equocompenso

Nei giorni scorsi il Governo è finito nel mirino per un decreto che è stato firmato il 20 giugno. Il decreto non è ancora stato pubblicato interamente a tutt’oggi sul sito del Ministero dei Beni e delle attività culturali. (Non preoccupatevi, aggiornerò l’articolo appena uscirà).

Il decreto in questione è quello sulla copia privata e non nasce da un’idea di Franceschini, ma da una relazione dell’Unione Europea. Non è una novità: è stata approvata in Italia nel 2009 con tariffe triennali. Queste dovevano essere aggiornate nel 2012, ma ad oggi non sono state ancora ritoccate. Preciso subito che non si tratta di una tassa di possesso: non la pagheremo annualmente, come l’imposta diretta per la televisione. Consisterà invece in un aumento applicato dai produttori di impianti capaci di registrare contenuti audio/video, come i tablet, gli smartphone e il PC.
Fino a che si è masterizzato su CD e DVD, il produttore pagava questa imposta per ogni disco “vergine” prodotto per poi scaricarla, con ogni probabilità, sull’utente finale. Col tempo abbiamo ridotto l’uso di CD e DVD e così il settore, che ha beneficiato di queste imposte – su tutti, gli artisti tutelati dalla SIAE e detentori del diritto d’autore – ne ha risentito.

Se questa piccola tariffa può aiutare ben venga, io non ci trovo nulla di male. Non capisco perché una cosa già applicata anche da noi — con tariffe ferme da due anni, ricordiamo — nonché prevista per il territorio europeo e approvata da tanti, debba essere usata come un’arma contro il Governo Italiano. Se si trova in disaccordo con il Parlamento Europeo, un singolo Governo non ha davvero la capacità di esprimersi. Solo gli eletti alle elezioni europee hanno voce in capitolo a riguardo, perciò è a loro che dovremmo rivolgere le nostre lamentele.

Ma veniamo a questa “tassa”.
Come detto, essa esisteva già nel 2009. Qui trovate il commento di un blogger che sostiene come gli italiani fossero stati costretti a comperare DVD e CD “vergini” in paesi limitrofi. La causa di tutto ciò doveva essere l’equo compenso, che aveva portato ad aumenti fino a quasi un euro su questi supporti.
Saprete bene che questi sono stati venduti senza problemi in Italia. È vero, costano un po’ di più che in Germania, per citare un esempio. Qui non è solo colpa dell’equo compenso, ma anche di un diverso sistema di tassazione. Con questo in mente, confrontiamo il prezzo di due colonne di DVD vergini comperati in Italia o in Germania. La differenza è di circa 10 centesimi per ciascun DVD, non 87 centesimi in più come si sosteneva sarebbe accaduto nel 2009. Una parte è data dall’equo compenso, ma l’altra deriva dall’IVA al 22%, innalzata dal precedente 19%.

Lungi da me affermare che questi piccoli aumenti non ci saranno per niente. Va spiegato che compensano l’uso che ormai facciamo – a volte a scrocco – dell’entertainment on-the-go. Guardiamo film e ascoltiamo musica, spesso gratis. Li scarichiamo e li guardiamo su PC, tabletsmartphone, lettori DivX o DVD. Spesso e volentieri, ci affidiamo a pennini ben capienti quando mancano i DVD. Se, all’acquisto del prossimo tablet e/o smartphone, ci fossero 3, 5 o 10 € in più causati da questo equo compenso, temo che il costo finale dell’oggetto varierebbe poco. Si tratterebbe, nell’insieme, di un aumento irrisorio. Per quanto riguarda chiavette USB e schedine SD, tra l’altro, la cifra è più contenuta: circa 9 centesimi a giga. In confronto, abbiamo 25 centesimi di euro per giga di spazio di archiviazione, per smartphone e tablet.

Cifre che non cambierebbero la vita di nessuno. Specialmente se, come dimostrato, quei supporti saranno utilizzati per ascoltare musica o visualizzare video che, magari, prima si comperavano regolarmente…

Il Ninth

 

Tra i vari commenti noto che si parla di un pasticcio italiano, noi pagheremo molto più degli altri ecc ecc, ma lo sforzo di clikkare sui link non lo fate mai? Sul sito del ministero è presente questo specchietto:

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In rapporto mi sembra che continuiamo ad essere i meno cari sull’equo compenso, sbaglio? Poi certo esistono paesi che non ce l’hanno…

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_2108582771.html