Vivere in una bolla

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Era da un po’ che non trattavamo l’argomento, ma una segnalazione mi ha fatto venire voglia di scrivere ancora una volta due righe in merito.

“Così mio figlio è diventato autistico”

Questo il titolo con cui apre Gioia Locati il 22 settembre 2016 sul suo blog su Il Giornale, blog che seguiamo con attenzione visto che parla spesso di cure alternative non riconosciute dalla scienza, intervistando anche improbabili soggetti che nulla hanno a che fare con la medicina vera. Come abbiamo visto negli ultimi tempi la pseudomedicina non è solo due gocce di zucchero nell’acqua e ti passa il raffreddore, ma ci sono svariati casi, documentati anche dalla stampa, di pazienti morti dopo essersi affidati a cure alternative per malattie gravi.

La Locati ha già parlato di vaccini, e si è già schierata con chi i vaccini li ritiene colpevoli dell’autismo in tanti bambini. La scusa per ritornare sull’argomento è la presentazione di un libro, “Mamma io non vivo in una bolla”, scritto dalla mamma di un bimbo autistico. Il libro punta il dito, ovviamente, sulle vaccinazioni pediatriche, uniche colpevoli dell’autismo del povero Nicola, almeno secondo la sua mamma.

La Locati con una storia così ci va a nozze, sguazza felice come una paperella nello stagno. Non le par vero di poter fare ancora una volta disinformazione sull’argomento. Purtroppo per DottPA, Gioia stavolta parla pochissimo di medicina vera, quindi per intervenire sull’argomento bastano le mie umilissime competenze.

Ci siamo già espressi più e più volte sui motivi per cui l’autismo NON È causato dalle vaccinazioni. Vi abbiamo già spiegato come mai le due cose vengono spesso trattate insieme. E speriamo di avervi spiegato a sufficienza che i vaccini pediatrici sono una delle risorse mediche più importanti per prevenire gravi malattie ai nostri figli, malattie che possono portare a conseguenze gravissime se non si è vaccinati.

Di tutto l’articolo c’è una parte su cui vorrei vi concentraste:

Fino a 22 mesi Nicola era un bimbo sano e vivace. Precoce in tutto. Così lo descrive la mamma, Federica Santi, 36 anni, ex insegnante, musicista e scrittrice:

A tredici mesi, Nicola, sgambettava come un leprotto. A 20 parlava e cantava, manifestava il suo talento artistico in ogni occasione: sapeva dipingere, era affettuoso, baciava il fratellino nel pancione”. Poi, intorno ai 22 mesi, subito dopo la nascita del fratellino, ha avuto un arresto dello sviluppo, e in poche settimane, ha smesso di parlare, di mangiare di gusto, di dormire un sonno filato.

Quindi il bimbo in questione, Nicola, fino a 22 mesi era un bimbo perfettamente normale. L’ultimo richiamo delle vaccinazioni pediatriche si fa al tredicesimo mese, nove mesi prima dell’arresto dello sviluppo del piccolo. Nove mesi in cui secondo le parole della madre il bimbo parlava, dipingeva, baciava il pancione della mamma. Poi così, in poche settimane la situazione si capovolge. In quei nove mesi il bimbo a parte disturbi gastrointestinali (che possono esser spiegati da un’allergia o una temporanea intolleranza a qualcosa che non veniva tolto dalla sua dieta) non ha avuto altri sintomi, ma… la colpa è sicuramente del vaccino.

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Lo sostiene la mamma, supportata dal Dott. Serravalle, che la segue in questo percorso:

Ho scelto un pediatra specializzato, Eugenio Serravalle, che mi ascolta con infinita pazienza, anche per ore, su Skype e che mi consiglia sempre bene. Un esempio? I rush cutanei sono scomparsi, i disturbi intestinali quasi risolti. E Nicola ha ripreso a parlare.”

