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Se le segnalazioni dei nostri amici e sostenitori fossero tutte così, per noi di BUTAC sarebbe sempre una passeggiata. Non ci sarebbe neppure il gusto di una sbufalata D.O.C., solo il gusto di ricordare al lettore che, a volte, il mondo è bello perché è vario. Ma dato un illustre precedente, è sempre meglio mettere in guardia e ricambiare adeguatamente la fiducia riposta in noi.

Ci avete segnalato questa pagina dal titolo piuttosto eloquente.

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Ho applicato la censura di mia volontà: non voglio urtare la sensibilità dei lettori credenti.

In copertina abbiamo uno slogan che è tutto un programma: “più party, meno parti”. L’evidente gioco di parole dovrebbe aiutarvi a comprendere gli intenti del fondatore. Se non dovesse bastarvi, osservate attentamente la categoria nella quale ricade: “Banca/Istituzione finanziaria”.

Proseguendo nell’indagine e trattenendo qualche caustica risata, ecco spuntare alcune perle:

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per la prima (e ultima ) volta devo fare un applauso alle femministe: passano la loro vita a distruggersi la f***a con i vibratori perchè odiano gli uomini, ma almeno non partoriscono niente da quel buco!
vai ragazze continuate così al grido “Uomini?C***omene, io c’ho i gatti!”
Vi amiamo, non mollate che siamo già tanti, mannaia la v***e! <3

Il post è over-the-top, volutamente esagerato, caustico e cinico quanto basta per dare fastidio – perché no, per suscitare una risatina. È una pagina che darebbe più di un filo da torcere ai benpensanti, o più semplicemente a chi si ferma alla superficie delle cose. Suvvia, ringraziare “per la prima (e ultima) volta” le femministe adducendo l’autoerotismo come motivo principale? Confondere le femministe con le zitelle che vedono gli animali come esseri umani?

Che dire di questa:

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le donne gravide sono prepotenti:
passano davanti alle casse dei supermercati
vogliono il TUO posto sugli autobus
arrivano dopo dai dottori ed entrano prima di TE
sempre con quell’aria da “lei non sa chi sono io”

o ma basta io mi sono rotto i c***i!! piu diritti anche per i NON-GRAVIDI!
Paese di m***a razzista!! Che schifo!!! e porco***!!

Si accusano le donne incinte di una presunta superiorità, si aizza la folla chiedendo “piu diritti anche per i NON-GRAVIDI” (sic!) per poi lanciarsi nel vilipendio sconclusionato. Che piaccia o meno, la bestemmia finale espressa con fare liberatorio è il culmine del tongue-in-cheek: si afferma così l’assenza di serietà nelle affermazioni e garantisce una sonora risata in chi predilige questo tipo di humour irrispettoso.

Un ultimo, non certo per importanza, esempio:

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La fiera dell’eiaculazione feroce.
Notare gli sguardi soddisfatti per aver incastrato i loro fidanzati in una vita fatta di pannolini, pappine e porchi*** notturni!! 
VERGOGNATEVI LA F***A!!

Grazie […] per la foto

Ancora una volta, siamo di fronte a un umorismo controverso basato esclusivamente sull’assurdo.

So bene che questo umorismo è riservato a chi lo apprezza. Ci sono molti che si chiedono se, addirittura, questa tipologia possa rientrare tra le sue categorie. Non c’è alcun intento satirico prominente o esplicito, si prende di mira solo le donne incinte e tutti quei problemi che ruotano intorno alla loro figura. In un certo senso, qualcuno potrebbe trovarla satirica proprio in virtù di questa caratteristica, ma secondo me è una definizione un po’ campata in aria.

Verdetto finale: siamo di fronte a una pagina volutamente caustica e squisitamente offensiva ai più. A differenza della pagina dell’Associazione “Beato Amedeo Camaldolese”, “Basta partorire” non si prodiga nell’imitazione di un modello conosciuto. Con ogni probabilità, chi scrive lo fa con l’intento di procurare una risata sguaiata e nulla di più. È un umorismo discutibile, per nulla condiscendente e politically incorrectIl buono di questa pagina sta proprio, però, nella consapevolezza di sé.

Questa pagina non invita chi la frequenta a picchiare le donne gravide e non pubblica nomi e cognomi di chi è in dolce attesa. Cosa più importante, non incita nessuno a commettere un crimine. Gli sproloqui sono senza capo né coda e giocano molto sulle situazioni o sugli stereotipi legati a esse. Quanto ci scommettiamo che le storie ivi raccontate hanno la stessa fondatezza delle barzellette sui Carabinieri? Sono stereotipi, ecco tutto. Inutile girarci intorno: questa è una pagina innocua.

Plachiamo gli spiriti bollenti e lasciamo vivere a chi piace. Esistono altre pagine per le quali vale davvero la pena di indignarsi. Per nostra fortuna, questa non vi rientra. È anzi in buona compagnia di altre, forse anche più “simpatiche” e “condivisibili”.

Attivatevi solo nel caso in cui venga postata una vostra foto – cosa che non credo accadrà.

Il Ninth