ARTICOLO AGGIORNATO il 20/06/18!

La pagina Facebook Basta Ingiustizie ha condiviso un meme che si riallaccia a quanto spiegavo nell’articolo qui sotto. In poche ore l’immagine da loro creata ha superato le 15mila condivisioni. Perché come ben sappiamo basta indignare per fare accorrere frotte di boccaloni troppo pigri per verificare.

Il post di Basta Ingiustizie recita:

I soldi del terremotati? Tutto insabbiato! Il giudice archivia il caso! I soldi degli SMS non sono stati rubati, solo non si trovano!

 

Continuo purtroppo a vedere titoloni decisamente sensazionalistici, il Fatto Quotidiano:

Terremoto, scandalo degli sms per Amatrice: indaga la Procura su 33 milioni mai arrivati

da Il Giornale:

Soldi per i terremotati spariti: vogliono già insabbiare tutto

Il succo è sempre lo stesso: titoloni che parlano di soldi destinati ai terremotati spariti. La stragrande maggioranza degli indignati che condividono l’articolo è convinta che qualcuno abbia sottratto del denaro che in precedenza era destinato ai terremotati. Ma le cose non stanno così, tutti gli articoli in realtà spiegavano abbastanza bene i fatti (anche se con l’aggiunta di sensazionalismo e indignazione).

Oltre 33 milioni di euro raccolti con gli sms di solidarietà per i terremotati del 24 agosto 2016 e “mai arrivati alle popolazioni colpite dal sisma”. Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, grida tutta la sua rabbia dal palco di Atreju, la festa di Fratelli d’Italia. Svelando, fra l’altro, che quei fondi sono stati destinati ad altri interventi “estranei alle aree pertinenti”, addirittura per “una pista ciclabile in un paese delle Marche non colpito dalle scosse”.

Quindi non sono spariti, si sa perfettamente dove sono andati. L’hanno fatto secondo le regole? O qualcuno ha fatto il furbetto? Non credo sia complesso per la Procura verificare i fatti. E difatti lo stesso Giornale, che titolava con tono indignato:

Vogliono insabbiare già tutto

Nell’articolo, solo dopo una riga di indignazione, la foto di rito (e il lettore medio se ne è già ito per altri lidi) spiega:

Quei soldi, in effetti, non sono spariti. Non c’è molto di penale su cui indagare, non c’è un giallo da risolvere, e l’archiviazione sembra la strada più naturale, considerando che quei milioni di euro sono al sicuro nei conti della Protezione civile. Di penale, invece, c’è l’indagine per truffa a carico di 120 romani che, sfruttando la residenza «fittizia» ad Amatrice, sono stati pizzicati dalla procura reatina a incassare il contributo (da 400 a 900 euro) erogato alle vittime del sisma che prendono casa in affitto. Mentre le vittime vere, magari, vivono nelle baracche.

È tutto corretto, a parte quella frecciatina sui soldi “al sicuro nei conti della Protezione civile”.

LEGGI ANCHE:  Gli edifici di polistirolo

E spiega anche perché (secondo la Protezione civile) non sono arrivati fondi ad Amatrice:

Per la protezione civile non c’è mistero e non c’è scandalo. Amatrice, come Accumoli, proprio grazie all’attenzione mediatica ha ricevuto fondi a sufficienza.

Repubblica riporta:

Da parte sua, la Protezione Civile a intervenire, assicura che “nessun euro donato dagli italiani è sparito. I fondi raccolti, come stabilito nel Protocollo d’intesa con gli operatori della comunicazione e della telefonia, nonché dalla legge 229 del 2016 che ne disciplina il funzionamento, sono destinati a interventi in favore dei territori colpiti dal sisma”. Il  Dipartimento aggiunge che le donazioni sono “nella contabilità del Commissario straordinario” e rimanda al sito della Protezione Civile per “l’elenco dei progetti approvati nella seduta del 17 luglio scorso dal Comitato dei Garanti” dove sono indicate anche “tutte le informazioni sul funzionamento del numero solidale 45500”.

Sicuramente, se i progetti approvati a luglio non avessero ricevuto i fondi, i Comuni destinatari se ne sarebbero lamentati, cosa che, per ora, non è successa. È corretta la stima che con le raccolte comunali e locali si fossero già ottenuti fondi a sufficienza? Non sta a me dirlo, questo è quello che forse andrebbe indagato: capire come quei soldi verranno spesi, verificare quanti in totale ne sono stati raccolti e se davvero ha senso ritenerli sufficienti per la ricostruzione, ad esempio, di Amatrice.

Resto in attesa di eventuali aggiornamenti.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!