CANESTATUA

ma una volta non era di terracotta?

canecemento

Ci segnalate questo pezzo del Giomale su un presunto “cane vivo nel cemento”. Con un colpo d’occhio sappiamo già di chi stiamo parlando: il GioMale è un sito che si diverte a spacciare bufale grossolane catalogandole come “articoli satirici”. Non c’è bisogno di sbufalare nulla: basterebbe il disclaimer in calce a ciascuna pagina del sito Internet per capire l’*altissimo* livello di comicità con il quale ci imbattiamo.

© 2015 Il Giomale. All Rights Reserved. E’ possibile utilizzare gli articoli contenuti in questo sito solo se esplicitamente citata la fonte tramite link di collegamento.Il Giomale non è a tutti gli effetti una testata giornalistica, e come magazine satirico alcuni articoli contenuti in esso potrebberò non corrispondere alla veridicità dei fatti. ATTENZIONE, questo è un magazine online non riconducibile in nessun modo al giornale “Il Giornale”

disclaimer giomale

Vogliamo andare fino in fondo? Non esiste alcun “celebre artista” di nome Stah Lynk e quella che vedete in foto non è un cane “vivo” nel cemento. Una ricerca inversa ci aiuta a trovare l’origine: un calco in gesso di un cane… vissuto all’epoca dell’eruzione del Vesuvio, nel 79 d.C. Attaccatino alla vita, se risulta ancora vivo nel cemento dopo tutti questi anni! E non è nemmeno morto di vecchiaia! Vigo il Carpatico, fatti da parte! Qui trovate il cane in una comprensiva galleria di immagini – grazie Ceifan.

Il cane in gesso è uno dei celebri calchi riproducenti le vittime dell’eruzione trovate a Pompei ed Ercolano. Per chi ancora non li conoscesse, sono frutto di un particolare metodo ideato all’archeologo e numismatico Giuseppe Fiorelli, e ancora oggi adoperato. Si tratta di una testimonianza fondamentale e qui potete trovare una bella spiegazione del processo di creazione.

Adesso però aprite bene gli occhi. A me – e penso di parlare anche a nome di BUTAC – fa piacere ricevere segnalazioni dai lettori. Nonostante il tono dica tutt’altro, sono ben felice di rispondere alla vostra curiosità nel più completo dei modi possibili. Vorrei però parafrasare quanto giustamente ci scrive Giorgia, una delle nostre lettrici più assidue: queste sono bufale che ci fanno solo perdere tempo. E non lo dico per me, bensì per voi. Quando scriviamo che non c’è nulla da sbufalare, è perché non sono queste le bufale davvero pericolose. Certo, una risatina ogni tanto ci sta più che bene e se seguite il nostro blog, capite certamente il peso di questa frase.

Da quando faccio parte del team di BUTAC, ho sempre sostenuto nelle “riunioni di redazione” che anche il lettore più sprovveduto non ha voglia di sentirsi uno stupido per aver creduto anche a bufale innocue, come questa. Nonostante il tempo passato, le bufale, le discriminazioni, la disinformazione e i profittatori, nutro ancora un certo ottimismo.

Lo sento: voi anelate a saperne di più. A sfidare ciò che conoscete e ciò di cui siete sicuri; che vogliate, insomma, uscire un po’ dal selciato percorso da una vita. Non avreste creduto a questa sciocchezza, altrimenti. Ora che ne sapete di più, non vi sentite più completi? Io dico di sì.

Vi rendo tesoro di un piccolo consiglio che mi diede la professoressa di letteratura inglese all’Università. Siate “forti nella volontà di lottare, di cercare, di trovare, e di non cedere” (A. Tennyson, Ulisse). Non fermatevi di fronte a ciò che vi sembra oscuro. Ancora meglio, cercate qualcosa che solletichi i vostri pregiudizi, che li soddisfi, che li titilli fino al punto della massima eccitazione neurale… e mettetevi in gioco. Se proprio dovete cascare su qualcosa, fatelo con ciò che potrebbe cambiare davvero il vostro modo di vedere le cose.

Finché l’uomo è nato per soddisfare la sua curiosità, voi non sarete mai stupidi. E potreste diventare persone migliori di tanti altri.

Il Ninth
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