SismAlarm: è davvero utile?

Neil 4 Dic 2014
article-post

Metto subito le braccia avanti: SismAlarm non è una bufala, né una truffa. Non sono in grado di valutare qualità e affidabilità. Quello che voglio fare è aiutare a capire quanto possa essere davvero utile.
sism
 
Un sacco di articoli online non hanno fatto altro che ripetere una press release sul prodotto

Guardian SismAlarm è un dispositivo innovativo, unico sul mercato, sviluppato con tecnologia digitale di ultima generazione in grado di rilevare le onde sismiche primarie che annunciano e precedono le onde distruttive del terremoto: calibrato su una specifica soglia di allarme, riconosce l’onda primaria generata da un evento sisimico.
Un apparecchio per uso domestico, frutto della più avanzata ricerca scientifica, coperto da due brevetti di unicità e un registro internazionale, per il riconoscimento dell’onda e l’allerta e per un’ulteriore segnalazione nel caso in cui la stabilità strutturale degli edifici venga compromessa a seguito di eventi sismici.
Dalla sorgente sismica si propagano differenti tipologie di onde, tra le quali un’onda primaria (onda P) e un’onda secondaria (onda S). Danni alle strutture sono imputabili maggiormente alle sollecitazioni dovute all’onda secondaria, la quale però ha velocità di propagazione minore e può quindi venire prevista anticipatamente, una volta rilevata l’onda primaria, più veloce. L’intervallo di tempo tra questi due eventi può raggiungere anche decine di secondi, sebbene sia legato a innumerevoli parametri.
Guardian SismAlarm avverte l’onda primaria e attraverso un segnalatore acustico allerta le persone presenti permettendo loro di mettersi in sicurezza prima dell’arrivo dell’onda sismica distruttiva e garantendo loro la possibilità di allontanarsi da finestre, lampadari, librerie, armadi o di uscire dall’edificio.
Di più c’è che è interamente Made in Italy: italiana la tecnologia, italiana l’ingegnerizzazione, italiano il design del guscio in ABS che protegge un cuore digitale prodigioso, progettato per non perdere mai un colpo.
La piattaforma digitale su cui si basa, semplificata al massimo per l’uso domestico, è insomma un unicum assoluto. E unico è anche il suo prezzo di vendita di 99€. Una volta installato a parete, si preme un tasto, la piattaforma si autocalibra e Guardian SismAlarm è subito attivo. La batteria che lo alimenta dura anni: un apposito indicatore, in ogni caso, avvisa quando è in esaurimento. È disponibile presso tutti i canali della Grande Distribuzione specializzata in prodotti elettronici, di bricolage e ferramenta di tutto il territorio nazionale.

Hanno fatto uno spot – un po’ troppo simpa per i miei gusti – che spiega in maniera semplice cosa faccia e come si installa.

Non è il primo dispositivo di questo genere, ma un prodotto italiano completamente made in Italy è una buona notizia. Ma a chi può essere utile?
Tutto quello che raccontano è corretto. Quando occorre un evento sismico, le onde P (primarie) sono le prime a raggiungerci essendo le più veloci, mentre le onde S (secondarie) arrivano poco dopo. Le onde S sono le prime onde pericolose che ci raggiungono e la loro velocità si aggira intorno al 70% di quelle P. Il primo problema che affrontiamo è che la velocità delle onde P e S non è costante, perché esistono appunto “innumerevoli parametri” che la influenzano; il più semplice da capire è il tipo di materiale da attraversare.
Le onde P viaggiano a 5,5 Km/s nel granito e a 1.5 Km/s quando attraversano l’acqua: materiali meno duri e densi del granito influenzeranno verso il basso questo valore. Ipotizzando un terremoto in una zona sismica come l’Emilia, con epicentro a Bologna (sarai contento caro Maicolengel) [una cifra ndmaicolengel] e considerando arbitrariamente una velocità di 5,5Km/s, le onde P impiegherebbero 7 secondi per arrivare a Modena (38.8km di distanza), mentre le più distruttive onde S ci impiegherebbero circa 10 secondi. Ovviamente la magnitudo del terremoto ha un enorme peso, in quanto le onde S di un terremoto di 3° o di 7° grado Richter saranno diverse, ma stiamo parlando in questo caso di un preavviso di 3 secondi circa.
Per un utente dotato di SismAlarm o di un qualsiasi sistema equivalente, il tempo per reagire utilizzando un sistema del genere può variare di molto in base alla distanza dall’epicentro. È importante capire che non è proprio un dettaglio piccolo: nei casi di eventi sismici in mare può essere più utile, dato che la distanza tra l’epicentro e i centri abitati è solitamente maggiore; per molti si tratterebbe solo di pochi secondi. La profondità dell’epicentro in mare ha a sua volta una enorme importanza: le onde S non attraversano l’acqua, influenzando così il tempo di preavviso che fornisce l’apparecchio in questione.
Su alcuni siti si scrive che

