 Jordan 470,626 (6%)[7][8]
 Israel 161,000 (1.9%)[9]
 Turkey 120,000[10][11] (310,000[12][a])
 Palestine 75,000 [5][a])
 Bahrain 205,000 (14.5%)[13]
 Kuwait 750,000(18%)[14]
 Yemen 41,000 – 75,000[5][a])
 Qatar 358,800(13.8%)[15]
 Saudi Arabia 1,466,611 – 1,955,482 (4.5% – 6%)[16]
 United Arab Emirates 944,000 – 1,217,365 (9%-13%) [17][18]
 Oman 306,738 (6.5%) [19]
LEGGI ANCHE:  Armi chimiche, quello che si sa

Come potete vedere nella tabella qui sopra i dati ci raccontano di altri Paesi medio orientali che hanno ben più dell’1% di cristiani.

Economia

La Siria è l’unico paese del Mediterraneo che resta il proprietario della sua compagnia petrolifera, che ha chiesto di non privatizzare.

Vero, ma rappresentano (anzi rappresentavano, perché da quando è cominciata la guerra civile la produzione è più che dimezzata) lo 0,5% dei giacimenti petroliferi sfruttati nel mondo.

In Siria viene concesso il mutuo sociale di dignità per acquistare casa con prestiti molto agevolati…

Può essere, cercando sui siti di finanza siriana onestamente trovo condizioni molto simili a quelle che si fanno in Europa, ma non metto in dubbio che esistano agevolazioni.

La Siria ha una apertura alla società e alla cultura occidentale come nessun altro paese arabo.

Sicuramente la Siria ha tanti aspetti più occidentali di altri paesi dell’area, ma non è vero che siano l’unico paese che ha aperture culturali, anche in Iran prima della rivoluzione potremmo dire che ci trovavamo di fronte ad un Paese più occidentalizzato di quelli a lui vicini, poi arrivò Khomeini e le cose in buona parte cambiarono, ma tutt’ora se avete modo di conoscere degli iraniani e provate a chiacchierare con loro di come vedano il loro paese vi diranno che è molto più occidentalizzato di quanto possiamo pensare. Insomma, ci sono zone e Paesi che conosciamo poco e che forse varrebbe la pena studiare di più.

Fino a prima della guerra civile, l’Italia ha stretto molti accordi di collaborazione con la Siria.

Molti? Boh, secondo il sito del Ministero dell’economia, nel 2007 gli accordi in vigore erano questi:

ACCORDO SULLA PROMOZIONE PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI, CON PROTOCOLLO (firmato a ROMA 20.02.2002 in vigore dal 13.11.2003)
http://atrio.esteri.it/Ricerca_Documenti/wfrmRicerca_Documenti.aspx
CONVENZIONE PER EVITARE LE DOPPIE IMPOSIZIONI SUI REDDITI DERIVANTI DALL’ESERCIZIO DELLA NAVIGAZIONE MARITTIMA E AEREA (firmato a DAMASCO 20.12.1973 in vigore dal 22.07.1976 retroattivamente dal 01.01.1964)
http://atrio.esteri.it/Ricerca_Documenti/wfrmRicerca_Documenti.aspx
CONVENZIONE PER EVITARE LE DOPPIE IMPOSIZIONI IN MATERIA DI IMPOSTE SUL REDDITO E PER PREVENIRE LE EVASIONI FISCALI, CON PROTOCOLLO AGGIUNTIVO (firmato a DAMASCO 23.11.2000 in vigore dal 15.01.2007)
http://atrio.esteri.it/Ricerca_Documenti/wfrmRicerca_Documenti.aspx

Non così diversi da quelli presi con tantissimi altri Paesi.

In occasione della visita in Siria nel 2010, Napolitano elogiava Assad e sua moglie per aver reso la Siria un paese civile, laico, tollerante e rispettoso delle minoranze.

Vero, Napolitano, primo Presidente della Repubblica a visitare la Siria sotto Assad, ha elogiato le bellezze architettoniche, la cultura che si respira, ma anche la laicità dello Stato. Nulla di sbagliato, ma se siete arrivati fino a qui e avete letto con attenzione quanto sopra direi che non ci troverete nulla di strano. O pensavate che nel corso di una visita formale un Presidente della Repubblica potesse fare dichiarazioni differenti? Tipo ” Oh Assad, la smetti di far fuori gli omosessuali?” Oltretutto all’epoca la visita includeva anche una missione archeologica italiana in territorio siriano, non era una visita prettamente politica.

