AGGIORNAMENTO del 16/01/2015

Questo articolo era tra le mie bozze da fare da alcuni giorni, non è completo, di cose ne sarebbero state da scrivere ben di più, ma la buona notizia è che le ragazze sono tornate a casa, sembra stiano bene, e questo mi rende felice per loro, quanto riportato qui sotto però resta, oggi più di ieri, e sarebbe importante circolasse, perché un certo tipo di pseudogiornalismo venga finalmente bloccato. Non m’interessa se le due ragazze tifassero per una delle fazioni del conflitto, non m’interessa cosa passasse per le loro teste quando hanno scelto di partire, erano italiane, rapite e detenute illegalmente, ora sono tornate a casa, questo mi basta.

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ImolaOggi, ma non solo, ci ha regalato questa “perla” dove si attaccano frontalmente due ragazze italiane al momento rapite in Siria. Partiamo col dire che attaccare gente che non può in alcuna maniera difendersi dalle accuse dimostra il basso livello giornalistico della testata. Non parliamo poi di quanto può fare male leggere un articolo come quello di Imola Oggi a tutti coloro che le due ragazze le conoscono, magari sono parenti, genitori, amici, insomma pubblicare un pezzo del genere dimostra il livello di pelo sullo stomaco che una redazione debba avere, nel caso di ImolaOggi non è più pelo, ma direttamente pelliccia (spero sintetica se no poi la LAV si arrabbia).

Cosa ci racconta ImolaOggi? L’articolo parte benissimo:

Nella foto SOTTO uno dei due soldati siriani della 93.ma Brigata sequestrati dagli islamisti, ovvero dai fidanzatini delle due odalische d’Italia, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, per le quali ci apprestiamo a pagare un salatissimo riscatto.

Copiando da un altro pezzo non loro che la stessa frase la metteva giù così:

Uno dei due soldati siriani della 93.ma Brigata sequestrati dagli islamisti, ovvero dai fidanzatini dei vari Marzullo, Ramelli, Andervill, Farnesina, Ceniti, Francia, Tizzani, Appiani, Soufi, Fangareggi e altre odalische taqfire d’Italia.

La parola taqfire riportata nel secondo pezzo è un’invezione linguistica, che viene da takfire, per chi se lo chiedesse, e significa (da wiki inglese):

A takfiri (Arabic: تكفيريtakfīrī) is a Muslim who accuses another Muslim (or an adherent of another Abrahamic faith) of apostasy.[1] The accusation itself is called takfir, derived from the word kafir (infidel), and is described as when “one who is, or claims to be, a Muslim is declared impure.”[2]

Quindi non so esattamente cosa intendessero dire di queste due ragazze usando la parola taqfire, vorrebereo sostenere che siano due musulmane infedeli? O il “gioco linguistico” vorrebbe affermare che siano italiane infedeli? Non lo so, e probabilmente poco m’importa. Perché tutto l’articolo mi fa davvero venire il latte alle ginocchia!

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Ma guardiamo altro del pezzo di Imola Oggi, frasi come questa:

“Giuro su Dio che vi annienteremo!”. Dio abbia pietà delle vostre anime, coraggiosi soldati dell’Esercito Arabo Siriano. Il vostro sangue non sarà sparso invano. Nessuna pietà per i ratti islamisti, e i loro pidocchi italiani.

Dimostrano la pessima obbiettività dell’articolo, in pratica si riporta una frase detta dal povero soldato siriano catturato e ucciso, (Giuro su Dio vi annienteremo) e la si ingigantisce, con riferimenti di dubbio gusto: ratti islamisti e pidocchi italiani. Vi rendete conto della bassezza di certe affermazioni? Io odio la guerra, trovo ISIS e tutti quanti la supportino un’organizzazione terroristiche di grande livello, organizzazione che mi fa tremare e che vorrei smettesse di combattere. Ma so bene che la colpa non è dei soldati, ma di chi li comanda, invasati tali e quali a quelli dietro Imola Oggi, gentaglia, che pur con una diversa fede e diverse idee alla fine agisce esattamente come Imola Oggi vorrebbe noi facessimo con gli stranieri sul suolo italico. ISIS e la gente dietro testate come Imola e Vox sono alla fine fatti con lo stesso stampino, ideali diversi ma modi di pensare MOLTO simili!

