Titolano così molti giornali online, dando a intendere al lettore di trovarsi di fronte a qualcosa su cui indignarsi. Ma come? Insegnano ai nostri poveri bambini a diventare gender? No, le cose non stanno così, e leggendo gli articoli si capisce qualche cosa di più.

In Umbria, il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Perugia ha realizzato un test, suddiviso in 7 parti (anche se molti giornalisti dicono 6, nella prima pagina della parte “incriminata” si fa riferimento a 7 parti) che dovrebbe servire a fare un’analisi sui rapporti con la diversità di ragazzi e ragazze.

Quindi si tratta di un test per capire come vedono se stessi e come vedono gli altri i ragazzi dell’ultimo anno della scuola media. Subito prima di entrare alla scuola “dei grandi”, dove avvengono da sempre svariati episodi di bullismo legati anche alla fobia dei diversi.

Tutto questo mi pare perfettamente normale nel 2018: che la scuola e il Ministero si preoccupino di capire come vedono il mondo i giovani serve per organizzare interventi di sensibilizzazione. Non c’è nessuna teoria gender insegnata tramite questo test, solo tanta voglia di analisi per contrastare bullismi noti.

Onestamente trovo l’indignazione per un test di questo genere qualcosa di anacronistico.

È triste che nel 2018 ci sia ancora bisogno di articoletti come questo, dimostra purtroppo come a nulla serva cercare di spiegare determinate situazioni, se ciò non viene fatto anche con la dovuta autorità da chi di dovere.

Oltretutto gli episodi di bullismo a scuola sono sotto gli occhi di tutti, da anni, bisognerebbe gioire che qualcuno studi sistemi perché ne avvengano meno, non indignarsi. Ma forse tutti i bravi padri di famiglia che si arrabbiano sanno con certezza d’avere figli eterosessuali che mai subiranno alcun bullismo a scuola. Glielo auguro.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un  caffè!