Nel corso della storia ci sono stati cinque papi di origine siriana.

Sì è vero, l’ultimo però è di circa 1300 anni fa. Detto ciò non vedo come l’informazione possa essere importante.

Benedetto XVI nel suo discorso all’ambasciatore siriano presso la Santa Sede ha definito la Siria come un esempio unico al mondo “di pacifica coesistenza e tolleranza tra i seguaci di diverse religioni”.

Vero, ma come ho spiegato la cosa vale finché qualcuno non alza la testa e dice che vuole fare elezioni, o magari che non gli sta bene come sono trattati i gay, e così via. Per questi c’è il carcere.

Politica ed economia

Prima della guerra civile era l’unica zona tranquilla senza guerre o conflitti interni.

Beh, se si eccettua l’incarcerazione dei leader della Primavera di Damasco negli anni 2000, che chiedevano riforme al nuovo Presidente, il massacro di Hama nel 1982, l’instabilità di potere (e conseguenti scaramucce militari interne)…

La Siria è l’unico paese arabo senza debiti con il Fondo monetario internazionale ed ha una sua sovranità monetaria.

Tralasciando la sovranità monetaria perché staremmo qui ore e ore, bene, la Siria non ha debito con IMF, ma questo non significa che non abbia debiti, anzi:

Syria has made progress in easing its heavy foreign debt burden through bilateral rescheduling deals with virtually all of its key creditors in Europe.In December 2004, Syria and Poland reached an agreement by which Syria would pay $27 million out of the total $261.7 million debt. In January 2005, Russia and Syria signed a deal that wrote off nearly 80% of Syria’s debt to Russia, approximately €10.5 billion ($13 billion). The agreement left Syria with less than €3 billion (just over $3.6 billion) owed to Moscow. Half of it would be repaid over the next 10 years, while the rest would be paid into Russian accounts in Syrian banks and could be used for Russian investment projects in Syria and for buying Syrian products. This agreement was part of a weapons deal between Russia and Syria. And later that year Syria reached an agreement with Slovakia, and the Czech Republic to settle debt estimated at $1.6 billion. Again Syria was forgiven the bulk of its debt, in exchange for a one time payment of $150 million.

Che tradotto:

La Siria ha compiuto progressi per alleviare il fardello del suo pesante debito estero attraverso offerte di rinegoziazione bilaterali con praticamente tutti i suoi principali creditori in Europa. Nel dicembre 2004 la Siria e la Polonia hanno raggiunto un accordo per il quale la Siria avrebbe pagato $ 27 milioni di debito sul totale di $ 261,7 milioni. Nel gennaio 2005, la Russia e la Siria hanno firmato un accordo che ha ammortizzato quasi l’80% del debito della Siria alla Russia, circa 10,5 miliardi di € ($ 13 miliardi). L’accordo ha lasciato la Siria con meno di € 3 miliardi (poco più di 3,6 miliardi di $) nei confronti di Mosca. La metà di esso sarebbe stato rimborsato nel corso dei prossimi 10 anni, mentre il resto sarebbe stato pagato su conti russi in banche siriane e potrebbe essere utilizzato per i progetti di investimento russo in Siria e per l’acquisto di prodotti siriani. Questo accordo è stato parte di un accordo sulle armi tra la Russia e la Siria. E nello stesso anno la Siria ha raggiunto un accordo con la Slovacchia e la Repubblica Ceca per saldare il debito stimato a $ 1,6 miliardi. Anche in questo caso alla Siria è stata condonata la maggior parte del suo debito, in cambio di un pagamento una tantum di $ 150 milioni.

Quindi debiti ce ne erano svariati, alcuni sono stati ridotti e altri trasformati in forniture di beni e servizi. Principalmente si tratta di scambi di armi. Ammetto che preferirei avere debiti piuttosto che sapere che vengono pagati con merci in cambio di armi. Ma se voi ritenete che sia meglio così, come si suol dire, contenti voi contenti tutti.

LEGGI ANCHE:  Il focolaio di polio in Siria

Detto ciò vorrei che aveste presente che il valore della moneta siriana è diminuito nettamente negli ultimi anni, se ad aprile 2007 avevo 1 milione di pound siriani in banca (14mila euro circa) oggi sono circa  4400 euro.