Quindi avete capito bene, si parte dall’accusare le due ragazze di avere qualcosa a che fare con il povero soldato siriano ucciso a fine agosto 2014, quasi ad intendere che loro abbiano svolto un qualche tipo di ruolo nella cosa. Le si bolla come odalische, fidanzate dei combattenti di ISIS,

Greta Ramelli e Vanessa Marzullo sono le ‘cooperanti’ filo-islamiste scomparse il 1 agosto nella provincia di Aleppo, in Siria, dopo essere state infiltrate dai servizi segreti italiani e turchi in territorio siriano.

INFILTRATE da servizi segreti italiani e turchi? Cooperanti filo-islamiste? Ma in redazione che cosa si fumano da quelle parti? Io non sono di quelli che vede il volontariato come quello fatto da Greta e Vanessa di buon occhio, sono il primo a dire che se uno decide VOLONTARIAMENTE di andare in paesi con situazioni come quella siriana poi se viene catturato un po’ se l’è cercata. E sicuramente ho pensato la stessa cosa quando Greta e Vanessa sono state catturate. Ma da qui ad accusarle di essere fidanzate dei propri rapitori o ancor peggio colpevoli di tradimento alla patria ce ne corre di acqua sotto ai ponti.  Specie quando dall’altra parte testate come ImolaOggi sono dietro a lottare perché altri due italiani (gli arcinoti marò) vengano liberati da ogni accusa in territorio indiano. Quindi si applica il classico giochino del due pesi due misure, i marò che hanno fisicamente sparato sono innocenti da riportare a casa, queste due ragazze invece sono takfire da lasciare la, anzi da sperare che facciano una brutta fine.

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Bello, davvero bello. Ma cerchiamo di fare chiarezza il più possibile, Vanessa e Greta sono volontarie che si occupano di aiuti umanitari, sicuramente vivono la cosa con lo spirito e la passione di due giovani, sicuramente avranno le proprie personali idee su chi abbia torto e ragione in una guerra, tutti le abbiamo, ma quando si sceglie di andare a fare vero volontariato e arrivare in zone dove la guerra c’è poco importa quali siano le nostre idee ed opinioni, come riportavano loro:

“Dietro al lavoro umanitario, c’è anche un lavoro di attivismo nato da tempo e che continua attraverso una rete di amicizie e conoscenze coltivate con attivisti siriani, che continuerà nonostante l’impegno anche a livello umanitario. La persona è persona a prescindere dalle sue idee e tutti saranno rispettati e chiunque in stato bisognoso, soprattutto i minori, riceverà gli aiuti”.

Non mi sembra un apologia della religione musulmana, non mi pare si possa tacciare di nulla chi scrive una frase così. Anche se non si concorda con il loro esser andate li per aiutare non si può decidere che siano brutte persone, che se la siano cercata, che siano da abbandonare. Le due ragazze hanno dimostrato più e più volte il loro attaccamento al volontariato, sono state in centri per malati di AIDS, sono andate e tornate dall’Italia in luoghi dove tanti di noi non ci andrebbero neppure se pagati. Il tutto per portare aiuti, specie a bambini, come si può decidere di attaccarle. Che si trattasse di bambini musulmani, cristiani, buddhisti, che ci deve fregare? Un bambino è un bambino, innocente anche quando ha dei genitori idioti, un bambino andrebbe difeso da tutto e da tutti, anche dai “giornalisti” di Imola Oggi.

ImolaOggi per andare a fare le pulci dove non ce ne sarebbe bisogno e gettare altro fango sulla cosa sostiene che la pagina del progetto per cui collaboravano le due ragazze è stata chiusa il 7 AGosto, stranamente la pagina tutt’oggi è ancora aperta, ed anzi, da ieri riporta una buona notizia:

 

Ma credo che in redazione ad IO nessuno festeggerà la cosa, lo credo perché mi auspico che al loro ritorno in patria le due ragazze abbaino le palle per denunciare la redazione stessa, e non fermarsi, andare avanti finché non un giudice non sanzionerà (spero in maniera MOLTO salata) i cari giornalari.
L’idea (che continua a farmi male) che l’ordine dei giornalisti si schieri contro il web, inteso come blogger e Facebook, e non sanzioni testate iscritte all’ordine e regolarmente registrate mi lascia sconcertato. Interessi politici? poca voglia di fare ciò per cui esistono? Non lo so, ma davvero credo che nel giornalismo italiano ci sia da riformare ben più delle sole linee guida.
Qualche considerazione aggiuntiva l’aveva fatta un nostro collega blogger, qui.