Ti taglio i capelli in nome dell’Islam

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Mi mancava un bel video da demistificare, uno di quelli in lingua straniera ripreso da pagine Facebook di nessun valore e condiviso all’impazzata da una platea di soggetti che si fidano, soggetti che io definisco analfabeti digitali, mentre qualcun’altro potrebbe definirli scemi.

Sono tante le volte che vi lamentate che me la piglio con chi cade nelle bufale, ma purtroppo dopo cinque anni di demistificazione si arriva ad un punto in cui chi casca nelle bufale di questo tipo non mi commuove più, non mi fa più tenerezza per la sua poca dimestichezza con lo strumento internet, mi fa venire solo voglia di prenderlo affettuosamente per il sedere, perché è quella l’unica cosa che meritano, essere un po’ perculati.

Il 2 aprile 2017 una pagina Facebook che si chiama Rivoluzione italiana pubblica un video dove, secondo loro, verrebbe mostrata una coppia di brasiliani convertita all’Islam. Nel video vediamo un uomo tagliare i capelli in maniera decisamente violenta a una donna con in braccio una bambina. La donna è passiva e silenziosa, la faccia non è delle più allegre.

In poche ore il video viene ripreso da altre pagine, tipo “Un Italia senza comunisti” tutte pagine di altissimo livello culturale, frequentate dal fiore dell’italianità.

Egidio commenta:

Uomo di merda
Io le forbici la prima volta che chiudevi gli occhi per dormire te le piantavo nella gola

Pino ribatte:

Boldrini guarda i tuoi amici musulmani.cosa fanno a questa povera donna come te.non bisogna fermare questi bastardi ma i nostri politici piddini parassiti

Luana s’indigna:

Rieducare tutti i musulmani che credono che tutto quello che fanno sia alle donne che uomini non sono neanche fatte tra animali.Insegnare solo la religione cioè pregare,rispettare la famiglia e tutti gli esseri umani e animali.Nel terzo millennio vedere queste cose fanno solo schifo.Sono persone plagiate deboli che vedono le cose errate giuste.Svegliamoci!!!!Non andate solo a casa loro a combattere per il petrolio,ma rieducateli.Solo così si elimina dalla faccia della terra questi.

Tanti commenti, ancor più condivisioni, quando sarebbe bastato fare una ricerca di pochi secondi in inglese per trovare velocemente traccia del video in un articolo su una testata in lingua inglese del Pakistan che risale a novembre 2016.

The alleged husband in the video gained instant notoriety straight after being shared by the Pakistani pages on Social media and being portrayed as a Pakistani husband who is ‘oppressing’ his wife for bringing disgrace to his ‘shame’ and honour.

However, contrary to what is being held true, the alleged incident didn’t take place in Pakistan and the couple also doesn’t belong to Pakistan. The couple is actually from Brazil.

Il video veniva diffuso da pagine che sostenevano avesse origine proprio in Pakistan, ma la testata pakistana aveva trovato una fonte che spiegava la storia in maniera decisamente differente. Quello nel video dovrebbe essere un brasiliano che sta punendo la moglie per averlo tradito con un nipote. A metterla online nel 2017 è Johanna Semsei, che il 1 aprile 2017 alle ore 00:00 la posta su una pagina che si chiama “Great Religious Problems” con questa descrizione:

Having your hair cut off is a punishment for not covering her head /face on public in some middle eastern culture….

All she probably ever achieved was her long beautiful hair…
– And then you all wonder why we are against your religion and beliefs… because you will take everything from a woman.. her freedom, her dignity, her rights .. even the she hasn’t even got and probably never will.
To some of you this may seem okay. But in the western world this is considered abuse… of you all want to live how you do, why go to an other country where you blatantly won’t be able to integrate and will have opinions thrown at you from the westerners.. then you shout it is racism… We can’t live together. Your religion and views don’t allow it. Got it???? Has it sunk in??? Or are you all so blinded that you can’t see reality …

Non è chiaro se Johanna stesse cercando di fare un pesce d’aprile (come mi fa venire il dubbio l’ora precisa in cui ha postato), fatto sta che il post è arrivato da noi, e lo xenofobo di turno sta sbavando come un cane alla catena ad agosto con 40 gradi all’ombra. Vedendo come reagisce al video l’italiano medio sarei curioso di sapere cosa direbbe se quella donna fosse sua moglie e l’avesse tradito con il nipote, ricordo ai gentili lettori che nel nostro paese il delitto d’onore era previsto dal codice penale fino al 1981:

Art.587

Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.

Non credo serva aggiungere altro, tanto gli xenofobi rabbiosi che l’hanno condivisa sulle loro bacheche mai ci leggeranno e quand’anche diranno “Eh vabbè, questa era una bufala, ma stai tranquillo che lo fanno, eccome se lo fanno”.

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Quindi a che serve dire di più?

La cosa che mi lascia allibito è che nessuno è in grado di accendere il cervello, visto che anche senza dover fare ricerche qualche dubbio sarebbe dovuto venire a tutti fin da subito: la donna è mostrata a capo e volto scoperto davanti a una telecamera, quando un estremista islamico così violento la terrebbe probabilmente nascosta agli occhi degli altri.

Fatevi furbi, smettete di condividere la qualsivoglia che vedete apparire in bacheca, piuttosto che fare figure di palta di queste dimensioni sarebbe molto più saggio chiudere il proprio profilo Facebook e ritirarsi in eremitaggio.

Prima che arrivi il solito genio a dirmi che succede, ed è successo non più tardi di qualche settimana fa proprio a Bologna, vorrei ricordare che BUTAC tratta singole notizie; con quest’articolo nessuno nega che esistano estremisti islamici, come ci sono anche quelli cristiani, e che gli stessi siano persone che in nome della religione sono disposti a fare di tutto. Non hanno la mia stima, ma questa notizia riguardava tutt’altro.

maicolengel at butac punto it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.