EBOLA-PA-14-08

Un rapido aggiornamento su Ebola e l’epidemia che avanza nell’Africa Subsahariana.

Al giorno 12.08 i contagiati risultano essere 1848, di cui 1176 confermati con analisi di laboratorio. I deceduti sono 1013. La mortalità si attesta al 54%, rimanendo in linea con il quadro dei giorni precedenti. Questo dato risulta interessante nel quadro della dimensione dell’epidemia. Ricordiamo infatti che lo Zaire ebolavirus (ZEBOV) presenta una mortalità media dell’83% risalendo ai dati delle precedenti epidemie dello stesso. Ci troviamo probabilmente davanti a un ceppo meno virulento, il che gli permette una maggiore diffusione tra la popolazione.

Tra i deceduti si attesta anche il primo europeo. Si tratta del missionario spagnolo che ha contratto il virus in Liberia. Nonostante fosse stato approvato l’utilizzo del Zmapp, questo non è risultato efficace probabilmente a causa del ritardo nella somministrazione dello stesso.

Nuovi sviluppi si hanno proprio sullo Zmapp. Il gruppo di esperti del WHO ha rilasciato una dichiarazione in merito: «Nelle particolari circostanze di questa epidemia e purché siano soddisfatte determinate condizioni, il panel è giunto al consenso che è etico offrire interventi non ancora testati e la cui efficacia ed effetti secondari non sono conosciuti, come potenziale trattamento o a titolo di prevenzione».

Si è pertanto superata la problematica etica legata all’utilizzo del Zmapp e di altre terapie sperimentali, e le poche dosi disponibili sono state inviate in Liberia.

logo

Il problema ora rimane quello logistico. La stessa Mapp Biopharmaceutical, azienda produttrice del Zmapp, ha dichiarato di aver esaurito le dosi e di aver messo in atto un piano per aumentare la produzione in breve tempo.

Nel frattempo si continua a lottare per arginare l’epidemia, ma le conseguenze potrebbe essere catastrofiche per i paesi colpiti. Molte linee aeree hanno cessato i servizi di trasporto, sempre più intenso è l’utilizzo di forze armate per controllare la popolazione. È necessario un’attenta vigilanza da parte degli organi internazionali per evitare palesi violazioni dei diritti umani.

Per fortuna una buona notizia, in questo mare di burrasca, c’è. A oggi non si sono registrati nuovi casi in Nigeria e si può quindi sperare che a breve il paese possa uscire dalla conta dei paesi colpiti dall’infezione.

 

Screen-Shot-2014-08-06-at-2.34.07-PM

PA