Le cellule staminali ematopoietiche e la sclerosi multipla

SLA-SM-STAMINALI

È con un certo disprezzo che torno a trattare nuovamente di pseudoinformazione sulla sclerosi multipla. Dopo aver trattato alcune pseudocure, oggi vorrei parlare della comunicazione sensazionalistica sulla terapia con le cellule staminali ematopoietiche, cellule in grado di dare origine a tutti i tipi cellulari del sangue periferico.

Quando si tratta di progressi nelle terapie, bisogna evitare di nutrire false speranze attraverso un’informazione raffazzonata. Il target a cui indirizzare queste notizie non le merita. La nostra amica Laura, protagonista di questa meravigliosa lettera, ci segnala un caso di disinformazione a danno di chi è affetto da sclerosi multipla.

ADNKRONOS riporta così la notizia:adnkronos

Secondo Basil Sharrack, del Royal Hallamshire Hospital di Sheffield, “avere un trattamento che può potenzialmente invertire la disabilità è davvero un risultato importante”. L’approccio del team è partito dall’idea che il sistema immunitario attacca il cervello e il midollo spinale, causando infiammazione, dolore, disabilità. La terapia elaborata dai ricercatori si basa sulla distruzione del sistema immunitario ‘impazzito’, attraverso altissime dosi di farmaci chemioterapici, e poi sulla sua ricostruzione attraverso il trapianto di staminali prelevate dal sangue dello stesso paziente.

Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche autologhe ha, questo caso, lo scopo di ripristinare il sistema immunitario difettoso, distrutto con la chemio. Questo viene poi ricostruito proprio con le staminali raccolte a partire dal sangue dello stesso paziente. Queste ‘cellule bambine’, infatti, sono in una fase così precoce che non hanno sviluppato i difetti che scatenano la sclerosi multipla.

Un enorme cucuzzaro all’apparenza scientifico che si conclude con veri e propri miracoli… di cui, a conti fatti, non ha senso parlare a cuor leggero.

Questa è una notizia vecchia. Il comunicato stampa inerente lo studio inglese è stato riciclato spregiudicatamenteLa stessa storia, identica in tutto e per tutto, girava già verso la fine di febbraio 2015. In data 3 marzo 2015, l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla ha pubblicato una nota nella quale spiega che l’intervento è previsto già da tempo.

Ad aggiungere danno alla beffa, la notizia è stata ripubblicata senza alcuna correzione. Così posta, nell’insieme, ADNKRONOS restituisce la falsa impressione per la quale la terapia ripari anche i danni finora subiti dal sistema nervoso centrale. Nella realtà un danno al sistema nervoso centrale è irreparabile e la terapia in questione, essendo immunosoppressiva, blocca solo la futura attività di malattia.

Il trapianto è eseguibile in molti luoghi d’Italia e coinvolge le cellule staminali ematopoietiche già presenti nel sangue del paziente. In soldoni, il trapianto “resetta” il sistema immunitario per bloccare gli attacchi autoimmuni alla base delle ricadute. Inoltre, il trapianto funziona solo sulle forme attive della sclerosi multipla, ovvero quelle forme con ricadute e remissioni – una concezione ben diversa dalle sclerosi di tipo progressive.

Si tratta dunque di una extrema ratio per le forme attive e molto aggressive. Chi esegue questo tipo di terapie deve saperlo: ciò che è andato perduto non si può recuperare. Il blocco della malattia è effettivo per cinque, massimo sei anni, dopodiché l’attività di malattia ricomincia. I pazienti che hanno subito un danno al sistema nervoso tale da essere ormai costretti alla carrozzina, vi restano senza grossi miglioramenti nel lungo termine.

Qui potete trovare ancora più completezza a riguardo. Si aggiunga che non tutte le persone che hanno la SM possono sottoporsi al trapianto con cellule staminali ematopoietiche (HSCT). Per sopprimere il sistema immunitario prima del trapianto di tali cellule è necessaria la chemioterapia e a volte la radioterapia, le quali possono portare a gravi infezioni. Si tratta infatti di un trattamento molto forte che ha un tasso di mortalità fra l’1 e il 2%.

Quanto al paziente che ha ripreso le sue attività, conoscendo il tipo di sclerosi multipla alla quale mira questa terapia, è più che probabile che il grosso recupero non sia dovuto esclusivamente al trapianto, bensì alla sua plasticità neuronale.

Di ADNKRONOS abbiamo avuto numerose testimonianze di come si sia lasciata prostituire per un paio di like e qualche condivisione in più. Fra un articolo sui respiriani e un bambino che rischia l’HIV, l’agenzia ha scelto di offrire un servizio dalla qualità marcescente, putrida quanto siti tipo JedaNewsDionidream. Se per quell’agenzia ci si può solo che aspettare – per il momento – un peggioramento costante e un’informazione sempre più distante dalla realtà dei fatti, scoprire che una testata più seria come Pharmastar abbia deciso di seguire lo stesso andazzo disinformativo, senza spiegare nel merito, fa decisamente male.

Non basta scrivere “servono ulteriori verifiche” per ovviare a evidenti lacune. Non basta scrivere “è ancora in fase sperimentale” se non si spiega bene il perché. Questo non è un servizio che pensa ai malati, bensì ai click.

A quando un vero giornalismo più vicino alle necessità del malato?

Il Ninth
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