Io ho due figli, entrambi hanno avuto disturbi con alcuni alimenti (rimossi prontamente dalla dieta) e rush cutanei, il grande passati i tre anni ha smesso di avere rush e ha ripreso a mangiare come un vitello, la minore è ancora piccola, ma si tratta di cose normalissime, che capitano a milioni di bambini tutti i giorni. Se il dottore avesse saputo dimostrare scientificamente la correlazione tra vaccino e autismo allora sì che sarebbe stata una scoperta importante. Mentre invece ha aiutato la mamma a passare quelle che per tanti altri bambini sono fasi normali della crescita.

Qual è il problema? La Locati ripete una lezione ormai imparata a memoria dalla maggioranza degli antivaccinisti che ho conosciuto: i vaccini non causano l’autismo, ma possono causare problemi che possono portare ad un’encefalia, encefalia che può portare ad una diagnosi di sindrome dello spettro autistico.

Ma è una BALLA che gira da tempo, supportata da nessuno studio scientifico, ma solo dalla fede di chi l’accetta per buona. L’articolo cita poi Gabriel Levi in una dichiarazione che circola online da anni, peccato che sia in parte tagliata. E che le parole di Levi oggi siano superate da uno studio pubblicato su JAMA nel 2012:

“In rari casi il vaccino può aumentare la vulnerabilità neurologica, ma non significa che determini l’autismo.”

Si cita Montagnier, si cita “l’informatore della CDC“, tutte cose da noi già trattate, ma Gioia non ci legge, forse non le stiamo simpatici.

Qualche giorno fa la Locati raccontava di aver ricevuto un richiamo dall’Ordine dei giornalisti, lo faceva in tono quasi di sfida:

L’eco assordante del richiamo (dell’Ordine dei giornalisti)

Ho meritato un avvertimento – il grado più lieve delle sanzioni  giornalistiche – perché  ho scritto che un mio intervistato è “medico” mentre sarebbe solo farmacista (in ogni caso ha un curriculum dubbio e me ne sono accorta dopo). Ho sbagliato. Mi è capitato e mi dispiace. D’altronde il dottore si è presentato a me in questo modo, come “medico che applica il metodo Di Bella in Africa”, aggiungendo che una parte dell’anno “esercita anche a Caserta”. Chi fa il mio mestiere sa che le verifiche sono d’obbligo quando si intraprende un’inchiesta ma davanti a un’intervista, a meno di non essere anche 007, ci si fida. (Tra l’altro la fotocopia di un attestato della Società di Ultrasonologia definisce il dottore “medico-chirurgo”, e avevo dato per scontato il titolo, vedi foto).

Minimizza, ma la storia era tutt’altro da minimizzare. Del signore in questione ce ne siamo occupati subito, ancor prima dell’Ordine dei giornalisti, e del “dottore” in questione abbiamo parlato spesso. All’epoca scrissi anche al Giornale facendo presente il macroerrore grave nel quale la Locati era incappata, dare credito ad un ciarlatano che nulla aveva da spartire con la medicina. Ma nessuno mi ha mai risposto dalla redazione, e l’articolo incriminato è rimasto online a lungo. Anzi, a esser sinceri, mi accorgo con stupore che è ancora online, sulle pagine non del blog, ma proprio de Il Giornale, che ha ricevuto un richiamo sulla questione già a febbraio 2016.

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Sono basito.

Hanno parlato del blog della Locati anche:

Butac fa parte di TeamVaxItalia, rete per la corretta informazione sulle vaccinazioni pediatriche, #iovaccino, no alla #disinformazione era la campagna di sensibilizzazione con cui eravamo partiti l’anno scorso. Quest’anno insieme ai ragazzi di RIV e di #IoVaccino stiamo supportando #alnidovaccinati, per il ritorno dell’obbligo delle vaccinazioni per i bambini al nido. Sarebbe bello non ci fosse bisogno di re-istituire l’obbligo delle vaccinazioni, ma finché la disinformazione sarà in mano a ciarlatani purtroppo il numero di genitori convinti che facciano male è diventato troppo alto. La salute dei nostri piccoli viene prima di tutto.

alnidovaccinati

maicolengel at butac punto it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.