Clickbait, bancomat e bufalari

Ancora con la notizia allarmista dell'addio al bancomat, raccontata in perfetto stile clickbait

maicolengel butac 10 Giu 2025
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Durante il weekend svariati lettori ci hanno chiesto lumi su una notizia – ognuno di loro l’aveva letta su una piattaforma social differente, e nessuno ci ha inviato un link, ma abbiamo comunque trovato uno dei siti che la sta diffondendo, managementcue.it, che il 6 giugno 2025 ha titolato:

Addio “Pago con carta”, dal 1 Luglio aboliti completamente i pagamenti con bancomat: Si torna al caro vecchio metodo

Ma siamo di fronte all’ennesimo “clickbait da titolo” che avevamo già trattato pochi giorni fa, più esattamente il 29 maggio 2025, facendo riferimento a un articolo pressoché identico che titolava:

“Pago con carta” “Non penso proprio” | Dall’1 giugno 2025 è abolito per sempre il bancomat: fine della pacchia

L’azienda dietro a questi articoli è sempre la stessa, Magellano Network (o Tech Solutions, ma sono sempre loro) e, come spiegavamo il 29 maggio:

I motivi di questi clickbait? Presto detto: a Magellano Tech Solutions interessa avere un buon posizionamento nella classifica ComScore dei siti e gruppi imprenditoriali che ricevono più interazioni, tanto nessuno controlla come sono state raggiunte quelle visite.

Ripetere per due volte la stessa notizia disinformativa per aumentare le visite ai propri siti, generando però disinformazione nel pubblico, dovrebbe essere sanzionato. Purtroppo questi soggetti sono abili nel fare disinformazione e negli articoli, sempre nascosto due o tre paragrafi dopo il titolo, spiegano che:

Non si tratta di un ritorno al contante, né di una frenata alla digitalizzazione, ma di una trasformazione strutturale dell’intero sistema di pagamento. Secondo quanto riportato da InfoIva, sarà eliminato il circuito tradizionale dei POS e delle tessere fisiche, in favore di nuove soluzioni completamente digitali.

La cosa più “divertente” è che mentre il 29 maggio ci occupavamo di Infolva che usava come fonte Money.it distorcendo quanto riferito dalla testata finanziaria, oggi managementcue.it usa come fonte proprio InfoIva. Magellano tra questi siti dedicati al mondo dell’impresa e quelli dedicati ai trasporti sta diffondendo sempre più contenuti clickbait e disinformativi. Non che la cosa ci sorprenda, visto che l’attuale amministratore delegato prima lavorava per Web365 srl, altro gruppo editoriale web di cui ci eravamo occupati anni fa, quando gestivano DirettaNews, ve li ricordate?

Nel 2016 spiegavamo appunto che:

DirettaNews è una testata giornalistica registrata quindi deve sottostare al codice deontologico dell’ordine dei giornalisti, pubblicare falsità e allarmismi non rientra tra le pratiche concesse.  Come Butac inoltre è registrato in maniera non anonima, quindi arrivare a sanzionare e redarguire chi ha pubblicato quell’articolo è alla portata di tutti. Basta cercare su whois per scoprire che si tratta di un sito registrato ad una società, Web365 srl, società che ha altri siti registrati a suo nome, tutti sulla stessa falsa riga di DirettaNews, infarciti di clickbaiting e pubblicità.

Fare soldi col web non è reato, e ci sono tanti, tantissimi che lo fanno in maniera corretta. Fare soldi scopiazzando notizie vecchie senza contestualizzarle o inventando allarmismi ingiustificati invece andrebbe punito con sanzioni pecuniarie.

Come purtroppo avete potuto vedere sono passati nove anni, sono aziende diverse, ma il modus operandi per incrementare il valore dei domini di loro proprietà non è cambiato di una virgola. La cosa che dispiace è che questi siti, grazie a questi incrementi, aumentano sia il valore della vendita dei domini sia le entrate pubblicitarie.

Poi quando qualcuno compra uno dei loro domini ecco che ci scrive subito, chiedendo di cancellare gli articoli in cui citiamo le testate appena acquistate o la rimozione dalla Black list.

Non credo di poter aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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