Guardian SismAlarm fa proprio questo. Attraverso alcuni sensori interni, riconosce le onde sismiche primarie – la soglia minima su cui è tarato è di 3.0-3.2 della scala Richter – soglie già avvertite dagli uomini (e in genere non ancora potenzialmente pericolose per l’incolumità) e dà l’allarme con segnali acustici e visivi, la cui intensità è direttamente proporzionale a quella del terremoto.

Anche questo è un concetto importante: il dispositivo avverte in presenza di onde P da terremoti superiori al terzo grado Richter, i quali sono già normalmente avvertiti dalla popolazione. Questo lo rende più utile a chi sta dormendo. In Giappone esiste una rete di strumenti simili chiamata EEW, ovvero Earthquake Early Warning, dalla quale hanno dedotto il seguente:

For inland shallow earthquakes, EEWs are too slow for places near the epicenter, where the S wave arrives less than a few seconds after the occurrence of the earthquake. For earthquakes of more than a magnitude of 7,rupture usually continues for more than 10 seconds, with a first warning possibly being disseminated in the middle of the rupture. In the case of such large earthquakes, the estimation of magnitude and seismic intensity may be underestimated in some cases.

Non voglio dire che il prodotto sia inutile: deve essere considerato al più un palliativo per chi abita oltre i 50 Km dall’epicentro di un terremoto, forse inutile per chi si trova più vicino. Basterebbe poterli prevedere e saremmo a posto, ma per il momento questa strada non è percorribile. Per chiunque si trovi nei primi chilometri dall’epicentro, un sistema del genere è praticamente inutile.
Non mi permetto di sconsigliare il prodotto in questione, non abbiamo nessun elemento per dubitare della sua qualità. Quando si vende un prodotto si tende a sorvolare sui dettagli che possono influenzare negativamente la sua percezione da parte dei consumatori. Il SismAlarm può essere utile in alcune circostanze, magari anche salvare vite, ma se abitate in una zona sismica l’unica cosa che vi può salvare davvero è una casa fatta a regola d’arte.
Cercando info in giro mi sono imbattuto nella pagina web di un prodotto simile tradotto in maniera un po’ creativa. Se volete farvi due risate, la trovate qua.
Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.
neilperri @ butac.it
Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!

Quanti di voi vedendo Donald Trump “dottore” che cura le malattie ci hanno visto un tentativo di paragonarsi a Gesù Cristo? Direi molti, e non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Ed è lo stesso Trump a parlare di religione molto più spesso di quanto non facessero la maggioranza dei suoi predecessori, specie […]

maicolengel butac | 29 apr 2026

Alliance4Europe ha pubblicato nei giorni scorsi un rapporto che avremmo voluto far uscire subito prima dell’elezioni ungheresi. Non ci siamo riusciti, ma riteniamo comunque importante condividerlo con voi per la materia che tratta, ovvero la disinformazione politica (e la propaganda) nelle elezioni europee. Non è la prima volta che ne parliamo, e da cittadini europei riteniamo […]

maicolengel butac | 14 apr 2026

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo sui Guerrieri Vivi e il targeting dei minorenni fuori da scuola – se non l’avete letto potete recuperarlo qui. Poco dopo la pubblicazione abbiamo ricevuto una mail da un medico pediatra. Non faremo il suo nome, ma vi riporto il testo della mail perché ritengo che sia l’unico […]

maicolengel butac | 08 apr 2026

Oggi vi raccontiamo una storia. Non vi diremo nomi, non vi daremo indizi, non vi forniremo dettagli che permettano di identificare i protagonisti. Non perché non potremmo farlo, ma perché il punto non è il chi, ma il come. Il punto è spiegare cosa succede quando un sito che fa fact-checking si trova davanti a […]

maicolengel butac | 25 mar 2026