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Questa non mi è stata segnalata da nessuno in particolare: l’idea di buttar giù due righe sul “caso Seralini” mi frullava nella testa da un bel po’. Poiché sono fondamentalmente un logorroico senza speranza, ho deciso di separare questa sbufalata in due comode parti: nella prima parleremo dello studio e delle critiche mosse dalla comunità scientifica; nella seconda, parleremo del seguito che Séralini ha dato alla sua ricerca.

Ciò premesso, mettetevi comodi e buona lettura.

***

ogm-monster-320x234Quando si parla di OGM, gli antagonisti ne conoscono solo le presunte Brutte Cose™: autismo, celiachia, corea di Huntington, i servizi di Nadia Toffa, rifarsi daccapo la scheda di Gi.R.S.A., cani e gatti che vivono insieme, MASSE ISTERICHE. Mentre su alcune di queste cose si potrebbe effettivamente discutere, c’è un “effetto avverso” che sembra andare per la maggiore e che abbia ritrovato un rinnovato interesse.

In questi tempi dove tutto si scopre cancerogeno, perché non metterci in mezzo anche gli “stramaledettissimi” OGM?

Secondo alcuni blog pseudoscientifici – troppi, per linkarli in una sola frase – esisterebbe uno studio scientifico che proverebbe in maniera apparentemente inconfutabile la cancerogenicità degli organismi geneticamente modificati. La ricerca consiste nella somministrazione di un tipo di mais geneticamente modificato, NK603 resistente al pesticida Roundup, assieme a una dose di glifosato; questa dose veniva somministrata a topi da laboratorio di ambo i sessi. Il risultato è stato semplicemente agghiacciante: i topi nutriti con il mais OGM avevano il cancro. Questo ha scatenato i click selvaggi della condivisione istantanea da parte degli anti-OGM e ancora adesso è possibile vedere qualche sito farvi ancora riferimento.

Ma quanto c’è di vero? Andiamo con ordine.

Lo studio

L’esperimento è stato condotto dal biologo molecolare francese Gilles-Éric Séralini, professore all’Università di Caen fin da Giugno 1991. Dopo alcuni paper scientifici dal dubbio valore – uno dei quali finanziato da Greenpeace – Séralini e il suo team pubblica Long term toxicity of a Roundup herbicide and a Roundup-tolerant genetically modified maize (novembre 2012).

All’apparenza, l’esperimento sembrava ben fatto. Furono selezionati 200 topi, con un’equa distribuzione fra maschi e femmine; in generale, furono nutriti con mais normale mescolato al mais NK603, un OGM, in gradi crescenti dallo 0% (gruppo di controllo) al 33%. Fra quelli costituiti, un gruppo fu nutrito di solo mais OGM e dissetati con una miscela di acqua e glifosato. Un altro, fu costretto a bere solo glifosato. Seguendo questa distinzione, i topi furono nutriti per due anni.

Nell’abstract originale, Séralini riassumeva così i risultati più eclatanti della sua ricerca. Fra i tanti,

  • nelle femmine, la crescita di tumori mammari e pituitari, assieme a un forte squilibrio ormonale;
  • nei maschi, un aumento della congestione e delle necrosi epatiche;
  • in ambedue i sessi, deficienze renali croniche.

Females developed large mammary tumors almost always more often than and before controls, the pituitary was the second most disabled organ; the sex hormonal balance was modified by GMO and Roundup treatments. In treated males, liver congestions and necrosis were 2.5-5.5 times higher. This pathology was confirmed by optic and transmission electron microscopy. Marked and severe kidney nephropathies were also generally 1.3-2.3 greater. Males presented 4 times more large palpable tumors than controls which occurred up to 600 days earlier. Biochemistry data confirmed very significant kidney chronic deficiencies; for all treatments and both sexes, 76% of the altered parameters were kidney related.

Per Séralini e il gruppo di ricerca, questi sono risultati dovuti al Roundup e alle conseguenze del metabolismo degli OGM.

These results can be explained by the non linear endocrine-disrupting effects of Roundup, but also by the overexpression of the transgene in the GMO and its metabolic consequences.

05c4cd9ee6_rats-seralini_criigenAd aggiungere paura e disgusto al tutto, furono diffuse immagini raccapriccianti dei topi da laboratori. Sotto questo aspetto, è evidente l’intento di polarizzare l’opinione pubblica al di fuori della comunità scientifica. Un trucco abbastanza comune nel mondo della pseudoscienza: in questo modo non si concentra l’attenzione sul problema, bensì sulle emozioni che esso suscita. Si viene così distratti e portati fuori dal selciato razionale, dando così spazio a tutta una serie di teorie pseudoscientifiche – anche se in questo caso, sarebbe meglio dire parascientifiche.

Lo studio di Séralini sugli OGM è mera pseudoscienza nero-su-bianco. È la conferma di come non basti avere la laurea per essere intelligente o in buona fede.

