STIMMATE-BISCTTI

Avete presente quando faccio i discorsoni belli complicati dove appaio serio e coerente? Bene, dimenticatelo per un attimo: questa è troppo bella perché finisca nel dimenticatoio. (Poi si torna seri, promesso.)

L’arrivo della salma di Padre Pio a Roma ha coinciso con una specie di competizione a chi trova l’espressione di devozione religiosa più kitsch per farsi qualche risata.

Quella che ha solleticato la fantasia di tutti, credenti e non, è stata raccolta nel post che vedete nell’immagine qui sotto. Stando a chi l’ha postato, qualcuno avrebbe fatto dei biscotti con le stimmate per onorare il santo di Pietrelcina.

Roba che meriterebbe di finire nel gruppo cucinaremale.

biussymod

La realtà dei fatti è un po’ diversa: quelli si chiamano stigmata cookiesla fotografia risale al 2010 e proviene dal blog di una madre di due figli, Chasing The Dish. Il post in questione è datato 1 aprile 2010 e già in quell’occasione la donna si è mostrata perfettamente cosciente di quanto potesse risultare controversa una ricetta simile, anche per via della sua educazione religiosa. La sua esperienza nelle scuole conservative e iperreligiose non ha intaccato la volontà di riderci sopra.

Ok, I already know that these are controversial. I grew up going to Roman Catholic church schools and then, when we moved to the States, a very conservative Christian school. If I hadn’t developed a bit of a sense of humour about the whole thing, I’d either be in a convent or in prison by now.

Qui trovate la ricetta che ha fatto “il giro del web”. (Era da un po’ che non moriva un nyan catgiusto, r/Italy?).

Fra chi ha commentato, c’è chi ha parlato di opera blasfema che lederebbe “la sacralità della Passione”. Forse sono io che sono stato abituato “male” – i miei genitori non sono mai stati così religiosi – eppure io ci vedo solo dei buoni biscotti, simpatici e per nulla irriverenti, che non hanno alcuna pretesa di scardinare chissà quale ordine religioso prestabilito. Sono una ricetta simpatica, che qualcuno ha voluto fare a casa propria e ha voluto condividere con qualcun altro. Nulla di evidentemente sacrilego o blasfemo. Irriverente, certo, ma è stato un modo kitsch come un altro per “festeggiare” la Pasqua.

Angus_Fangus6La cosa che più mi infastidisce è che di questa bufala se ne è occupato Leggo, citando il blog di Munafò che, prima di noi, ha pubblicato la storia completa. Non so voi, ma ho la sensazione che Leggo – dal valore pari alla carta straccia – voglia cavalcare più il “fenomeno bufala” per raggranellare qualche click dalla pubblicità.

Io la butto lì, mi va di far polemica: dov’erano gli articolisti, quando c’era da fare corretta informazione? Tutti a gridare “è una bufala”, ma fino a ieri avevano la stessa onestà intellettuale di Angus Fangus.

E continueranno a farlo, offrendo un servizio scadente in barba al diritto a una informazione corretta.

Il Ninth
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