E’ uno dei pochissimi paesi al Mondo insieme a Russia, Cina, Afghanistan, Iraq, Sudan, Libia, Cuba, Nord Corea, Iran e Islanda a non avere una Banca Centrale Rothschild.

Questa è una di quelle frasi che dimostra l’ignoranza (e il tasso di complottismo nel sangue) di chi ha scritto l’articolo. Cosa vorrebbe dire “una Banca Centrale Rothschild”? Anche Unicredit ha uffici in mezzo mondo, e lo stesso succede a moltissime banche internazionali. Non si tratta di “banche centrali”, la banca centrale di un Paese è un ente pubblico di proprietà del singolo paese in cui ha sede. La banca Rothschild ha uffici in svariati paesi del mondo, ma non ha alcun potere nei paesi in cui ha uffici. Detto ciò, basta una veloce verifica per trovare l’ufficio Rotschild di Mosca, ma a Mario Rossi costava troppo fare quella ricerca.

La Siria ha ammesso i rifugiati iracheni senza alcuna discriminazione sociale, politica o religiosa.

Siamo sicuri che sia così bello come sembra? I dati riportati da UNCHR non sono dei migliori, secondo la legge siriana la maggior parte dei rifugiati, anche anni dopo la fine della guerra, non ha il permesso di lavorare normalmente, molte donne vedove sono costrette a prostituirsi, moltissimi vivono in situazioni d’indigenza, e dal 2008 sono stati reimposti limiti per l’accesso, sono benvenuti solo mercanti, uomini d’affari e professori universitari. Sì, è vero che il visto non viene negato in base alla religione, ma direi che la situazione sia tutt’altro che rosea per i tanti che hanno dovuto lasciare l’Iraq.

Bashar Al-Assad ha un altissimo consenso popolare.

Beh diciamo che in Siria lo vedono con poca stima sia i sunniti che i Fratelli Musulmani, ma è vero che, per merito della sua politica anti-israeliana si sia fatto molti amici tra coloro che vedono nello Stato d’Israele il male da combattere ed eliminare. Ma che abbia un forte consenso tra la popolazione sarebbe da dimostrare, le voci sono decisamente differenti in base a chi racconta la storia, e fidarsi dell’una o dell’altra non è proprio facile.

Lo sapevate che la Siria ha una riserva di petrolio di 2.500 milioni di barili, il cui funzionamento è riservata per le imprese di proprietà statale?

Ragazzi, ripeto, la Siria come produttore di petrolio è una moschina rispetto ai Paesi vicini, poco conta che tengano da parte 2500 milioni di barili, se si stimava nel 2013 che in tutto il mondo siano estratti circa 89 milioni di barili al giorno. Ma anche volendo ritenere quei 2500 milioni di barili come influenti, la Siria è comunque al 31° posto nel mondo in quanto a riserve petrolifere. Davanti a loro ci sono Paesi che hanno riserve decisamente superiori.

In una delle e-mail rivelate da Wikileaks, Hillary Clinton scriveva: “Il modo migliore di aiutare Israele a gestire la crescente capacità nucleare dell’Iran è aiutare il popolo siriano a rovesciare il regime di Bachar al-Assad”. Aggiungendo: “sarebbe buona cosa minacciare di morte direttamente la famiglia del presidente Assad”.

La frase non è proprio messa giù così, ma potrete verificare da soli che, secondo le mail diffuse da WikiLeaks, Hillary Clinton ritiene che solo la minaccia o l’uso della forza nei confronti della sua famiglia o di Assad stesso potrebbero contribuire a far cambiare politica nei confronti d’Israele. Ma credo che qualsiasi osservatore internazionale che abbia studiato politica estera potrebbe dire le stesse identiche cose.

Concludendo

Siamo arrivati alla fine dei dati che TirrenoNews e Mario Rossi ci raccontano, è curioso che le stesse informazioni fosse possibile trovarle in altre lingue tutte su siti filo-Assad o filo-putiniani, Questo, come avete potuto leggere, non significa siano false, ma che in casi come questo ognuno tira acqua al proprio mulino e discernere tra realtà, bugia e leggenda non è sempre facile. Specie quando nessuno di quelli che raccontano queste cose è mai stato sul posto. Nemmeno io sono mai stato in Siria, e come vi avevo detto all’inizio quella che avete appena letto è solo un’analisi dei dati che è possibile trovare su siti che ritengo affidabili.

maicolengel at butac punto it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.