Le critiche principali

1) Campione troppo piccolo

Il paper propone una premessa di confronto fra i diversi gruppi di dosaggio con quello di controllo, quest’ultimo non esposto al grano OGM né al glifosato. Sebbene questa sia una pratica comune per un corretto studio scientifico, come spiega brevemente il post di Science Based Medicine, le analisi statistiche disponibili non erano sufficienti per un confronto proprio. Questo ha condotto a una semplice conclusione: la mancanza di un’analisi statistica è dovuta all’assenza di rilevanza statistica.

[T]he authors provide no statistical analysis of this comparison. Given the small number of rats in each group, it is likely that this lack of statistical analysis is due to the fact that statistical significance could not be reached.

Il campione adoperato è fin troppo piccolo per poter giungere a una conclusione importante, come quella espressa da Séralini. Lo stesso giornale che in origine pubblicò la ricerca, fu costretto successivamente a ritirarla adducendo come ragione proprio quella mancanza di dati significativi per operare il confronto.

Ultimately, the results presented (while not incorrect) are inconclusive, and therefore do not reach the threshold of publication for Food and Chemical Toxicology.

2) Interferenze dovute al ceppo di ratto adoperato

Séralini vorrebbe dimostrare l’insorgenza di neoplasie in chi consuma OGM modificati entrati a contatto con il Roundup. Per giungere a questa conclusione, il ricercatore francese ha adoperato il tipo Sprague-Dawley, una varietà da laboratorio con un’alta incidenza neoplastica: fra il 70 e il 76,7% per i maschi, e fra l’87 e il 95,8%. Qui uno studio che dimostra questa incidenza.

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Gilles-Éric Séralini

Leggendo le righe qui sopra, qualcuno potrebbe erroneamente pensare che questo esperimento invalidi l’intero modello animale, poiché gran parte degli esperimenti si basa sulla sperimentazione in vivo. La critica riguarda, a dire il vero, il modo in cui Séralini ha raggiunto la sua conclusione. Quando si lavora sulla cancerogenicità di un determinato prodotto, è imperativo che i dati statistici abbiano il minor numero di interferenze possibili. Lo Sprague-Dawley è inadatto per questo tipo di esperimento proprio perché è più facile che questo ceppo sviluppi neoplasie. Il che si è tradotto in un insieme di dati inaffidabili. Come riporta Science Based Medicine,

In the male groups, the GMO and glyphosate groups tended to do better, if anything. In the female groups they did worse, but there is no clear dose-response effect evident, and the overall results are a wash.

Per capire bene in cosa consistono queste due critiche, ricorrerò a un’analogia da profano. È come se Séralini avesse detto “i Deep Purple scrivono canzoni mediocri” citando come esempio la cover di “Black Night” eseguita dai Deicide. Se anche voi giudicaste un gruppo dalla qualità con la quale un altro gruppo ha eseguito un suo pezzo, sbagliereste. State affermando la mediocrità di un grande insieme di canzoni (“Burn”, “Smoke on the Water”, “Hush”, “Highway Star”, “Ted The Mechanic”, “Perfect Strangers”…) partendo da un gruppo, come i Deicide, prono alla defecatio stalagmites da tempo immemore. I Deicide, per fortuna loro, possono andare bene come metro di giudizio iniziale per valutare e sperimentare nuovi gruppi dello stesso filone (Vital Remains, Suffocation, Morbid Angel, Hate Eternal etc.) [1].

3) Dov’è l’effetto collaterale?

All’epoca, Séralini non fornì i dati completi della ricerca nonostante le continue pressioni da parte della comunità scientifica. Un atteggiamento sospetto, spesso segno di chi vorrebbe sfuggire alla revisione tra pari – e a quanto sembra, un vizio reiterato di frequente dal ricercatore francese. Fra i dati mancanti, non abbiamo una reazione alla dose.

Affinché una sostanza possa essere considerabile cancerogena, una esposizione maggiore alla sostanza in questione dovrebbe tradursi in un aumento delle neoplasie. Nello studio di Séralini, questo non viene dimostrato in alcun modo. Dove sarebbe dimostrato, quindi, l’effetto collaterale?

Insomma, quello di Séralini è uno studio meschino, antiscientifico, pervaso da una forte malafede. Appare dunque evidente che è stato publicato per portare avanti una ideologia errata e fallace: quella fortemente improntata sul discredito delle multinazionali, che fa leva su spauracchi inesistenti (l’organismo geneticamente modificato).

Fin qui le critiche allo studio. Come ha reagito Séralini? Ci sono stati nuovi sviluppi, ha proseguito nei suoi intenti?

Risponderò a queste domande domani, nella seconda e ultima parte.

Il Ninth
([email protected])

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[1] I Deicide restano comunque una zotta micidiale.

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