Veronesi dà ragione a Di Bella?

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DIBELLAVERONESI

Alfonso Albanese ci segnala l’ennesima bufala sulla terapia di Bella. Questa volta è apparsa su Leggo il 9 gennaio 2014: è una storia vecchiotta, ma viene spacciata come “prova inconfutabile” che il metodo Di Bella funzioni davvero. Il problema è che notizie del genere poi tornano a circolare, specialmente quando non vengono rettificate.

TUMORI, VERONESI DÀ RAGIONE AL METODO DI BELLA:
LE CELLULE TUMORALI DI UN 30ENNE SONO GUARITE

Si parte subito con la classica “introduzione shock“. Non importa cosa ci sia scritto, ma il soggetto viene presentato come un eroe “finalmente riconosciuto” dai poteri forti, identificati in Umberto Veronesi – suo malgrado.

Ci sono voluti parecchi anni, ma alla fine il metodo Di Bella, la cura anti-tumori a base di farmaci biologici, creata dal medico fisiologo scomparso nel 2003, è stata riconoscita [sic!] valida da Umberto Veronesi.

Poi si passa alla nomina di un fantomatico “studio scientifico” che avrebbe il potere di sovvertire l’opinione del mondo scientifico sul metodo Di Bella. Il fatto che venga “approvato dall’Istituto europeo per l’Oncologia” risulterebbe un’ulteriore beffa per il suo Direttore emerito, Umberto Veronesi, perché fu lui stesso che presiedette il comitato che nel 1998 dichiarò inutile il metodo Di Bella.

Uno studio scientifico dell’Università di Firenze e approvato dall’Istituto europeo per l’Oncologia, ha confermato, infatti, la validità del metodo. […] Lo studio dell’Università di Firenze è stato pubblicato sulla celebre rivista European Journal of Pharmacology ed ha avuto il benestare scientifico dell’Istituto europeo di Oncologia, capitanata dal professor Umberto Veronesi.

Quale studio? Nome del paper, autore, data di pubblicazione? Cercando sull’European Journal spunta fuori il nulla più totale. Nessun estremo, difficoltà nella ricerca, dunque è facile propendere per lo scetticismo. Specialmente di fronte all’arrogante strizzata d’occhio con la quale si vuole catturare la benevolenza del lettore medio.

E viene da sorridere, perchè lo stesso, identico metodo fu bocciato dal ministero della Salute nel lontano 1998.

Ma chi sarebbe questo fortunato?

[U]n ragazzo 32enne di Cosenza, colpito da carcinoma. Dopo la diagnosi si è rifiutato di sottoporsi alle cure tradizionali, e ha deciso di rivolgersi immediatamente a Giuseppe Di Bella, figlio del fisiologo.
Due mesi dopo, il medico dell’Istituto europeo di Oncologia, ha notato che: “obiettivamente al controllo odierno, pur mancando un’immagine che consenta un paragone, rispetto alla descrizione della Tac parametro, la lesione appare ridotta da T2 a T1. Il paziente riferisce netto miglioramento della sua patologia.”

Tutto bello, tutto funzionante… ma sa di già visto. Cercando alcuni elementi del testo si arriva a un articolo firmato da Vincenzo Brancatisano e pubblicato sulla Gazzetta di Modena. È pedissequamente identico già a partire dal titolo.

L’istituto di Veronesi “promuove” Di Bella

Anche la marcetta trionfale è pressoché identica, cambia soltanto il panegirico per il “poeta della Scienza” – appellativo per Di Bella.

Meglio non poteva andare, nel centenario [della nascita di Di Bella ndNinth], per una terapia bocciata come inefficace e tossica dal Ministero della Sanità nel 1998 dopo una contestata sperimentazione e che in questi anni si è diffusa in Italia nel silenzio generale, con pazienti, medici e farmacisti che riferiscono di ottimi risultati ottenuti in tanti pazienti. Tra i più recenti, alcuni a Siracusa, a Catania e in Calabria.

E prepariamoci al botto…

È il caso di un trentaduenne di Cosenza, colpito da un carcinoma squamocellulare rinofaringeo, che dopo la diagnosi s’è rifiutatao [sic!] di sottoporsi alle cure tradizionali proposte dallo Ieo di Milano e s’è subito rivolto a Giuseppe Di Bella, figlio medico del fisiologo, uno dei tanti medici che continuano a praticare il trattamento, e che il 30 settembre scorso, stando alla cartella clinica, gli ha prescritto la contestata terapia. Neppure due mesi dopo arriva il risultato, certificato dal dottor Roberto Bruschini, oncologo del Reparto di Chirurgia Cervico Facciale dell’Unità di Neoplasia del Cavo Orale dello stesso Ieo, diretto dal professor Luca Calabrese.

Stesso soggetto, stessa forma della malattia (carcinoma), stesso rifiuto delle cure tradizionali; appello al figlio di Di Bella e stesso periodo-finestra dopo il quale si sono visti miglioramenti. Identici a quelli riproposti nel 2014:

Riferendosi alla cura praticata “secondo lo schema Di Bella”, il medico ha scritto che “obiettivamente al controllo odierno, pur mancando un’immagine che consenta un paragone, rispetto alla descrizione della Tac parametro, la lesione appare ridotta da T2 a T1. Il paziente riferisce netto miglioramento della sua patologia”. Il giovane s’è poi rivolto all’avvocato Massimiliano Coppa di Cosenza che gli ha fatto ottenere un’ordinanza del Tribunale che facendo leva sul referto dello Ieo ha obbligato l’Asl alla somministrazione gratuita della terapia, mentre in prima istanza il giudice monocratico s’era attenuto agli esiti negativi della sperimentazione respingendo l’istanza del paziente, al quale nel frattempo l’Inps aveva revocato l’invalidità per patologia.

I casi sono tre. Lo stesso paziente è rimasto trentaduenne per due anni, per merito della cura Di Bella. La terapia funziona solo sui trentaduenni di Cosenza per qualche oscura triangolazione dei pianeti. Oppure, cosa più probabile, è la ripresentazione della bufala del 2012, già all’epoca era stata clamorosamente smentita non soltanto da Veronesi, ma soprattutto da Adolfo di Bella.

Il Prof. Veronesi non si è “arreso” proprio a nessuno, e tantomeno al Mdb. Ognuno può dare il suo giudizio più o meno tiepido o negativo sul personaggio evocato, ma non attribuirgli dichiarazioni od ammissioni mai fatte. Titoli ad effetto portano unicamente danno alla plausibilità ed all’immagine del Mdb. E, purtroppo, anche a noi che portiamo il nome Di Bella e che abbiamo l’onore e l’onere di rappresentare e tutelare l’opera di nostro padre.

L’articolo vira a poi a livelli surreali quando cita uno studio di modesto significato scientifico del quale ci siamo già occupati sul DiBellaInsieme e del quale si è occupata anche la Sig.ra Locati, e che non ha spostato né sposterà di un micron né la situazione nè l’opinione corrente (lasciamo stare se in buona o cattiva fede) sul Metodo Di Bella; per cui ci auguriamo di non dover più tornare sull’argomento.

Anche noi ne avevamo parlato l’anno scorso, ma dubito ci abbiano letti.

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Succede, quando si vuole disinformare per dare false speranze e il fact checking giornalistico è un miraggio più miraggio della verginità di Cicciolina.

Il Ninth

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